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Spondiloartrosi, cos’è, come si riconosce e come trattarla

Che cos’è la spondiloartrosi, quali sono le sue caratteristiche e in che modo si può trattare questa condizione medica che colpisce l’1% della popolazione.

La spondiloartrosi è una forma di artrite che solitamente colpisce le ossa della colonna vertebrale e le articolazioni vicine. La condizione può generare dolore anche intenso e, a volte, è in grado di danneggiare le articolazioni come la spina dorsale, le spalle e le anche.

La spondiloartrosi causa infiammazione (gonfiore, rossore e dolore) nelle articolazioni del corpo ed è particolarmente comune nelle persone che invecchiano, essendo uno scenario legato anche all’avanzare dell’età. Tale condizione determina infatti artrite nei punti in cui le ossa si collegano ai tessuti molli come i legamenti e i tendini si collegano alle ossa e ai muscoli, con indebolimento complessivo con il progredire dell’età.

Tipologie di spondiloartrosi

La forma più comune viene chiamata “spondilite anchilosante” ed è in grado di attaccare le articolazioni tra le ossa che compongono la colonna vertebrale (vertebre). Esistono tuttavia anche altre forme di tale condizione, come la spondiloartropatia indifferenziata, che produce sintomi che non sono così specifici come altre malattie di questa classe.

Ancora, è individuabile l’artrite reattiva, che si sviluppa spesso dopo un’infezione del tratto urinario o dell’apparato digerente, e tende ad attaccare le articolazioni degli arti inferiori. Oppure, è possibile individuare la sindrome di Reiter, un tipo di artrite reattiva che si verifica come reazione a un’infezione in un’altra parte del corpo, e può includere arrossamento, gonfiore articolare e dolore, spesso in ginocchia, caviglie e piedi.

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L’artrite psoriasica colpisce invece le articolazioni principali del corpo, così come le dita delle mani e dei piedi, insieme alla schiena e al bacino. È una condizione che tipicamente interessa le persone che hanno una condizione della pelle chiamata psoriasi, o che hanno membri della famiglia con psoriasi.

Infine, c’è la spondiloartropatia enteropatica, spesso riguardante quelle persone che hanno una malattia del tratto digestivo come la malattia di Crohn.

Chi soffre di spondiloartrosi

Soffre di spondiloartrosi una quota fortemente minoritaria di persone adulte (meno dell’1%). Si tenga conto che in alcune persone tale condizione può essere genetica, ovvero si ha la maggiore probabilità di andare incontro a tale condizione se i genitori o qualcun altro nella famiglia ha già sperimentato la spondiloartrosi.

Inoltre, è stato stabilito che gli uomini hanno fino a tre volte più probabilità di avere spondiloartrosi rispetto alle donne, e che i sintomi possono iniziare a manifestarsi già dalla tarda adolescenza.

Sintomi della spondiloartrosi

Sintomi della spondiloartrosi

Il mal di schiena è il sintomo più comune di una spondiloartrosi. Tuttavia, è anche vero che ci sono una varietà di altri sintomi che potrebbero indicare una malattia di questo tipo, come:

  • le articolazioni come i fianchi, le spalle, le ginocchia o i gomiti sono dolorose e gonfie;
  • i punti in cui i tendini e i legamenti si incontrano con le ossa si infiammano. Questa condizione è chiamata entesite e, il suo primo segno, è generalmente un dolore alla schiena o alla base dei talloni;
  • la dattilite è un’infiammazione dei tendini delle dita delle mani e dei piedi. Questo dà loro un aspetto gonfio, facilmente riconoscibile;
  • l’uveite causa dolore o rossore in un occhio.

Altri possibili segni sono un’eruzione cutanea associata a psoriasi, o una malattia infiammatoria intestinale.

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Le persone con spondilite anchilosante a volte sviluppano precocemente l’artrite nei fianchi e nelle spalle. Possono altresì sentirsi affaticati o perdere l’appetito. Si potrebbe anche sperimentare una lieve febbre.

In casi gravi, la spondiloartrosi può rendere la colonna vertebrale più rigida. Potrebbe anche danneggiare le vertebre o far crescere insieme due o più ossa. Questo può rendere più difficile il movimento della gabbia toracica. Fare un respiro profondo può essere difficile.

La diagnosi della spondiloartrosi

Se il proprio medico sospetta una condizione spondiloartropica, esaminerà il corpo del paziente e le articolazioni, oltre alle cartelle cliniche.

Potrebbe inoltre essere chiesto di sottoporsi a una radiografia o un altro tipo di test di imaging per esaminare le articolazioni del bacino (pancia inferiore), in grado di mostrare i primi segni di spondiloartrite. Un esame del sangue potrebbe mostrare al medico se il paziente è portatore di un gene che aumenta il rischio di spondiloartropatie (HLA-B27).

Come si cura la spondiloartrosi

Sebbene non vi siano cure note per la spondiloartrosi, il medico aiuterà il paziente a gestire la propria condizione. Il trattamento probabilmente coinvolgerà un reumatologo, un medico specializzato nel trattamento di malattie come l’artrite e, a seconda del tipo di spondiloartropatia, anche:

  • fisioterapista. L’esercizio fisico e la terapia fisica può aiutare a mantenere le articolazioni flessibili;
  • gastroenterologo, uno specialista si occupa di malattie dell’apparato digerente;
  • oftalmologo, se si ha una condizione che influisce sulla visione.

Di solito, il primo passo è comunque quello di utilizzare un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS). I tipi più comuni sono l’aspirina, l’ibuprofene o il naprossene.

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Tali medicinali saranno in grado di alleviare il dolore e ridurre il gonfiore delle articolazioni colpite. Se i sintomi non migliorano dopo l’assunzione di FANS, potrebbe essere prescritta una classe più potente di farmaci.

Per un rapido ma temporaneo sollievo dal dolore, si potrebbe ottenere una somministrazione di corticosteroidi direttamente nell’articolazione particolarmente dolorante.

Se la malattia è particolarmente invalidante, i medici potrebbero prendere in considerazione un intervento chirurgico per sostituirle con un’articolazione artificiale. Le protesi al ginocchio e all’anca sono il tipo di intervento chirurgico più comune. In alcuni casi, i medici potrebbero eseguire un intervento chirurgico per raddrizzare la colonna vertebrale, pur considerandola come un’operazione ad alto rischio.