Ovogenesi, il processo di creazione degli ovuli femminili

Tale processo inizia con il menarca, ovvero con la prima mestruazione per terminare con la menopausa, e la fase che costituisce la maturazione nella donna dei follicoli ovarici, prende il nome di follicogenesi.

Processo

Ovogenesi: processo

L’ovogenesi iniziale, avviene tramite una cellula che si chiama ovogonio, e che tra il secondo ed il quinto mese di vita intrauterina fetale, proliferando va incontro ad una divisione mitotica. La profase I meiotica, avviene invece tra il quinto ed il settimo giorno, ed origina in questa maniera un ovocita primario. Gli ovociti resteranno in profase I senza completare la prima divisione meiotica, fino a quando la femmina avrà raggiunto la pubertà. La I Meiosi è detta di “carattere riduzionale”, questo perché genera due cellule aploidi, ovvero l’ovocita ed il globulo polare primario, mentre la II meiosi equazionale, divide il globulo polare primario, in due globuli polari secondari, e di conseguenza l’ovocita secondario diventa un ovoide ed un terzo globulo polare secondario. Questo procedimento origina un ovotidio, che nel corso del tempo matura e diventa a tre globuli polari, i quali hanno dimensioni ridotte rispetto all’ovotidio, ed hanno lo scopo di dare origine alla meiosi. Una volta terminato il processo, essi si riassorbono, ed il globulo primario polare, pure possedendo un cromosoma caratterizzato da cromosomi fratelli, non riesce a terminare la meiosi e di conseguenza di suddividersi. Tale processo è imputabile all’incapacità da parte della cellula di provocare un fuso meiotico funzionale in presenza di citoplasma ridotto.

Specie umana

In un ciclo regolare di 28 giorni, l’ovogenesi avviene una sola volta, dopodiché in mancanza di fecondazione, l’ovulo viene espulso tramite le mestruazioni. Fino a quando l’ovulo non viene fecondato dallo spermatozoo, l’ovocita primario ha la sola funzione di meiosi I, mentre nella fecondazione, l’ovocita secondario ed il corpuscolo polare svolgono la meiosi II, originando in questa maniera tre globuli polari e l’ovotidio. La donna dal momento della nascita, possiede un quantitativo di ovociti immaturi pari a circa due milioni, ma delle recenti pubblicazioni a seguiti di studi, hanno messo in dubbio l’esistenza di un numero ben definito di ovociti sin dalla nascita.

A partire dal menarca, ovvero dalla pubertà, fino ad arrivare alla menopausa, ogni 28 giorni circa la donna ha l’ovulazione da parte di un ovocita maturo, e nell’arco della sua vita, è in grado di produrre dai 400 ai 500 ovociti maturi.

Spermatozoi

Ovogenesi: spermatozoi

Lo spermatocita primario, si differenzia dallo spermatogonio, ed inoltre entra nella fase di meiosi. La prima è di tipologia riduzionale, e di conseguenza lo spermatocita primario, che è diploide, si suddivide in due spermatocita secondari aploidi, che contengono oltre la metà del patrimonio genetico dello spermatocita primario. Una volta formato lo spermatozoo secondario, si trova ancora in una fase di meiosi e tramite la seconda riduzione, che non implica una riduzione del patrimonio genetico, si suddivide in due spermatidi. In sostanza, la meiosi dello spermatocita primario da origine a due spermatociti secondari, i quali di conseguenza si suddividono ulteriormente per dare origine a due spermatidi secondari, ed una volta completata la meiosi, quelli che restano sono quattro spermatidi. Ognuno di questi viene poi raffinato una volta nella gonade, perché non è ancora in grado di sostenere il processo di fecondazione.

La raffinazione è più o meno lunga a seconda della specie, volta a determinare e consolidare tutta la struttura che riguarda lo spermatozoo che serve a compiere il suo lavoro e che necessita di particolari elementi, che non sono presenti negli spermatidi. Allo stadio finale, la struttura dello sperma si trasforma è diviene particolare. Lo spermatozoo dei vertebrati, dal punto di vista morfologico è caratterizzato da una testa, da un corpo e da una coda finale flagellare. La testa si presenta una vescicola ricca di sostanze particolarmente ricche utile a digerire il breve tratto della parete dell’ovulo che prende il nome di cromosoma. Il resto del corpo non possiede citoplasma ed ha un nucleo ben visibile con dei filamenti di RNA, che svolgono la funzione di generare la sintesi delle proteine una volta determinato lo zigote.

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