Il Tas quantifica la possibile presenza e le eventuali concentrazioni sanguigne degli anticorpi che si producono a causa del contatto il batterio.

Lo streptococco beta emolitico del gruppo A è un microorganismo, un batterio che sovente induce tanto nei piccoli quanto negli individui adulti delle infezioni che si localizzano a livello dell’apparato respiratorio, a partire proprio dalla gola, motivo per il quale dopo avere effettuato il titolo antistreptolisinico che, appunto, ne quantifica la presenza, potrebbe profilarsi la necessità di eseguire anche un tampone faringeo.

Sintomi che possono indurre a pensare alla presenza di questo batterio, e quindi all’effettuazione del TAS, possono essere, ad esempio, la gola infiammata ed arrossata con dolore e difficoltà alla deglutizione, tonsille più voluminose con presenza di placche, la presenza di papule di colore rossastro sulla lingua, l’alitosi e la febbre.

Cos’è e a cosa serve

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Caratteristica particolare di questo streptococco è quella di continuare con la sua permanenza nell’organismo umano, In una fase che potremo dire “latente”, se esso non viene sconfitto dopo la prima volta che ci ha contagiati, potendo quindi generare delle infezioni che, anche a causa del loro lungo permanere, diventano gravi. Tra queste ricordiamo la glomerulonefrite (una infezione renale particolarmente grave) ed i reumatismi nel sangue.

La presenza di questo batterio, soprattutto negli individui adulti, è sovente quasi del tutto asintomatica, se vogliamo escludere dei piccoli malesseri quasi del tutto trascurabili. Poiché, però, l’infezione dovuta a questo streptococco non genera conseguenza gravi se viene individuata per tempo e quindi curata a dovere da subito con gli antibiotici, può essere importante, in presenza di malesseri come sopra descritti anche leggeri, sottoporsi a visita medica per vedere se può essere utile effettuare il TAS.

Valore di riferimento e possibili affezioni per valore più alto

Valore di riferimento titolo antistreptolisinico

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Questo test, il TAS, non provoca immediatamente la reazione, ma a circa sette giorni dal contatto, e raggiunge l’acme tra la seconda e la quinta settimana. Come vanno interpretati i risultati di questi valori? Ovviamente non saremo noi stessi, ma un medico ad effettuare la diagnosi, ma può essere utile sapere che nell’individuo adulto il valore normale di riferimento è inferiore a 250 UI.

Se i valori riscontrati dovessero essere un po’ superiori a questo valore di riferimento, potremmo trovarci in presenza di infezioni relative al primo tratto delle vie aeree come una laringite, tonsillite o faringite. Oppure ad altro tipo di malattie quali una scarlattina (la malattia di tipo esantematico molto più frequente nei bimbi), oppure, infine, un eritema nodoso (un’affezione cutanea che genera l’eruzione di escrescenze nodulari dal colore rossastro).

Se, invece, dovessimo avere la sfortuna di avere un valore di TAS molto più elevato rispetto al valore di riferimento, allora potremmo trovarci in presenza di malattie più gravi, infezioni più acute, come, ad esempio, i reumatismi articolari oppure anche una glomerulonefrite che, come già sottolineato nei paragrafi precedenti, sono, in realtà, complicazioni di precedenti infezioni causate da Streptococco beta emolitico del gruppo A non ben curate.

Fonti e bibliografia

  • Medicina di laboratorio – La diagnosi della malattia nel laboratorio clinico. Laposata; Ed. Piccin; 2016
  • Harrison Principi di Medicina interna. Dennis L. Kasper Anthony S. Fauci Dan L. Longo Stephen L. Hauser J. Larry Jameson Joseph Loscalzo; Ed. Ambrosiana; 2016
  • Malattie Reumatiche. M. Galeazzi, R. Marcolongo; Ed. Piccin; 2013

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia