Maternità surrogata e riconoscimento dei genitori: le ultime direttive europee

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è espressa in merito alla maternità surrogata e al riconoscimento dei genitori.

Per maternità surrogata si intende una donna, che per motivi economici o di altro tipo, accetta di partorire un bambino per un’altra donna. Sostanzialmente è una “madre sostitutiva” che concepisce, porta in grembo e partorisce un bambino per conto di un’altra. Quest’altra donna, in seguito, sarà considerata la “vera” madre, sia dal punto di vista sociale che legale, del bambino.

maternità surrogata
Mamma con bambino (Canva – Inran.it)

Sebbene la pratica della maternità surrogata sia già molto in voga nei Paesi occidentali, ha generato innumerevoli sfide per la legge. L’argomento aggiunge una terza dimensione al significato di maternità, separando il ruolo di madre genetica e madre naturale. Il tema della maternità surrogata è più attuale che mai e anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è espressa in merito.

Riconoscimento dei genitori nella maternità surrogata

Nel 2019 la Corte aveva condannato l’Italia per il mancato riconoscimento del rapporto di filiazione tra il padre biologico e una bambina,  Questo fatto ha posto un’interpretazione eccessivamente restrittiva di una circolare emessa in precedenza, diventando deleteria per il minore.

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Paternità (Canva – Inran.it)

Già nel 2019, il padre biologico e la madre (d’intenzione) della bambina nata in Ucraina a seguito di GPA non erano stati riconosciuti come i genitori ufficiali della bimba nel loro comune di residenza in quanto contrario all’ordine pubblico. La coppia ha fatto nascere uno scandalo, ferma a chiedere la trascrizione integrale dell’atto di nascita, dove ci fosse scritto il nome dell’unico padre biologico almeno. Nonostante l’iniziale parare favorevole della procura, il tribunale ha respinto il ricorso per tre volte (nonostante l’ultima volta presso la Corte di Strasburgo in quanto la coppia aveva cambiato residenza). La motivazione era che il divieto di GPA non poteva essere aggirato.

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Famiglia (Canva – Inran.it)

Questo del 2019 è solo uno dei tanti casi che si sono verificati in Italia nei mesi scorsi. Nel 2023, attraverso una circolare, il Ministero dell’Interno ha richiamato la sentenza dove  si escludeva l’atto di nascita con indicato specificatamente quale genitore del bambino e il genitore d’intenzione. Ovvero, adesso, solo il genitore che abbia un legame biologico con il bambino può essere menzionato nell’atto di nascita che viene formato in Italia. Questa esigenza nasce dall’assicurare al minore gli stessi diritti degli altri bambini.

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