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Rabdomiolisi: malattia potenzialmente tossica anche per i reni

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Quando si parla di rabdomiolisi, si fa riferimento ad un danno particolarmente grave che coinvolge il muscolo scheletrico, che comporta una diffusione all’interno del canale sanguigno di un gran numero di sostanze. Queste ultime possono essere mioglobina, così come creatina, potassio, calcio e acido urico.

Dobbiamo mettere in evidenza come la mioglobina si caratterizza per avere un elevato grado di tossicità nei confronti dell’apparato renale, dal momento che si accumula all’interno dei nefroni può essere il motivo per cui è insorta un’insufficienza ai reni.

Quali sono le principali cause

Quali sono le principali cause della rabdomiolisi

Tra le varie cause che possono portare a tale situazione dobbiamo differenziare quelle di natura fisica e quelle non fisiche. Tra le prime possiamo far rientrare quei danni all’apparato muscolare che sono correlati con un’attività sportiva particolarmente intensa, come ad esempio nel caso del sollevamento pesi (in questo caso si parla, di conseguenza, di una rabdomiolisi da sforzo, che può essere parzialmente la causa dei DOMS).

Tra le altre cause fisiche possiamo sicuramente rinvenire i traumi, come ad esempio quelli legati ad un incidente, così come le patologie che vanno a colpire l’apparato cardiovascolare.

Proprio queste ultime sono in grado di formare un blocco all’interno dei vasi sanguigni, facendo in modo che il sangue non possa affluire fino ai muscoli. Tra le varie cause non di natura fisica, troviamo sicuramente dei disordini a livello muscolare (come ad esempio delle miopatie), ma anche un avvelenamento dovuto a metalli pesanti, così come derivante da punture di insetti oppure da morsi di altri animali come i serpenti. Infine, gli avvelenamenti possono derivare anche da qualche sostanza tossica presente nei cibi consumati.

Tra le altre cause non fisiche di tale condizione troviamo un consumo eccessivo di bevande alcoliche, ma anche tutta una serie di infezioni che vanno a colpire i batteri, così come dei virus e l’impiego di svariate droghe.

Quali sono i sintomi più diffusi

Questa patologia presenta dei sintomi piuttosto particolari. Tra gli altri troviamo un senso di fatica complessivo e le urine che assumono una colorazione rosso-brunastra, che viene provocata dal riversamento del pigmento mioglobina all’intero del sangue.

Nel caso in cui il paziente segua un trattamento a base di farmaci il cui effetto principale è quello di ridurre il livello di colesterolo presente nel sangue, allora è fondamentale prestare la massima attenzione all’insorgere di dolori a livello muscolare, stanchezza e alterazione del colore normale delle urine. Si tratta, in definitiva, di sintomi che potrebbero sicuramente portare a pensare alla rabdomiolisi.

Come si arriva ad una diagnosi

Quindi, per giungere ad una diagnosi corretta di tale condizione, è fondamentale svolgere sia degli esami del sangue che degli esami delle urine. Si tratta di analisi che devono obbligatoriamente prendere in considerazione quattro parametri. Il primo è quello dell’enzima denominato creatinchinasi e in relazione alla quantità di tale sostanza che si trova nel sangue si può quale sia l’entità di un danno a livello dei muscoli (tenendo conto che i valori normali si aggirano di solito tra 0 e 150 U/litro).

Il secondo parametro che si deve sfruttare è la mioglobinuria, ovvero la concentrazione di mioglobina e si può individuare esclusivamente mediante le analisi delle urine. La mioglobina si caratterizza per essere nefrotossica dal momento che se è presente nel sangue ha la particolarità di accumularsi all’interno dei reni, provocando delle problematiche non indifferenti a livello epatico.

Quali sono le principali terapie

Quali sono le principali terapie

Sono diverse le cure che si possono mettere in atto quando insorge questo problema. Senza ombra di dubbio quella che si è contraddistinta per il migliore effetto benefico è l’idratazione con liquidi mediante la somministrazione per endovena. Si tratta di una procedura che consente anche di prevenire dei potenziali danni per via della mioglobina che confluisce nel sangue.

Un altro tipo di trattamento, particolarmente efficace anch’esso, ma adeguato esclusivamente ai casi di maggiore gravità, corrisponde indubbiamente all’emodialisi. Il fine di quest’ultima terapia è quello di provvedere al filtraggio del sangue, per poter trattenere tutte le sostanze che sono dannose, almeno potenzialmente. Per la cura delle complicazioni insorte per colpa della rabdomiolisi ci sono anche dei trattamenti farmaceutici, come ad esempio la somministrazione di farmaci diuretici, come ad esempio il furosemide, che servono al contempo per incrementare la produzione di urine e, di conseguenza, per evitare che la funzionalità epatica ne possa risentire.

Dal punto di vista della prevenzione, si consiglia anche di bere diversi liquidi sia prima che durante e in seguito all’attività fisica: in questo modo si può diluire l’urina e rendere più semplice l’espulsione della mioglobina dai reni. In questi casi si suggerisce sempre di consultare il proprio medico curante appena sono insorti i primi sintomi relativi a tale patologia, in maniera tale da poter svolgere un’adeguata attività di prevenzione, specialmente se si ha una predisposizione naturale in tal senso.