Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Laringospasmo: cause, sintomi e cura di una malattia che colpisce tantissimi

Conoscere le dinamiche per comprendere le prime avvisaglie ed intervenire tempestivamente a calmare le crisi nei soggetti, molto spesso bambini, affetti dalla patologia delle vie respiratorie.

Laringospasmo

La Laringospasmo è una condizione che oggi giorno colpisce indistintamente adulti e bambini, anche se i picchi maggiori sono stati registrati nei piccoli di età compresa tra 1 e 4 anni. Allergie, asma e apnee notturne ma anche semplici raffreddori possono incentivare la contrazione, accompagnata da fitte dolorose, della laringe, causando l’impedimento regolare del flusso dell’ossigeno con conseguente soffocamento.

Solitamente il periodo incriminato è, ovviamente, l’inverno dove le temperature non sono certo favorevoli e contribuiscono a promuovere influenze e stati di raffreddamento, motivo per cui aumentano i casi di Laringospasmo. La salute cagionevole non è però l’unico pretesto atto all’increscere di tale disfunzione anzi, le persone che soffrono di reflusso gastro-esofageo devono stare perennemente sotto controllo in quanto il loro disagio notturno è una delle problematiche collegate a questa malattia.

Andiamo ad analizzare meglio tutte le sfumature che concernano questo fastidioso nemico.

Cause

Le cause legate alla patologia della Laringospasmo sono diverse e molto ben distinte. Le principali motivazioni possono essere collegate, infatti, ad un’infiammazione secondaria per via di una setticemia microbica, sia da parte di virus sia di batteri, delle vie respiratorie superiori (naso e bocca).
Un’altra situazione significativa è legata all’allergie, quindi, inerente a tutti quei soggetti che accidentalmente vengono a contatto con polveri, acari, lane oppure la più classica aria secca che irrita la gola, innescando una repentina sofferenza respiratoria. Anche i contesti esterni, possono diventare teatro di reazioni avversive, lo smog è uno dei più evidenti motivi di origine.Una causa molto comune, invece, è rappresentata dal reflusso gastro-esofageo (MRGE).

Moltissime persone sono soggette a questa malformazione dello stomaco e nonostante porti spiacevoli sensazioni, viene molto spesso presa sottogamba. Dieta e sane abitudini possono, certamente, allietare certi stadi ma non portano alla guarigione. Un aspetto allarmante dell’MRGE è la sua forte connessione con apnee notturne e rigurgiti che il più delle volte si sviluppano, appunto con tosse e senso di soffocamento, altre volte prendono pieghe più invasive. Infine, apriamo una parentesi anche in merito all’inalazione improvvisa di acqua salata. Trattasi di una condizione meno palese ma comunque è considerata una ragione dell’evolversi della Laringospasmo. Come tutti sappiamo, almeno una volta nella vita l’abbiamo provato, inspirare involontariamente dell’acqua si annovera tra le manifestazioni di questa alterazione.

Sintomi

Come in tutte le malattie è opportuno essere aggiornati sui sintomi che prevengono le vere e proprie crisi, per prevenirle ed eventualmente, se necessario intervenire in maniera tempestiva al fine di ripristinare la situazione. La Laringospasmo si manifesta con la contrazione convulsa dei muscoli della laringe che provocando l’occlusione delle vie aeree, danno vita a convulsioni respiratorie più o meno gravi.
I sintomi sono in generale, tosse persistente, difficoltà a respirare, senso di soffocamento, copiosa sudorazione, tachicardia, difficoltà ad emettere suoni ed a comunicare, spossatezza e vomito. Solitamente la crisi dura pochi attimi, minuti in cui l’individuo è in grado anche di riprendersi autonomamente, altre condizioni possono invece peggiorare e i normali rimedi – come bere un sorso d’acqua – non sempre sono efficaci, quindi è bene rivolgersi al personale ospedaliero che effettuerà la diagnosi più appropriata.

Cura

Durante le crisi è fondamentale cercare di tenere la persona in un contesto molto bene umidificato, evitando l’interazione di balsami ed essenze che incentivano la Laringospasmo, ed eventualmente generare una fonte di vapore, un semplice catino con dell’acqua calda da cui respirare può risultare efficace.
Trasmettere al soggetto calma e serenità, mantenerlo in posizione eretta agevolando il respiro per sopperire allo stadio di allerta e quindi riportare i valori alla normalità. L’iter “naturale” non sempre è sinonimo di garanzia, in molti casi la somministrazione di un farmaco steroideo, si rivela essere la scelta più idonea per sedare gli effetti.
Si tende spesso a minimizzare gli indizi, un po’ per paura un po’ per pigrizia, la prevenzione è il primo gesto d’amore nei propri confronti, per questo nelle questioni salutistiche è molto importante rivolgersi al medico al fine di avere un parere professionale, scoprire la causa primaria e scegliere la terapia più appropriata al problema.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia