Freddo tardivo a marzo: perché le previsioni meteo fanno drizzare le antenne

Marzo è quel mese sempre ricco di sorprese, anche se sulla carta cambia stagione. Vediamo cosa accadrà secondo gli esperti.

Anche se mancano ancora diverse settimane, alcuni segnali iniziano a comparire nelle proiezioni a lunghissimo termine. Non si parla di previsioni vere e proprie, ma di tendenze che vale la pena osservare con attenzione. Tra queste, c’è la possibilità che marzo possa riservare qualche colpo di scena invernale, con discese fredde tardive capaci di sorprendere un po’ tutti.

Freddo tardivo a marzo: perché le previsioni meteo fanno drizzare le antenne – Inran.it

Uno degli elementi sotto osservazione è il grande serbatoio di aria fredda sull’Europa orientale. Da settimane questa zona resta ancorata a condizioni pienamente invernali, più del solito. Un’anomalia che, in determinate circostanze, potrebbe avere conseguenze anche sul Mediterraneo.

Meteo di marzo 2026: ruolo del vortice polare

Alla base di questi possibili scenari ci sono le oscillazioni del vortice polare. Quando questa vasta struttura atmosferica si indebolisce o si frammenta, può favorire la discesa verso ovest di nuclei d’aria molto fredda. In alcuni casi, queste masse riescono a spingersi fino all’Europa centrale e, talvolta, anche più a sud.

Meteo di marzo 2026: ruolo del vortice polare – Inran.it

È bene dirlo chiaramente: siamo ancora nel campo delle ipotesi. Parliamo di scenari a lunga gittata, che dovranno essere confermati o smentiti dalle previsioni a breve e medio termine. Però il segnale di un vortice polare debole è reale, ed è uno di quegli indizi che i meteorologi tengono d’occhio.

Nevicate tardive: possibilità o suggestione?

Marzo non è affatto estraneo alle nevicate, soprattutto quando entrano in gioco profonde depressioni mediterranee. In queste situazioni, l’aria fredda da est può interagire con masse d’aria più umide e instabili, creando le condizioni ideali per precipitazioni anche nevose a quote interessanti.

Questo non significa che nevicherà sicuramente, né tantomeno che lo farà in pianura. Le quote, l’intensità e persino la presenza stessa della neve dipendono da tanti fattori che, al momento, non possono essere definiti. L’aspetto più importante è un altro: un’atmosfera dinamica aumenta le possibilità di eventi fuori stagione, nel bene e nel male.

Marzo tra inverno e primavera

Non bisogna dimenticare che marzo è un mese di transizione. La radiazione solare è più forte rispetto a gennaio o febbraio, e questo fa sì che eventuali nevicate tendano a sciogliersi più rapidamente. Allo stesso tempo, però, le irruzioni fredde possono essere ancora incisive, soprattutto se accompagnate da maltempo.

È proprio questa alternanza a rendere marzo così imprevedibile. Giornate miti e soleggiate possono lasciare spazio, nel giro di poche ore, a pioggia, vento, temporali e crolli delle temperature. Non è raro passare dai primi 18–20 gradi stagionali a massime sotto i 10 gradi nel giro di un giorno.

Cosa dicono i dati meteo

Le analisi statistiche dei modelli europei suggeriscono una certa vivacità atmosferica tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Nulla di scritto nella pietra, ma abbastanza per ipotizzare un finale d’inverno movimentato e un avvio di primavera tutt’altro che lineare.

La sensazione è che non ci attendano lunghe fasi di alta pressione stabile. E quando l’alta pressione latita, l’atmosfera trova sempre il modo di sorprendere. Per capire se il freddo tardivo sarà solo una possibilità o qualcosa di più concreto, serviranno ancora tempo, conferme e aggiornamenti continui. Marzo, come spesso accade, è un mese “pazzerello”.

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