Gravidanza e Toxoplasmosi: cosa devi sapere per evitare di contrarre questa malattia pericolosa

Ecco le informazioni da conoscere per evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza, una malattia pericolosa per feto e futura mamma.

Toxoplasmosi donna incinta
Alimentazione in gravidanza (Canva – Inran.it)

Se sei in dolce attesa, avrai sicuramente sentito parlare della toxoplasmosi. Si tratta di un’infezione causata da un parassita che può trasmettersi all’essere umano in numerosi modi. Scopriamo di più su questa patologia, esaminando cause, rischi e sintomi ed elencando nel dettaglio tutti gli accorgimenti da mettere in pratica per evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza.

Toxoplasmosi: cos’è e quali sono i rischi

Ecografia
Donna incinta (Canva – Inran.it)

La toxoplasmosi è un’infezione causata dal parassita Toxoplasma gondii. In linea generale, il nostro sistema immunitario è in grado di sconfiggere la malattia senza incappare in esiti pericolosi per la salute.

In particolari condizioni, tuttavia, questo parassita può avere la meglio. La toxoplasmosi, in particolare, risulta estremamente rischiosa per:

  • donne in dolce attesa;
  • persone affette da HIV;
  • coloro che hanno un sistema immunitario compromesso.

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Quali sono i rischi associati all’insorgenza della toxoplasmosi in gravidanza? Il decorso della malattia dipende dalla fase della gravidanza. Tendenzialmente, qualora l’infezione avvenga entro le prime cinque settimane di gestazione, il rischio di trasmissione al feto è pressocché nullo.

Tra la quinta e la decima settimana di gravidanza c’è un rischio minimo di aborto spontaneo. Ciò avviene nel caso in cui il parassita riesca a penetrare all’interno della placenta.

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Con il progredire della gravidanza, aumentano anche i rischi per il feto: l’attraversamento placentare riguarda il 25% dei casi. In questo caso, oltre al rischio di aborto ci sono una serie di possibili complicazioni, tra cui:

  • Idrocefalia;
  • Lesioni oculari;
  • Calcificazioni endocraniche;
  • Problemi neurologici.

Infine, dalla ventiquattresima settimana di gestazione fino al termine, il rischio di trasmissione dell’infezione è pari al 65%. Tuttavia, nella maggior parte dei casi si segnala una buona risposta immunitaria da parte del feto.

Come evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza: a cosa prestare attenzione

Quali precazioni dovremmo adottare per evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza?

Il parassita dell’infezione può trasmettersi attraverso gli animali e il cibo: ecco come proteggersi.

Non serve abbandonare il gatto: bastano queste precauzioni

Nel primo caso, il Toxoplasma gondii si sviluppa nell’organismo nel gatto e di altre specie feline, che a loro volta possono infettare altri animali.

Attenzione a non demonizzare i mici: questa malattia si trasmette esclusivamente per via fecale. Infatti, il gatto elimina il parassita attraverso le feci. Quindi, l’unico modo per contrarre l’infezione direttamente dall’animale è quello di pulire la lettiera senza adottare le corrette pratiche igienico-sanitarie.

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Il contatto con il pelo o la saliva di un quattro zampe infetto, invece, risultano completamente innocui. Basterà quindi delegare il compito di pulire la lettiera del micio a qualcun altro, oppure ricorrere a guanti in lattice, detergenti igienizzanti e lavare le mani dopo aver terminato l’operazione.

Inoltre, esiste un apposito test sierologico per verificare se il proprio micio abbia contratto la malattia.

Occhio all’alimentazione

La principale modalità di contagio è rappresentata dall’alimentazione. Infatti, ci sono una serie di cibi che dovremmo bandire dalla nostra tavola se siamo in dolce attesa.

Il maggior pericolo è rappresentato dal consumo di carne cruda o poco cotta. Gli animali più interessati da questa contaminazione sono:

  • Agnello;
  • Maiale;
  • Pecora;
  • Pollo;
  • Selvaggina.

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Inoltre, è fondamentale evitare di mangiare salumi e affettati, soprattutto se di produzione famigliare, frutta e verdura cruda o mal lavata, specialmente se di provenienza del proprio orto, e i formaggi erborinati, come gorgonzola e castelmagno.

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