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Pterigio, una patologia degli occhi che si cura con la chirurgia

In campo medico, lo pterigio indica la crescita, in modo del tutto atipico, della congiuntiva che ricopre la cornea dell’occhio. La congiuntiva ricopre, in particolare, tutto il bulbo oculare e parte del tessuto interno della palpebra per proteggere gli occhi dagli agenti esterni. Si tratta di una membrana mucosa, ovvero un tessuto protetto da muco costituito in gran parte da mucopolisaccaridi. La congiuntiva è molto importante sia per la protezione della cornea, ma anche per il compito di lubrificazione e aiuto nello scorrimento delle palpebre sull’occhio.

Il pterigio è una malattia molto simile alla pinguecola, ma a differenza di questa, è in grado di penetrare la cornea e produrre dunque danni maggiori. Un’altra caratteristica negativa del pterigio, è che la soluzione a questa patologia è l’intervento chirurgico. Naturalmente questo viene fatto solo in caso di necessità, che viene determinato dalla rapidità di diffusione e dal danno che inizia a provocare alla vista del paziente. Le persone maggiormente colpite sono quelle sopra ai 50 anni di età, e la rapidità di diffusione possono variare da paziente a paziente, tanto che in alcuni è molto lenta, mentre in altri la patologia avanza rapidamente.

Le cause e la diagnosi del pterigio

La ricerca medica ha individuato le cause del pterigio, che sarebbero imputabili agli agenti atmosferici. L’esposizione a sole e vento sembra essere determinante per lo sviluppo della patologia, e questo sarebbe dimostrato dal bacino di pazienti che ne soffrono. L’età abbastanza avanzata indicherebbe le lunghe esposizioni che occorrono per sviluppare la malattia, ma anche le categorie che ne sono maggiormente affette, ovvero gli alpinisti, i contadini e i marinai, dimostrerebbe che chi è più esposto agli agenti naturali, può soffrire di pterigio.

Lo pterigio inizia a svilupparsi sulla superficie dell’occhio generalmente dal lato del naso, per poi espandersi verso la cornea. I medici distinguono nella crescita anormale, una testa, un corpo ed una coda, e lo spostamento verso la parte centrale dell’occhio, spesso determina problemi di vista nel paziente. La parte basale della patologia è nel corpo che spostandosi verso la cornea, porta con se le cellule limbali, responsabili dei problemi alla vista. I ricercatori non hanno ancora accertato correlazioni tra il pterigio ed eventuali patologie cancerose degli occhi. I medici distinguono una fase precoce in cui compaiono delle piccole lesioni sulla membrana, là dove vi sono i nervi corneali. Queste lesioni, nel progresso della malattia, distruggono la membrana di Bowman, facendo avanzare la membrana basale, dando il via alla crescita anomala.

L’intervento chirurgico

Come abbiamo già detto in precedenza, l’unica soluzione per guarire dal pterigio avanzato è l’operazione chirurgica. Non c’è infatti nessun medicinale che possa farlo regredire, e la crescita anomala della congiuntiva prosegue, più o meno lentamente, fino a portare a problemi seri. Qui interviene la chirurgia, dopo che inizialmente, il pterigio non crea disturbi e sintomi evidenti, ma solo alcuni segnali, come la secchezza del bulbo oculare e la percezione che qualcosa si sia depositato sulla superficie della congiuntiva. Purtroppo l’asportazione risulta non essere decisiva in una parte dei casi, in quanto il pterigio ha una percentuale di recidività abbastanza alta e il rischio è quello di doversi operare di nuovo.

Ci sono degli interventi chirurgici da praticare per risolvere e asportare il pterigio. Quello di maggior successo è l’autotrapianto della congiuntiva non attaccata dalla patologia, per sostituire la parte asportata di congiuntiva. I medici hanno messo a punto una particolare colla, evitando così punti di sutura. Inoltre vengono utilizzati dei farmaci da applicare mentre si opera per bloccare la crescita delle cellule. In genere si applica la mitomicina, ma possono essere effettuati anche trattamenti di raggi beta, in pratica della radioterapia. Dopo l’operazione vengono somministrati degli antibiotici e successivamente specifici colliri che servono a lubrificare l’occhio per un mese. Tutti i medici consigliano sempre l’utilizzo degli occhiali da sole per non incorrere in pericolose ricadute.

Generalmente l’intervento chirurgico per risolvere il pterigio è molto semplice, tanto da essere realizzato in laboratorio e in anestesia locale. L’intervento è consigliato per l’astigmatismo provocato, le occlusioni che non permettono di vedere bene e per l’infiammazione. C’è poi anche il fattore estetico, non trascurabile, che gioca un ruolo importante in quanto un pterigio esteso è sgradevole alla vista. L’astigmatismo è a problematica più frequente nei casi di pterigio non curati, ed è necessario sempre intervenire tempestivamente per evitare danni e non arrivare fino a questo stadio della patologia.