Componente monoclonale, nelle patologie che coinvolgono il sistema immunitario

Quando parliamo di Componente Monoclonale dobbiamo prima spiegare che nelle gammopatie monoclonali, ed anche nel midollo osseo, con il tempo si accumulano delle plasmacellule identiche tra loro in quanto originate da un’unica plasmacellula madre, che è andata incontro a proliferazione e tale plasmacellula costituisce un clone per questo il termine monoclonale.

Ogni singola plasmacellula del clone, produce a sua volta immunoglobulina con la stessa identica struttura chimica che poi andrà ad accumularsi nel siero dando origine in questa maniera alla Componente Monoclonale.

Le condizioni patologiche

Componente Monoclonale: le condizioni patologiche

In condizioni patologiche particolari come la gammopatia monoclonale, la proliferazione delle plasmacellule è eccessiva all’interno del midollo osseo. Queste plasmacellule sono degli elementi estremamente fondamentali che costituiscono il nostro sistema immunitario e che producono le immunoglobuline ovvero quelli che comunemente chiamiamo anticorpi. In presenza di gammopatia monoclonale, le plasmacellule tutte identiche vanno ad accumularsi dando origine in questa maniera ad un’unica plasmacellula che produce immunoglobulina con caratteristiche uguali.
Questa condizione è molto simile a quella che si manifesta in presenza di mieloma multiplo ma con un numero nettamente inferiore di anticorpi. Le immunoglobuline che si producono tramite le plasmacellule, si concentrano nel siero e a loro volta danno origine alla Componente Monoclonale.

Cause

La causa che determina la componente monoclonale è ancora oggi sconosciuta, e tale patologia è molto frequente nella popolazione e tende ad aumentare con la crescita dell’età ed è per questo che prima dei 30 anni è del tutto sconosciuta per questo è possibile che sia solamente un normale processo di invecchiamento del nostro sistema immunitario.

A stabilire la componente monoclonale è un semplice esame di laboratorio che prende il nome di elettroforesi delle sieroproteine dove vengono analizzate le frazioni proteiche presenti nel sangue.

L’elettroforesi evidenzia in corrispondenza della frazione gamma ovvero dove si concentrano tutte le immunoglobuline, un picco che viene definito in medicina come picco monoclonale oppure componente monoclonale.
Tale alterazione proteica viene individuata immediatamente perché di norma la frazione elettroforetica gamma, è composta da immunoglobuline eterogenee sia per classe che per tipo.

Le immunoglobuline policlonali invece, vengono distribuite attraverso il tracciato elettroforetico in una zona a base larga che prende la forma di una gobba arrotondata e non come un picco.

Il paziente, per poter effettuare un’analisi completa della componente monoclonale, deve rivolgersi ad un laboratorio analisi specializzato per questa tipologia di test. Una volta prelevato il campione di sangue, questo viene analizzato attraverso la tecnica dell’elettroforesi proteica, che mira a separare tutte le diverse proteine presenti nel sangue e del siero in base alla carica elettrica, ed in questo caso specifico è corretto parlare di elettroforesi sieroproteica. Tale esame analizza in particolar modo la presenza anomala di immunoglobuline G, M, ed A ed altre proteine come la VES a la proteina di Bence Jones.

Una volta ottenuti i risultati, è possibile avanzare ipotesi sul tipo di patologie in corso, ma nel caso di gammopatia monoclonale, il paziente dovrà effettuare esami più specifici ed invasivi come ad esempio la biopsia del midollo, molto utile ad individuare la presenza o meno di lesioni a carico del midollo e scongiurare la presenza di ulteriori patologie molto gravi come ad esempio il mieloma.

Zona gamma e sintomi

Una volta effettuati gli esami del sangue sull’elettroforesi, e sulla immunofissazione sierica, se si riscontra un picco di immunoglobuline nella zona gamma, ci troviamo di fronte ad una proliferazione di tipo monoclonale, perché generalmente in questa zona tende a concentrarsi immunoglobuline con caratteristiche del tutto differenti.

La presenza di tali gammaglobuline alte, richiede ulteriori accertamenti ematici da far analizzare dall’ematologo e non sempre è indice della presenza di una patologia seria, perché molto spesso può regredire con il tempo in maniera spontanea o può essere tenuto sotto controllo, ma comunque va sempre valutato l’aspetto quantitativo della componente monoclonale.

Per far chiarezza sullo stato clinico del paziente, si esegue una immunofissazione delle proteine del siero, per comprendere quali immunoglobuline sono presenti. Nella maggior parte dei casi, la presenza della componente monoclonale in zona gamma non mostra sintomi, mentre altre volte è possibile che tale patologia possa manifestarsi con dolori articolari, formicolio ed indolenzimento generale. Tali condizioni sopra elencate sono molto frequento nelle persone anziane e tendenzialmente la malattia non evolve in forma di mieloma del sangue.

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