La sincope vasovagale: una patologia benigna e transitoria

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Può capitare a volte di perdere coscienza e di svenire magari a causa di temperature elevate, cali di pressione o shock emotivi. Una delle tipologie più comuni è di svenimento di questo tipo è la sincope vasovagale, di cui ci occuperemo in questa sede in maniera dettagliata.

Che cos’è la sincope vasovagale?

Che cos’è la sincope vasovagale?

Per sincope vasovagale si intende una mancanza di afflusso sanguigno nella zona del cervello, a causa della quel si ha una perdita di coscienza temporanea di breve durata, successivamente alla quale il soggetto torna nel pieno delle sue facoltà psicotiche.

Quali sono i sintomi che portano ad una sincope di questo tipo?

Quando sta per giungere una sincope di natura vasovagale, in genere compaiono i seguenti sintomi, che ovviamente precedono lo svenimento vero e proprio:

  • senso di debolezza e stanchezza dagli arti inferiori a salire;
  • sudorazione fredda;
  • vista annebbiata;
  • vertigini;
  • tachicardia.

Cause principali

Le cause che stanno alla base di una sincope vasovagale sono scatenate sia da fattori esterni, quali ad esempio ambienti affollati e temperature elevate; inoltre può essere determinante anche il dover forzatamente stare in piedi per molto tempo, soprattutto in situazioni molto caotiche.

In più vi sono da sottolineare alcuni fattori interni al soggetto, quali ad esempio:

  • stress di vario genere;
  • dolore psicosomatico;
  • continue alternanze tra posizione seduta ed eretta;
  • riflessi incondizionati, quali la tosse e gli sternuti.

Come intervenire da soli in caso di sincope vasovagale

Qualora una persona venisse colpita da uno svenimento, è bene che questa immediatamente si sdrai, per evitare fratture e contusioni. Inoltre le gambe vanno sollevate mediante cuscini o qualsiasi tipo di supporto, in modo tale dal far arrivare il sangue al cervello, e mantenere quindi un minimo di coscienza. Se invece non fosse possibile sdraiarsi, basta sedersi e mettere la testa tra le ginocchia, fino a quando la sensazione di mancamento non sarà passata.

Come si arriva ad una diagnosi di sincope vasovagale?

Qualora il paziente presenti svenimenti frequenti e accusi i sintomi prodromici descritti in precedenza, allora è bene che si rivolga al proprio medico di fiducia, il quale potrà richiedere specifici esami ed accertamenti. Tra gli esami specialistici per la diagnosi di una sincope vasovagale rientra il cosiddetto Tilt Test, vale a dire un esame in cui il paziente verrà sottoposto a ribaltamenti continui mediante una panca oscillante, per valutare i parametri cardiaci che precedono la sincope vera e propria.

Nel caso invece vi siano alcune perplessità riguardo a patologie cerebrali maligne, come ad esempio tumori o aneurismi, si effettueranno ulteriori indagini in questa specifica area per valutare diverse tipologie d’intervento. Sicuramente un normale esame del sangue verrà prescritto al fine di valutare la situazione complessiva del paziente, oltre che un elettrocardiogramma atto a monitorare ed individuare alcune alterazioni del battito.

Nel caso specifico del cuore, si può inoltre procedere con l’applicazione di uno Holter ECG, ossia un macchinario esterno che valuterà per 24 ore il funzionamento del cuore in maniera costante e precisa. Sempre restando nell’ambito dell’Holter, se vi sono dubbi circa le variazioni di pressione sanguigna, il medico specialista proverà ad effettuare un’indagine mediante l’applicazione di uno Holter pressorio, il quale, al pari di quello cardiaco, valuterà per 24 ore la pressione sanguigna e il suo eventuale calo anomalo.

A livello neurologico, si può infine procedere con esami specifici quali un elettroencefalogramma, oppure una risonanza magnetica nucleare encefalica per escludere sincopi vasovagale di natura neurologica, magari correlate con patologie cerebrali quali epilessie, masse tumorali maligne o benigne, e aneurismi intracranici.

Terapie d’intervento

A livello farmacologico, non vi sono particolari indicazioni riguardo alla cura della sincope vasovagale, eccezion fatta per alcuni farmaci stimolanti la pressione sanguigna, come lo sono ad esempio la Midodrina e l’Etilefrina, che hanno l’effetto di riportare i livelli a valori ottimali.

Vi sono invece specifici esercizi atti a prevenire nel paziente le sincopi, qualora compaiano i sintomi prodromici classici. Tali manovre vengono solitamente illustrate in maniera precisa, al fine di eseguirle nel modo corretto e senza provocare alcun danno.

Tra le altre tipologie di cura, il medico può raccomandare un aumento dei livelli di sodio nella dieta, sempre al fine di ristabilire i parametri corretti di pressione sanguigna.

Interventi di chirurgia

Per quanto riguarda infine alcune particolari forme di sincope vasovagale, si può procedere per via chirurgica all’inserimento di un pacemaker elettrico, che servirà alla stimolazione del battito cardiaco, evitando aritmie di qualunque genere.