Steatorrea: la definizione per un elevato quantitativo di grassi nelle feci

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Steatorrea

La steatorrea è una patologia caratterizzata della presenza di quantitativi elevati di sostanze grasse che non sono state digerite, nelle feci. Quando tali sostanze superano i 6 grammi giornalieri, il paziente è affetto da tale patologia. Con l’alto contenuto di lipidi, le feci si mostrano esteticamente oleosi e maleodoranti e tendono a galleggiare.

Fattori scatenanti

Questa patologia è la conseguenza di altre malattie che mettono in discussione il normale funzionamento intestinale e la capacità di assorbimento. Tra i vari fattori scatenanti troviamo:

1. Pancreatite in forma cronica
2. Cancro al pancreas
3. Cirrosi epatica
4. Celiachia
5. Diverticolosi
6. Morbo di Crohn
7. Fibrosi cistica
8. Giardiasi
9. Assunzioni di farmaci
10. Resezione intestinale
11. Sindrome di proliferazione della flora batterica intestinale

Quando si manifesta malassorbimento di grassi in forma grave, tendenzialmente alla base di questo vi è una insufficienza pancreatica, oppure una malattia che ha colpito la mucosa del piccolo intestino. Una forma assai rara di steatorrea, potrebbe essere determinata dall’effetto collaterale da parte di alcuni farmaci come ad esempio l’octreotide oppure la anreotide, che sono farmaci analoghi della somatostatina, e che vengono utilizzati per il trattamento dell’acromegalia.

Steatorrea: fattori scatenanti

Eziopatogenesi e diagnosi

Gli acidi biliari presenti nel nostro organismo, sono molto importanti per il corretto assorbimento dei lipidi, che a loro volta determinano una formazione corretta delle micelle. Qualsiasi alterazione che scaturisce la riduzione o la mancanza degli acidi biliari, come la presenza di patologie importanti, può essere associata alla steatorrea. Anche le anomalie che interessano la mucosa intestinale, come la celiachia o la malattia di Crohn, possono dare origine a tale patologia. Se il sistema linfatico intestinale è interessato da anomalie che ostruiscono l’organo, possono scaturire difficoltà dell’assorbimento delle lipoproteine. In età avanzata, con la presenza di pancreatite, è molto probabile che il soggetto manifesti episodi più o meno lunghi di steatorrea.

La diagnosi di steatorrea è prevalentemente clinica, ma si possono effettuare dei test per determinare con certezza la presenza o meno della patologia. Tramite le analisi delle feci di 72 ore, è possibile effettuare una ricerca più accurata. Se alla base di tale disturbo è presente un malassorbimento dei grassi, è possibile l’eliminazione di queste mediante le feci di oltre 7 g/die. Il paziente prima di effettuare il test delle feci, deve seguire una dieta con assunzione sistematica e controllate dei grassi, pari ad un quantitativo non superiore a 100 grammi per quattro giorni.

Tramite il test di d-xilosi, è possibile differenziare una steatorrea da una malattia del pancreas, rispetto ad una steatorrea causata alla malattia della mucosa del piccolo intestino.

Steatorrea: sintomatologia

Steatorrea, sintomi e cause

I sintomi che si manifestano nel soggetto affetto da steatorrea sono:

1. Diarrea
2. Nausea persistente
3. Gonfiore addominale
4. Meteorismo
5. Alito cattivo
6. Dimagrimento corporeo

Gli esami diagnostici di routine utili a risalire alla causa scatenante di tale patologia è principalmente l’esame endoscopico, ovvero la colonscopia. Oltre a tale esame è possibile eseguire sempre in ospedale una TAC all’addome, e come abbiamo citato sopra, il classico esame delle feci. Una volta che questi esami hanno scoperto la causa scatenante, il medico potrà finalmente stabilire la cura farmacologica adeguata, che può variare da paziente a paziente, specialmente in base al disturbo primario che lamenta il malato.

In presenza di celiachia ad esempio, sarà sufficiente eseguire una dieta priva di glutine per ritrovare il giusto equilibrio fisico, mentre nelle malattie del pancreas, dell’intestino e del fegato, molto spesso bisognerà effettuare un ricovero ospedaliero o la somministrazione di terapie farmacologiche importanti che necessitano del continuo monitoraggio da parte del personale medico.

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