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Monosaccaridi, quanto sono importanti per il nostro organismo

Che cosa sono i monosaccaridi, le caratteristiche del glucosio, del fruttosio e del galattosio.

monosaccaridi

I monosaccaridi corrispondono a delle sostanze tipicamente cristalline, dalla colorazione solitamente bianca, che presentano nella maggior parte dei casi un sapore molto dolce. Tra le principali caratteristiche dei monosaccaridi troviamo certamente quella di poter essere solubili molto facilmente in acqua, mentre si dimostrano insolubili all’interno di solventi organici. Sotto il profilo squisitamente chimico, tali sostanze si possono considerare come dei composti organici che sono costituiti da C, H e O, seguendo una particolare proporzione da cui deriva anche la definizione di carboidrati. I monosaccaridi si possono differenziare in relazione alla quantità di C che contengono, ma anche al gruppo carbonilico di cui fanno parte, oltre chiaramente ai vari gruppi ossidrilici.

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Quindi, possiamo trovare i monosaccaridi aldosi e quelli chetosi. Si tratta di gruppi funzionali che, per mezzo della loro notevole polarità, sono in grado di far diventare gli zuccheri decisamente facili da sciogliere in acqua e vanno ad apportare un’alterazione strutturale delle molecole che contengono oltre cinque atomi di C. Tra le tipologie più diffuse di monosaccaridi troviamo certamente il fruttosio, il galattosio e il glucosio.

I principali monosaccaridi: caratteristiche del glucosio

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Il glucosio si caratterizza per essere un elemento fondamentale della frutta (ragion per cui viene chiamato anche con il termine di zucchero d’uva), ma anche della verdura. Inoltre, si trova in elevate concentrazioni all’interno del sangue delle persone (in una quantità pari a circa 60-100 m ogni 100 ml), visto che si può considerare l’ultimo stato d’uso di ogni tipo di glucide. Il glucosio subisce una sintesi ad opera delle piante verdi e proprio a partire da queste viene fatto diventare dell’amido di riserva, ma anche differenziato in cellulosa e molecole complesse.  Il glucosio è una sostanza di estrema importanza per il corpo umano, dato che rappresenta la fonte energetica di base e riveste un ruolo importante per quanto riguarda il processo di respirazione delle cellule da cui l’organismo ottiene tutta quell’energia di cui necessita.

Le particolarità del fruttosio

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Il fruttosio si può considerare un monosaccaride chetonico che è contenuto in gran parte dei frutti zuccherini e del miele. Si tratta di un carboidrato dall’importanza notevole per il corpo umano, dal momento che insieme con il glucosio va a realizzare quello che viene chiamato disaccaride saccarosio, ovvero lo zucchero che ha la maggiore diffusione nel settore alimentare. Il fruttosio si può considerare lo zucchero più dolce di tutti e subisce un processo di conversione molto rapido e semplice in glucosio all’interno dell’intestino e del fegato. Un gran numero di ricerche scientifiche ha avuto come obiettivo quello di capire il ruolo del fruttosio come dolcificante e sembra che un elevato dosaggio di tale sostanza porti ad un incremento dei valori dei trigliceridi. Il fruttosio presente un indice glicemico più ridotto in confronto al saccarosio e, di conseguenza, va ad alzare in modo meno marcato la glicemia. Ad ogni modo, quando viene assunto in modo costante e per tanto tempo è in grado comunque di portare a numerosi disturbi, tra cui obesità, stress ossidativo, problemi microvascolari, ipertensione e così via. Le persone che soffrono di diabete farebbero meglio a non usarlo come dolcificante, mentre la quantità che si trova nella frutta non presenta tutte queste controindicazioni.

Caratteristiche e funzioni del galattosio

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Il galattosio si può considerare come un aldoso destrogiro, monosaccaride epimero rispetto al glucosio, da cui riprende la medesima posizione e una struttura per tanti versi simile. Gran parte del galattosio che viene impiegato all’interno del corpo umano presenta una derivazione esogena, visto che rappresenta il componente principale di un diffusissimo disaccaride, ovvero il lattosio, lo zucchero che si trova nel latte. Nel momento in cui il galattosio viene introdotto in quantità superiore rispetto al fabbisogno dell’organismo, ecco che viene sfruttato per la produzione di energia, ma prima subisce la conversione in glucosio. Quest’ultimo processo avviene ad opera del fegato.