Sciopero dei camionisti, supermercati vuoti ed autotrasportatori esasperati

I conducenti dei tir non ce la fanno più e sono pronti a non salire sui loro mezzi. Con il serio rischio di lasciare tutta l’Italia senza merci con lo sciopero dei camionisti.

Protesta degli autotrasportatori
Protesta degli autotrasportatori (Foto ANSA)

Sciopero dei camionisti, il pericolo è più che concreto. I tanti rincari che hanno colpito l’Italia ed il mondo stanno avendo i primi, grossi effetti negativi anche a livello sociale. E quella degli autotrasportatori è una delle categorie più colpite.

In questo caso è l’aumento dei carburanti, giunti a livelli mai visti, ad avere innescato tutto ed a creare gravissimi problemi a quello che è il comparto del trasporto merci in assoluto più diffuso. Im Italia i quattro quinti dei beni sia di prima necessità che non viaggiano proprio sui tir. Uno sciopero dei camionisti paralizzerebbe perciò tutto quanto.

Del resto il tanto minacciato sciopero dei camionisti è stato preceduto nel corso degli ultimi giorni da una serie di veementi proteste da parte dei conducenti del settore. E la conseguenza è stata una parziale interruzione delle forniture di supermercati e negozi di alimentari, i cui reparti sono rimasti vuoti.

Sciopero dei camionisti, perché sembra proprio inevitabile

Tir occupano l'autostrada
Tir occupano l’autostrada (Foto ANSA)

Senza contare che alcune aziende come i pastifici, privi di materie prime, anno dovuto interrompere la produzione. Tanto al Sud Italia quanto in alcune aree del Nord, più facilmente raggiungibili dai tir provenienti dall’Est Europa, sono andati in scena dei sit-in di protesta per chiedere al Governo di intervenire contro il caro benzina.

Quest’ultima viaggia spedita verso i due euro al litro, ed anche il gasolio non è molto distante, dal momento che si trova fra gli 1,7 e gli 1,8 euro al litro. Un salasso per gli autotrasportatori, che ben spiega il possibile sciopero dei camionisti. Per adesso ci sono state autostrade bloccate od intasate da tir a passo di lumaca. Ma la cosa potrebbe intensificarsi nel giro di pochi giorni.

E per protestare contro gli appena 80 milioni di euro stanziati dal Governo per la categoria, nel Decreto Energia. Eppure stiamo parlando di un settore che occupa da solo il 7% del Pil italiano, con più di 330mila lavoratori per quasi 100mila aziende.

Tante uscite e pochi guadagni

Sono tante le spese che i camionisti devono affrontare. Non solo in relazione ai carburanti ma anche per i pedaggi ad esempio. Tutti loro contestano i Consorzi di servizi, che comportano spese aggiuntive.

Mentre invece si vorrebbe un fondo per fare salite gli sconti dei suddetti pedaggi, da inserire in fattura alle imprese tramite l’utilizzo del Telepass.

Come si potrebbe affrontare questo enorme problema che rischia di paralizzare l’Italia? Con l’abbassamento del cuneo fiscale e con un accesso al credito facilitato, secondo l’Associazione Autotrasportatori.

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Lo scenario è peggiorato anche per via della guerra in Ucraina

Camion in protesta
Camion in protesta (Foto ANSA)

Influisce comunque, in questo quadro estremamente negativo e che potrebbe culminare nello sciopero dei camionisti, la penuria di conducenti di camion originari dell’Ucraina, per colpa della guerra scatenata dalla Russia. In molti sono andati ad imbracciare le armi per la loro terra d’origine. E non ci sono rimpiazzi.

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Ed ancora, molti camionisti ricevono i loro emolumenti anche a distanza di mesi, senza alcun controllo da parte del Governo. Per cui si chiede a gran voce tutta una serie di tutele che ad oggi evidentemente il più delle volte mancano.

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Mentre le tasse che riguardano la categoria, “quelle arrivano sempre puntuali”, fanno sapere le associazioni del settore. “Ma onorarle, così come pagare i carburanti ed i pedaggi diventati pesantissimi, si è fatto molto difficile”.

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