L’iniezione intramuscolare è una tecnica infermieristica molto utilizzata che consiste nell’introduzione di un liquido farmacologico nel tessuto muscolare, nient’altro che la classica iniezione. La parte del corpo che si presta meglio a tale pratica è il quadrante superiore esterno dei glutei. Tale pratica deve essere eseguita rispettando la procedura e con le adeguate cautele, in maniera tale da poter assicurare una somministrazione corretta e ridurre i rischi di eventuali complicanze. Prima di procedere con l’iniezione intramuscolare ci sono alcune valutazioni da prendere in considerazione, per poter stabilire la sede adeguata all’iniezione e la tecnica da preferire. L’infermiere quindi deve valutare:

1. Il volume del liquido che va somministrato
2. La tipologia di farmaco da somministrare
3. L’età del paziente
4. La struttura fisica
5. Lo stato generale di salute in cui si trova il paziente.

Iniezione intramuscolare: sedi per la somministrazione

Iniezione intramuscolare: sedi per la somministrazione

In ambito medico sono descritte 5 principali sedi nelle quali è preferibile eseguire l’iniezione e sono: il deltoide ed il muscolo ventrocluteale, ma a causa delle dimensioni ridotte il liquido da somministrare ed il numero delle iniezioni deve essere limitato. Il muscolo ventrogluteale è molto facile da localizzare per la maggior parte dei pazienti, e basta semplicemente poggiare la mano destra ad esempio sul fianco opposto e palpare il troncatere. La sede adeguata è l’area triangolare che si trova tra il dito indice situato sulla spina iliaca antero-superiore, ed il dito medio, divaricato verso la cresta iliaca ma nella parte sottostante. Tale sede assicuralo spessore massimo del muscolo gluteale caratterizzato sia dal muscolo gluteo medio, sia da quello minore, ed è libero dai nervi penetranti ed anche dai vasi sanguigni ed ha inoltre uno spessore di strato grasso molto stretto rispetto alla zona dorsogluteale. La sede ventrogluteale secondo quello che si legge in letteratura, è una zona che dovrebbe essere presa in considerazione indipendentemente dall’età del paziente.

La dorsogluteale è una sede con maggior rischio di complicanze perché ricca di nervi grandi e di vasi sanguigni, per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non la raccomanda per le somministrazioni intramuscolare che vengono effettuate di routine. Il vasto laterale invece è una sede dove si può accedere facilmente e non presenta rischi di eventuali complicazioni perché non ha vasi sanguigni e strutture nervose. Il rettofemorale è una zona che provoca molto dolore per questo non è una sede che si raccomanda in casi di iniezione intramuscolare di routine.

Iniezione intramuscolare: dosaggio

Quando si effettuano le iniezioni intramuscolari che interessano i grandi muscoli, queste non dovrebbero superare i 5ml nelle persone adulte. Nella sede ventrogluteale si possono iniettare dai 2ml fino ai 5 ml mentre in sede dorsogluteale fino ad un massimo di 4 ml e nella zona rettofemorale e vastofemorale il dosaggio non deve superare i 5 ml. Nei pazienti giovani, nei bambini ed in coloro che mostrano scarso sviluppo o atrofia muscolare da allattamento, il quantitativo massimo da somministrare è moto inferiore rispetto a quello descritto sopra.

Consigliamo di scegliere sempre la siringa più piccola, indipendentemente della zona intramuscolare, per somministrare volumi di liquido inferiore a 0,5 ml come ad esempio quella che si impiega per l’insulina. L’ago deve avere una lunghezza sufficiente in grado di raggiungere il muscolo che può variare da paziente a paziente. In soggetti con costituzione esile è sufficiente una siringa con ago di circa 2,5 centimetri, mentre per i pazienti affetti da obesità, potrebbe essere necessaria una siringa con ago fino a 15 centimetri. Tendenzialmente si adoperano siringhe che hanno aghi da 3,8 centimetri per le persone adulte, mentre per i bambini da 2,5 centimetri.

Prima di procedere alla somministrazione del farmaco per via intramuscolare, l’infermiere deve detergere la sede di iniezione con un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool o di prodotti antisettici come ad esempio la clorexidina, per ridurre in questa maniera la carica batterica, anche se non è sufficiente per prevenire eventuali infezioni della sede di iniezione.

Iniezione intramuscolare: tecniche

Iniezione intramuscolare: tecniche

Le iniezioni intramuscolari più utilizzate sono:

1. La tecnica standard, che consiste nello stendere la cute della sede di iniezione tra le dita delle mani e di introdurre l’ago della siringa a 90 gradi mediante un movimento molto rapido in maniera tale da minimizzare il dolore.
2. Tecnica del tratto Z: con la mano non dominate si tende la cute interessata di 3 o 4 centimetri da un lato verso la parte bassa e si inserisce l’ago a 90 gradi con un movimento molto veloce. Una volta terminata l’introduzione dell’ago, si rilascia la pelle che poi torna nella posizione naturale.

Tale tecnica può essere utilizzata per qualsiasi gruppo muscolare che sia dotato però di un tessuto soprastante dislocabile di almeno 2,5 centimetri. Recenti studi raccomandano tale pratica da preferire per qualsiasi tipologia di medicinale da somministrare.