Punture di acari, come riconoscerle e come curarle

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Punture di acari

Gli acari sono alcuni degli esseri viventi più comuni da incontrare negli ambienti domestici, e non solo. Gli acari, o acarina, crescono e vivono in una infinità di diversi ambiente, come quelli interni (i rifiuti organici, i materassi, i piumoni, i libri, e così via) e quelli esterni (piante, fiori, animali, ecc.).

Insomma, una vastissima varietà di alternative di “territorio” di vita degli acari, così come ampia è la varietà di acari che potreste trovare sul vostro “cammino”: questi animaletti di piccole dimensioni, invisibili all’occhio umano, sono spesso definiti “della polvere”, “della pelle”, “del legno” o “delle piante” a seconda di quelle che sono le sue esistenze. Ma come riconoscere le punture degli acari? E come curarle?

Come riconoscere le punture degli acari

Gli acari non sono degli animali completamente “innocui”. Per potersi nutrire posseggono infatti un apparato boccale che consente loro di scavare, succhiare, pungere e mordere quel che gli capita a tiro. Compreso, ovviamente, anche il tessuto della pelle umana. Ma come riconoscere le punture degli acari?

Riconoscere le punture degli acari non è molto difficile. Le loro punture sono infatti delle piccole bolle rosse, in grado di generare un prurito localizzato che è una reazione di “contrasto” della nostra pelle al deposito delle uova degli acari sotto la cute. Spesso questo prurito è estremamente passeggero, e in breve tempo si può pertanto assistere la pelle tornare nelle condizioni ex ante. A volte invece le punture possono scatenare vere e proprie dermatiti, creando delle infiammazioni che è necessario fronteggiare con apposite terapie.

Come riconoscere le punture degli acari

Il rischio maggiore è che a depositare le uova siano gli acari della scabbia: le loro punture “scavano” veri e propri piccoli cunicoli dove vengono deposte le larve da parte delle femmine feconde. Dopo alcuni giorni, le larve si sviluppano in forme più mature, andando a pregiudicare la salute della zona interessata.

Proprio per questi motivi, è opportuno, nel caso in cui riconosciate delle punture di acari che non “spariscono” in tempi rapidi, ricorrere a un pronto intervento da parte di un dermatologo, che verificherà la situazione del singolo paziente e consiglierà la terapia più opportuna per poter ristabilire una condizione di benessere. Nella maggior parte dei casi, si tratterà di una terapia farmacologica attraverso l’uso di pomate a base di permetrina e zolfo. Nei casi più gravi, sarà necessario anche procedere con l’assunzione orale di antibiotici.

Come combattere gli acari

Considerato che, anche in tal caso, la migliore difesa è la prevenzione, è bene ricordare che si può pur sempre far qualcosa per cercare di ristabilire una condizione di pronto benessere nel proprio ambiente, evitando di essere “assaliti” dagli acari. Tra i tanti consigli, provate a sostituire i materassi e i cuscini di lana o di piume con altri in gommapiuma o poliuretano, o ancora rivestire materassi e federe con dei prodotti anti acaro. Ricordate altresì che è bene esporre periodicamente all’aria e al sole i materassi, i cuscini e la biancheria, e che bisogna pulire quotidianamente la stanza con un buon aspirapolvere. Arieggiate altresì l’ambiente, e lavate ad alte temperature tutta la biancheria da letto. Tenete poi sotto controllo l’umidità dell’ambiente, che per poter creare un clima “ostile” agli acari non dovrebbe superare il 60%.