Isterectomia: una scelta difficile che può salvare la vita!

L’isterectomia è un intervento chirurgico in cui il primario asporta l’apparato riproduttivo della donna. Le motivazioni sono spesso legate all’insorgenza di patologie piuttosto serie che possono, se sottovalutate, sfociare in malattie realmente gravi e mortali.

Isterectomia

Davanti alla manifestazione di patologie molto gravi legati all’utero molto spesso il chirurgo decide per l’asportazione delle ovaie. L’isterectomia può essere parziale o totale, e solo dopo un’attenta valutazione e colloquio tra la paziente e l’esperto, si deciderà la profilassi più idonea alla condizione appunto della persona. La parziale determina la rimanenza della zona della cervice mentre la totale, ovviamente quando viene rimosso corpo, collo e fondo, quindi l’intero utero.

Il personale procederà entrando o dall’addome (isterectomia addominale) oppure dalla vagina (isterectomia vaginale), in qualsiasi caso se necessario verranno asportate una o entrambe le ovaie tramite le tube di Falloppio. La differenza tra le due modalità possono essere le cicatrici, che comunque non sono evidenti e sono talmente piccole da essere quasi invisibili, quelle all’interno dell’apparato non lasciano traccia, mentre quelle tramite laparatomia, attraverso un’incisione, sulla linea mediana e con il più comune “taglio bikini” cioè trasversale, può essere leggermente più visibile; ma nel giro di poco tempo tende ad appianarsi, diventando un tutt’uno con la pelle circostante. Una volta che la paziente si è sottoposta a tale intervento, rimarrà per alcuni giorni in ospedale sotto stretta sorveglianza. Chiaramente trattandosi di un’operazione include diverse particolarità legata ad essa, premettiamo che la procedura è sicura ormai affrontata da moltissimi anni e perciò consolidata, tuttavia è sempre opportuno mettere al corrente la persona di possibili, e rari, effetti secondari. L’anestesia può portare a ictus, attacchi di cuore e polmoniti, la consulenza con il medico anestesista chiarirà eventuali dubbi, una volta effettuato l’intervento chirurgico il periodo post operazione di riposo può generare trombosi, ma l’assunzione di medicinali garantiti scongiura la presenza di possibili trombi.

I pericoli, legati invece all’asportazione dell’utero, sono:

  • La manifestazione di un’infezione, superficiale o profonda;

  • Sanguinamento copioso durante l’operazione e/o anche dopo, tanto da richiedere una trasfusione;

  • La cicatrice, che inizialmente può arrecare fastidio e prurito.

L’isterectomia è una pratica molto diffusa e di normale prassi per questo ci teniamo a ribadire che le casistiche inerenti all’insorgenza di eventuali danni collaterali sono davvero molto esigue, la percentuale è quasi vicina allo zero. I giorni di “riabilitazione” ospedaliera servono proprio per verificare lo stato di guarigione della ferita e, se necessario, intervenire tempestivamente.

Cause

Le cause che richiedo l’intervento sono diverse:

  • Sanguinamento mestruale – una rilevante perdita di sangue durante il ciclo può portare ad una significante diminuzione del peso corporeo, oltre che ai dolori lancinanti e fortissimi crampi tanto da rendere intollerante la sopportazione delle mestruazioni;

  • Malattia pelvica infiammatoria – tale patologia è il risultato di una trasfusione sessuale, dovuta ad un rapporto non protetto. L’infiammazione che si sviluppa nelle Tube di Falloppio, una volta attecchita si diffonde in tutta la zona pelvica. In generale è una disfunzione che non provoca sintomi e una volta riscontrata è nel suo stadio maggiore, per questo bisogna sempre avere una corretta educazione sessuale. A volte, invece, alcune donne accusano dei disturbi che possono variare dal leggero all’invasivo, come febbre, cistiti e perdite vaginali;

  • L’endometriosi – è la crescita deforme dello strato interno dell’utero, che genera dolori durante i rapporti, durante l’espletamento delle normali funzioni intestinali e perdite ematiche significative;

  • Prolasso dell’utero – il manifestarsi di tumori benigni possono intaccare la tonicità dei legamenti che tengono ancorato l’utero alla base, con conseguente rilassamento e pertanto avviene il prolasso uterino.

Va messo in conto che purtroppo una volta eseguita l’isterectomia la donna non potrà più avere figli, quindi prima di prendere una decisione definitiva è fondamentale vagliare pro e contro e consultarsi con il proprio medico, chiedendo anche più pareri se più aiutare a prendere una saggia scelta.

Convalescenza

Dopo l’intervento la persona verrà disposta in una camera per alcuni giorni che deciderà il chirurgo e se utile verrà predisposto un catetere. La ferita verrà coperta con delle garze sia interne che esterne ma verranno tolte in prossimità della dimissione ospedaliera, nei giorni successivi, circa una decina, il sanguinamento è normale, per questo è comodo usare degli assorbenti. Non si potranno sollevare pesi o eseguire azioni pesanti e l’attività sessuale potrà essere ripresa dopo un mese e mezzo. Se vengono rimosse entrambe le ovaie non si avrà più il ciclo e magari il medico può decidere per una terapia ormonale.