Dal 1° febbraio 2026 cambiano le regole sulle ricette mediche: stop ai 180 giorni uguali per tutti, ora conta la priorità clinica indicata.
Dal 1° febbraio 2026 nel Lazio cambia una regola che, volenti o nolenti, tocca un po’ tutti. Parliamo delle ricette mediche per visite ed esami diagnostici, quelle che fino a oggi avevano una validità piuttosto lunga e uniforme. Per anni ci siamo abituati a un numero fisso: 180 giorni. Ora quella certezza salta, e al suo posto arriva un sistema più rigido, legato alla priorità clinica indicata dal medico.

La Regione lo presenta come un modo per rimettere ordine e ridurre le attese. Le opposizioni invece parlano di un cambiamento che rischia di complicare la vita ai pazienti. Come spesso succede, la verità probabilmente sta nel mezzo. Vediamo però, con calma, cosa cambia davvero.
Prescrizioni mediche: addio ai 180 giorni per tutti
Fino al 31 gennaio 2026 le ricette continueranno a funzionare come sempre: sei mesi di tempo per prenotare. Dal giorno dopo però il meccanismo cambia completamente.

La durata dell’impegnativa non sarà più uguale per tutti, ma dipenderà dalla classe di priorità assegnata dal medico. Questo significa che non basterà più “avere la ricetta in tasca”: bisognerà anche muoversi nei tempi giusti, altrimenti scade e non si potrà più usare.
Ogni ricetta avrà una propria scadenza in base alla priorità
Le classi di priorità non sono una novità, esistono da anni. La differenza è che ora diventano decisive anche per la scadenza della ricetta.
- Urgente (U): va prenotata entro 10 giorni
- Breve (B): entro 20 giorni
- Differibile (D): entro 40 giorni per le visite e 70 per gli esami
- Programmata (P): entro 130 giorni
Se il termine passa senza prenotazione, la ricetta non vale più e bisogna tornare dal medico per farsene fare un’altra.

Le modalità per prenotare sono le stesse di sempre, quindi almeno su questo fronte non ci sono sorprese. Si può prenotare:
- tramite il call center ReCup
- online sul portale regionale
- chiedendo di essere ricontattati da un operatore
- nelle farmacie aderenti al servizi.
Il problema, semmai, è riuscire a trovare posto nei tempi previsti, soprattutto per le classi più strette.
Perché la Regione ha deciso di cambiare
Secondo la Regione Lazio, questo nuovo sistema serve a evitare abusi e a garantire che le urgenze vere vengano trattate per prime. Il presidente Francesco Rocca ha spiegato che molte prescrizioni segnate come urgenti venivano prenotate con settimane di ritardo, segno che non erano poi così indifferibili. Insomma, se è davvero urgente, lo dimostri prenotando subito.
Dall’altra parte però le critiche sono pesanti. Secondo l’opposizione, il nuovo sistema rischia di penalizzare proprio chi già fa fatica a orientarsi tra call center intasati e disponibilità fantasma. Alessio D’Amato parla di un meccanismo che finisce per ripulire le liste solo sulla carta, lasciando fuori chi non riesce a prenotare in tempo e costringendolo a ricominciare da capo o a pagare privatamente.
Dal 1° febbraio servirà quindi più attenzione. Appena il medico rilascia la ricetta, conviene attivarsi subito per la prenotazione, senza aspettare. Tenere l’impegnativa nel cassetto, come si faceva prima, potrebbe non essere più un’opzione. È un cambio di abitudine, e come tutti i cambi di abitudine porterà confusione all’inizio. Capire bene la priorità indicata dal medico e muoversi di conseguenza sarà fondamentale per non ritrovarsi con una ricetta scaduta.





