Amnesia infantile: perché non ricordiamo i primi anni di vita

Non ricordiamo i nostri primi anni di vita e siamo affetti tutti da amnesia infantile, ma perché questo accade? Scopriamolo.

ricordi infanzia
Bambini piccoli (Pixabay)

Se ci viene chiesto di individuare il nostro primo ricordo forse ci metteremo un po’ per poter andare indietro con memoria e sicuramente non riusciremo ad andare oltre qualche anno di età. Alcuni riferiscono di episodi di quando avevano 4 anni, perché magari si sono fatti male o è accaduto qualcosa di veramente forte, altri addirittura hanno il primo ricordo legato alle scuole elementari.

Insomma, non riusciamo in alcun modo a ricordare i nostri primi anni di vita, da quando siamo nati, e Sigmund Freud ha chiamato questo fenomeno amnesia infantile. Ad oggi è un aspetto della vita che ancora non conosce una reale risposta. Gli studiosi lo considerano un “mistero irrisolto”.

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Il cervello, d’altronde, è l’organo più complesso e meno comprensibile che abbiamo. Alcune sue funzioni sono difficili da capire. Ma vediamo a che punto sono arrivati gli studiosi su questo argomento e come mai non abbiamo ricordi dei nostri primi anni di vita.

Amnesia infantile: non ricordiamo i nostri primi anni di vita, come mai?

Modellino cervello (Unsplash)

Se avete dei bambini piccoli sapete bene che dal primo anno di vita hanno delle capacità di apprendimento davvero straordinarie. Riescono a ricordare cosa fare rispondendo agli stimoli esterni. Già al sesto mese di età la memoria a breve termine si sviluppa, ad un anno siamo tutti in grado di ricordare cose passate anche di mesi. Tuttavia, quando si cresce si dimentica ogni cosa.

È raro trovare qualcuno che si ricordi qualcosa prima dei 4 anni. All’inizio si pensava fosse uno scarso sviluppo del cervello, ma non è così. Nei primi tre anni di vita siamo in piena attività, scopriamo il mondo che ci circonda, ascoltiamo e assorbiamo tutto come delle spugne. Impariamo a camminare, impariamo a parlare. Ma allora, perché poi non ricordiamo nulla?

Gli studiosi nel corso degli anni sono arrivati a due possibili spiegazioni. La prima è proprio questo sviluppo impetuoso del cervello. La seconda è una mancata capacità totale di linguaggio. Molti sono convinti che la capacità del cervello di selezionare i ricordi influisca anche a quell’età, quindi per dover apprendere tutte quelle cose nuove in poco tempo, il cervello deve per forza abbandonare i ricordi legati ai primi anni di vita. Alcuni ricercatori, invece, sono convinti che non possiamo ricordare quello che non riusciamo a descrivere, ma questa teoria incontra molte opposizioni.

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Un recente studio ad opera della psicologa Qi Wang ha, però, dimostrato che la cultura ha un ruolo fondamentale nella capacità di ricordare. La società occidentale è molto improntata sulla persona individuale e riesce ad avere maggiori ricordi dei primi anni rispetto, ad esempio, alla cultura asiatica. Inoltre, alcune società indigene, molto radicate nelle tradizioni e nel passato, riescono a ricordare cose di quando avevano due anni di vita.

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