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Sindrome delle gambe senza riposo: cosa è e come si cura

La sindrome delle gambe senza riposo è un problema del sonno relativamente diffuso, consistente nella tendenza, da parte del paziente, a muovere gli arti inferiori per poter porre fine a dolore, fastidio e fitte alle gambe. Dunque, una condizione evidentemente pregiudizievole per il benessere notturno e per quello dell’intero proprio organismo, che cerchiamo ora di approfondire nelle principali cause e nelle iniziative che si possono porre in essere per porre fine a tale scenario.

Cause della sindrome delle gambe senza riposo

Cause della sindrome delle gambe senza riposo

La forma principale della sindrome delle gambe senza riposo sembra essere di natura ereditaria, probabilmente trasmesse da un meccanismo autosomico dominante. Vi è tuttavia una variante secondaria della sindrome delle gambe senza riposo, che può essere causata da diverse malattie come la amiloidosi, l’atrite reumatoide, la celiachia, il diabete, la carenza di folati e di ferro, la malattia di Lyme, le malattie renali, il morbo di Parkinson, la uremia.

Alle cause della variante secondaria bisogna inoltre aggiungere una serie di elementi che possono divenire fattori di rischio per la predisposizione della sindrome stesse. Tra i principali c’è sicuramente la gravidanza, tanto che questa sindrome può colpire il 25-40% delle gestanti: in questo caso si tratta naturalmente di un disturbo temporaneo, che tende a regredire dopo poche settimane dal parto.

Oltre alla gravidanza, rappresenta un tipico fattore di rischio la sottoposizione a una terapia a lungo termine con farmaci specifici: la somministrazione di alcune specialità medicinali può infatti predisporre il paziente alla sindrome delle gambe senza riposo. Se il paziente è già colpito dalla malattia, in particolar modo, la somministrazione di alcuni principi attivi (come gli convulsivanti e gli antidepressivi triciclici) può esacerbare i sintomi della sindrome.

Per poterne sapere di più, vi consigliamo di consultare il vostro medico, cercando di illustrare in maniera chiara quali sono i sintomi della patologia.

Sintomi della sindrome delle gambe senza riposo

Per quanto concerne i sintomi della sindrome delle gambe senza riposo, in parte abbiamo già detto. I pazienti che sono colpiti da questa sindrome, infatti, provano un fastidio piuttosto notturno alle gambe, anche se molti di essi faticano ad elencare con precisione i sintomi. I quali, ben inteso, sono generalmente contenuti nelle contrazioni notturne delle gambe, una sensazione di irrequietezza motoria, dei movimenti incontrollati delle gambe, la necessità di muovere gli arti inferiori, il prurito, il solletico e i formicolii alle gambe.

Come diagnosticare la sindrome delle gambe senza riposo

Purtroppo, non esiste un vero e proprio test diagnostico affidabile per poter accertare la sindrome delle gambe senza riposo. Pertanto, dopo un colloquio con il vostro medico, il dottore curante si limiterà ad analizzare i sintomi manifestati, secondo alcuni criteri standard, e cercare di ricondurli o meno a tale condizione di fastidio.

Cura della sindrome delle gambe senza riposo

Come intuibile, la sindrome delle gambe senza riposo dipende dalla corretta individuazione del problema. Se ad esempio la sindrome dipende dall’accertata carenza di ferro, di vitamine B9/B12, evidenziata da un comune esame del sangue, si potrà procedere con una terapia di supplementazione di folati e/o vitamina B12. Se invece la sindrome dipende dall’assunzione dei farmaci, il medico potrebbe cercare di modulare la posologia dei medicinali responsabili, con eventuale sostituzione con altri farmaci dell’attività simile.

Ulteriormente, se la sindrome delle gambe senza riposo è talmente grave da compromettere seriamente la qualità del sonno, il medico potrebbe scegliere di far assumere ansiolitici, antiepilettici o altri farmaci.

Quante persone sono malate di sindrome delle gambe senza riposo

L’incidenza della sindrome delle gambe senza riposo è difficilmente quantificabile, ma si stima comunque che possa colpire tra il 3% e il 9% della popolazione. Tuttavia, ribadiamo come – essendo il disturbo raramente diagnosticato correttamente – le stime non sono affatto precise e, probabilmente, sottostimano il fenomeno. Nella maggior parte dei casi, inoltre, il problema aumenta con il passare dell’età, con i sintomi caratteristici della sindrome che iniziano dopo i 40 anni, e diventano più marcati con il trascorrere del tempo. Tuttavia, pare che un terzo circa dei pazienti inizi a lamentare i primi sintomi già intorno ai 20 anni di età. Tra le altre persone che soffrono maggiormente della sindrome, ci sono anche le donne in gravidanza.