Paracetamolo: modalità di utilizzo ed effetti collaterali che può comportare

Tutto sul paracetamolo: come effettuare un corretto utilizzo, i casi in cui non è consigliabile la somministrazione ed i relativi effetti collaterali.

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(foto pixabay)

Il paracetamolo è un farmaco appartenente alla categoria degli analgesici. Esso costituisce uno dei farmaci più sicuri presente in circolazione, per questo motivo spesso viene somministrato anche ai bambini appena nati. Il paracetamolo presenta differenti modalità di utilizzo, ma anche numerosi effetti collaterali: vediamoli tutti.

Quando l’uso del farmaco deve essere limitato

Nonostante il suddetto farmaco sia considerato sicuro, ci sono precisi casi in cui il suo utilizzo deve essere moderato. I primi della lista a doverne limitare il dosaggio son coloro che presentano problemi di epatite, in quanto il suo utilizzo potrebbe danneggiare il fegato. Gli altri soggetti a cui è consigliato limitare l’utilizzo sono:

paracetamolo somministrazione
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  • chi abusa di alcolici,
  • casi di anoressia o bulimia,
  • persone disidratate,
  • stati di cachessia (ovvero uno stato di deperimento generale),
  • casi di malnutrizione cronica,
  • donne in gravidanza.

Chi si riconosce in una o più delle problematiche sopra elencate può comunque utilizzare il paracetamolo in quantità limitata, chiedendo prima consiglio al proprio medico. Nel caso delle donne in gravidanza, il medico farà certamente una correlazione tra i vantaggi che il medicinale può garantire alla madre ed i probabili danni che si possono produrre al bimbo.

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Paracetamolo: le diverse modalità di utilizzo

Il paracetamolo può essere assunto per contrastare numerosi fastidi come febbre o dolori che possono presentarsi in diverse parti del corpo come testa o denti. Inoltre è utile per risolvere disturbi relativi all’artrite e ai muscoli dello scheletro. Esistono tre modi differenti riguardo l’assunzione del paracetamolo:

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(foto pixabay)
  • orale
  • rettale
  • parenterale

Somministrazione per via orale

La prima opzione riguardo la modalità d’uso del farmaco è la somministrazione per via orale. Se facciamo questa scelta, possiamo decidere di assumere il paracetamolo attraverso vari modi: gocce, sciroppo, compresse effervescenti e non.

Somministrazione per via rettale

Il paracetamolo si può assumere anche attraverso il canale rettale: in questo caso l’unico modo in cui può essere preso è sotto forma di supposte.

Somministrazione per via parenterale

Infine, il paracetamolo può anche essere somministrato attraverso la via parenterale, cioè attraverso la pelle. In questo caso il farmaco è costituito da una soluzione liquida che viene assunta tramite endovena.

Paracetamolo: gli effetti collaterali causati dall’utilizzo

Come in tanti altri casi, un utilizzo sbagliato del paracetamolo potrebbe causare alcuni effetti collaterali. Molti di essi riguardano la diminuzione di determinati elementi nel sangue, come piastrine e globuli bianchi. Inoltre, la sua somministrazione può produrre orticaria, infiammazione alla pelle, fino ad arrivare allo shock anafilattico.

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Purtroppo gli effetti collaterali che l’utilizzo del paracetamolo può causare non sono solo quelli sopra elencati, al contrario la lista è abbastanza lunga. Le conseguenze negative del farmaco, infatti, riguardano anche i reni: il paracetamolo è spesso causa di insufficienza renale. Anche l’urina può essere alterata a causa di un utilizzo sbagliato del farmaco, infatti quest’ultima potrebbe presentare del sangue al suo interno, o addirittura non essere prodotta.

Gli effetti collaterali del sovradosaggio

Oltre agli effetti collaterali elencati in precedenza, ce ne possono essere altri relativi al sovradosaggio del paracetamolo. I primi disturbi che un paziente potrebbe presentare sono:

  • nausea,
  • vomito,
  • dolori all’addome,
  • anoressia.

Arrivando a conseguenze più serie, si potrebbe anche verificare la scomparsa delle cellule epatiche che potrebbero produrre necrosi epatica. Di conseguenza, se si dovesse verificare un sovradosaggio del farmaco la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un ospedale, in quanto la cura necessaria a risolvere il problema è la somministrazione del glutatione tramite endovena.

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