Utero antiverso: cosa è e cosa succede quando… non è così!

In condizione normale, l’utero assume una posizione antiflessa e antiversa nella cavità pelvica che lo accoglie. Si tratta pertanto di una situazione ordinaria, che tuttavia non raramente non si presenta in tal modo nelle donne che, invece, potrebbero sperimentare l’utero in una posizione retroversa, retroflessa o retroversoflessa. Come è strutturato l’utero L’utero è sinteticamente strutturato …

Utero antiverso

In condizione normale, l’utero assume una posizione antiflessa e antiversa nella cavità pelvica che lo accoglie. Si tratta pertanto di una situazione ordinaria, che tuttavia non raramente non si presenta in tal modo nelle donne che, invece, potrebbero sperimentare l’utero in una posizione retroversa, retroflessa o retroversoflessa.

Come è strutturato l’utero

L’utero è sinteticamente strutturato in due sezioni, che presentano caratteristiche e funzioni differenti. La prima è il corpo dell’utero, posizionato nella parte superiore e più voluminosa; la seconda è il collo dell’utero, o cervice, che è invece la porzione inferiore, incurvata e più piccola, che poi continua in basso con la vagina. Tra il corpo e il collo dell’utero possiamo poi individuare l’istmo, una piccola strozzatura che divide le due regioni, mentre in fondo all’utero c’è la base.

Come può presentarsi l’utero

Come può presentarsi l’utero
credit: stock.adobe.com

Come abbiamo già ricordato, in condizioni normali l’utero ha una posizione antiflessa e antiversa nella cavità pelvica. Si noti che, tuttavia, non sempre è così. Per quanto concerne per esempio la flessione (che è l’angolo tra l’asse del corpo dell’utero e del collo) ci si può trovare dinanzi a un utero antiflesso (l’angolo è aperto in avanti) o un utero retroflesso (l’angolo è aperto all’indietro, cioè è rivolto verso il retto). Per quanto invece riguarda la versione (che è l’angolo che si stabilisce tra la vagina e il collo dell’utero), si può parlare di utero antiverso (l’angolo tra tali assi è generalmente di 90 gradi) e retroverso di primo grado (angolo tra 90 gradi e 180 gradi), di secondo grado (di circa 180 gradi), di terzo grado (oltre i 180 gradi).

In termini ancora più sintetici, si può parlare di utero retroflesso quando, invece che verso l’addome, l’utero è inclinato verso la schiena; si parla invece di utero retroverso quando l’angolo tra il collo dell’utero e la vagina è maggiore di 90 gradi.

Complicazioni

Anche se è ben difficile cercare di sintetizzare un argomento così complesso e diversificato, si può comunque affermare che le modifiche della posizione dell’utero, rispetto a quelle “ordinarie”, possono incidere sulle patologie legate alla fertilità. Un utero retroverso, ad esempio, può condurre a una sintomatologia dolorosa durante i rapporti sessuali, e può negli anni favorire alcuni scenari come la stipsi e le emorroidi. Inoltre, è abbastanza semplice intuire come, incrementando la pressione addominale, un utero retroflesso e fortemente retroverso potrebbe scendere più facilmente in vagina, creando le basi per un potenziale prolasso dell’utero.

Complicazioni
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Di contro, la posizione dell’utero non è generalmente in grado di determinare ripercussioni importanti sulla fertilità della donna. L’utero è infatti un organo estremamente flessibile, e può modificarsi e cambiare forma e posizione con il crescere del feto. Molto raramente, invece, l’effetto della compressione determinato dall’utero gravidico retroverso sul collo della vescica può determinare alcune conseguenze pregiudizievoli, come la ritenzione urinaria.

Ricordiamo ad ogni modo che si tratta di una condizione piuttosto specifica, che varia singolarmente da donna a donna. Dunque, parlatene in maniera approfondita con il vostro medico curante, che vi sottoporrà ad eventuali accertamenti per poter illustrare nel dettaglio il vostro quadro clinico e valutare eventuali correttivi.