Se avete intenzione di coltivare una pianta di pistacchio in ambito domestico (o quasi) sappiate che non si tratta di un’impresa impossibile, soprattutto se vi trovate nel Mezzogiorno della Penisola (non è certo un caso che una buona parte dei pistacchi italiani provengano dalla Sicilia). Ma come coltivare la pianta di pistacchio cercando di ottenere buoni risultati? E in che modo poterla potare?

Clima ideale per coltivare il pistacchio

Clima ideale per coltivare il pistacchio

Cominciamo riprendendo un argomento del quale abbiamo già parlato: il clima ideale per poter coltivare il pistacchio. Sebbene infatti la coltivazione del pistacchio sia ben possibile in tutta Italia, è anche vero che difficilmente le varietà meno resistenti al freddo riuscirebbero a fruttare nei climi settentrionali. Dunque, il clima consigliabile è un clima più caldo o comunque temperato, come potrebbe essere possibile incontrare al Centro e soprattutto al Sud.

Il terreno ideale per coltivare il pistacchio

Per quanto concerne il terreno, fortunatamente il pistacchio è in grado di adattarsi a diversi tipi di terreno, anche a quelli calcarei o poveri di calcio. La pianta diventa peraltro molto produttiva anche nei suoli ricchi e fertili mentre – di contro – non ama i ristagni idrici e l’elevata umidità del terreno.

Le principali varietà di pistacchio

Nel nostro Paese la varietà di pistacchio più diffusa in Italia è certamente quella bianca (o napoletana, o nostrale), conrtaddistinta da un bel seme verde. Ci sono tuttavia molte altre varietà commercializzate, come la cappuccia, la cerasola, l’insolia, la femminella e tanto altro ancora. Sono inoltre recentemente diffuse nel nostro mercato le varietà Kern, Red Aleppo e Larnaka.

Come coltivare il pistacchio

Per poter coltivare il pistacchio è anzitutto necessario mettere a dimora delle piantine già innestate in vivaio di almeno 1-2 anni di età. Durante il momento dell’impianto sarà molto importante cercare di correggere le eventuali carenze del suolo e cercare di arricchire il terreno con sostanze nutrienti per le piante (il vostro giardiniere di riferimento potrebbe consigliarvi il fosforo e il potassio).

Per quanto attiene la concimazione, la stessa potrà essere effettuata con cadena annua, e sarà differente sulla base del periodo di sviluppo: le piante giovani ad esempio richiedono un’aggiunta di azoto pari a 300 – 600 grammi di nitrato di ammonico. Per le piante che sono già in fase produttiva, è certamente meglio privilegiare concimi ternari, da somministrare in primavera.

Come potare il pistacchio

Come potare il pistacchio

Per la potatura del pistacchio ricordiamo che, innanzitutto, è consigliabile cimare la pianta all’altezza di circa un metro, cominciando dalla messa a dimora. Nelle stagioni autunnaliinvernali a quella della messa a dimora, è opportuno effettuare il taglio dei rametti laterali, in maniera tale che possa essere favorito lo sviluppo di 3 – 4 gemme nella parte alta del fusto. Con la pianta a riposo, meglio altresì cimare i germogli che si sviluppano durante l’estate e nell’autunno – inverno successivi.

Quando vi avvicinate alla potatura del pistacchio, la prima cosa da fare è ricordare che la pianta fruttifica sul legno di due anni; alla fine della stagione invernale sarà dunque sufficiente un leggero diradamento della chioma, che sia volto a liminare i rami deperiti o troppo secchi, e favorire l’arieggiamento e la buona illuminazione della vegetazione.

Infine, si rammenta che la procedura di potatura del pistacchio dovrà assumere in considerazione anche il fatto che potrebbe essere opportuno ricorrere all’alternanza di produzione a cui il pistacchio è soggetto: in altri termini, per poter disporre di abbondanti produzioni ogni due anni, potrebbe essere consigliabile procedere a una potatura verde da effettuarsi nel mese di maggio – giugno, eliminando le gemme a frutto e favorendo così una c.d. “annata di scarica”.