Gravidanza: cos’è l’amniocentesi, perché si fa e quali sono i rischi

Sei in gravidanza e vuoi sapere cos’è e perché si fa l’amniocentesi? Ti do tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Quando si aspetta un bambino, sono moltissimi gli accertamenti medici che si possono fare, sia per valutare la salute della madre che quella del bambino.

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Dottore che visita una paziente in stato di gravidanza (foto da Canva) – Inran.it

Oltre alle normali ecografie per controllare la posizione e lo sviluppo del feto, ci sono anche moltissime altre analisi che si possono fare e che possono essere molto utili per capire l’effettivo stato di salute del bambino. L’amniocentesi è uno di questi accertamenti che puoi scegliere di fare o meno. Vediamo subito in cosa consiste.

Amniocentesi: come valutare se farla o meno in gravidanza

Nel percorso prenatale, uno degli esami diagnostici più importanti è l’amniocentesi. Se stai pianificando una gravidanza o sei già incinta, potresti desiderare di conoscere tutti gli aspetti chiave legati a questo procedimento.

amniocentesi donna incinta
Dottore che effettua un’ecografia ad una ragazza incinta (foto da Canva) – Inran.it

È importante avere sempre una panoramica completa e dettagliata sui vari esami diagnostici da poter effettuare e quindi, oggi, ci concentreremo sull’amniocentesi. Vedremo dunque anche qual è il suo scopo, come viene eseguita e quali sono i rischi e i benefici associati.

Cos’è l’amniocentesi?

L’amniocentesi è un accertamento diagnostico prenatale, di natura invasiva, che viene eseguito per ottenere informazioni preziosissime sullo sviluppo del bambino. Durante la procedura, viene prelevato un campione di liquido che circonda il feto nel sacco amniotico. Questo liquido contiene cellule fetali e materne e altre sostanze che possono essere analizzate per identificare eventuali anomalie genetiche o cromosomiche.

L’amniocentesi viene solitamente proposta alle donne incinte per valutare il rischio di anomalie genetiche nel feto, come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards o la sindrome di Patau. Inoltre, può essere utilizzata per rilevare alcune malattie genetiche ereditarie o problemi nel corretto sviluppo degli organi.

Quando si fa e in cosa consiste l’amniocentesi

L’esame di amniocentesi viene solitamente eseguito tra la 15ª e la 20ª settimana di gravidanza. Prima dell’intervento, verrà eseguita un’ecografia per determinare la posizione del feto e la quantità di liquido amniotico. Successivamente, verrà eseguita un’iniezione di anestetico locale per ridurre il dolore.

come si fa amniocentesi
Dottoressa che effettua l’amniocentesi ad una sua paziente in dolce attesa (foto da Canva) – Inran.it

Utilizzando l’orientamento fornito dall’ecografia, un ago sottile viene inserito attraverso la parete addominale della madre e del sacco amniotico per prelevare una piccola quantità di liquido amniotico. La procedura può richiedere alcuni minuti e può essere seguita da una sensazione di pressione o crampi lievi.

Pro e contro dell’esame

Come ogni procedura invasiva, l’amniocentesi comporta alcuni rischi, sebbene siano generalmente rari. Tra i possibili rischi vi sono la possibilità di infezione, sanguinamento, perdita di liquido amniotico o contrazioni uterine. È importante parlare con il medico dei rischi specifici e valutare attentamente i benefici dell’esame rispetto ai potenziali rischi.

I benefici dell’amniocentesi includono la possibilità di ottenere informazioni diagnostiche precise sullo stato di salute del bambino. Ciò può offrire una maggiore tranquillità alla futura madre e ai suoi familiari, consentendo anche la pianificazione di ulteriori misure mediche o di supporto, nel caso in cui fosse necessario.

L’amniocentesi è un esame che si effettua prima della nascita del bambino ed è essenziale che può fornire informazioni cruciali sullo sviluppo fetale. Sebbene comporti alcuni rischi, i suoi benefici possono essere importanti perché fornisce una valutazione accurata delle condizioni di salute del feto. La scelta di fare o meno questo esame diagnostico è personale, ma è fondamentale discuterne con il tuo medico per valutare insieme se fare questo accertamento oppure no.

Aurora De Santis

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