Lavare il tagliere di legno sembra semplice, ma un errore comune può trasformarlo in un ricettacolo di batteri, mettendo a rischio la salute.
Il tagliere di legno sembra innocuo. È lì, sul piano della cucina, bello, solido, naturale. Lo usiamo per il pane, per le verdure, per i formaggi. A volte lo portiamo direttamente in tavola.

Eppure proprio con lui facciamo un errore che può trasformarlo in un piccolo ricettacolo di batteri. L’errore più comune? Trattarlo come se fosse di plastica.
Perché il legno va capito prima ancora che lavato
Il legno è vivo, assorbe, trattiene umidità, odori, succhi degli alimenti. Quando lo lavi velocemente con un po’ di detersivo e lo lasci lì sul lavello bagnato, in realtà non stai pulendo a fondo. Stai solo spostando il problema.

E se sopra hai tagliato carne cruda o alimenti molto umidi, il rischio di proliferazione batterica aumenta. Le piccole incisioni create dal coltello diventano micro-fessure difficili da igienizzare. Subito dopo l’uso va risciacquato. Non con acqua tiepida, ma con acqua molto calda.
Il modo migliore e versare acqua portata quasi a ebollizione sulla superficie (con attenzione, ovviamente). Questo aiuta a rimuovere residui e a ridurre la carica batterica.
Ma attenzione: niente ammollo. Lasciarlo immerso nell’acqua è il modo più veloce per rovinarlo. Il legno si gonfia, poi si asciuga male e si crepa.
Pulire il tagliere di legno con rimedi naturali
Il detersivo per piatti sembra la soluzione più semplice. Ma il legno assorbe anche quello e non è proprio quello che vogliamo.
Molto meglio una pulizia naturale con sale grosso e limone. Spargi il sale sulla superficie umida e usa mezzo limone come se fosse una spugna. Movimenti circolari, senza esagerare con la forza. Il sale fa da scrub, il limone aiuta contro cattivi odori e batteri. Poi risciacqua bene e asciuga subito con un panno pulito.
La cosa più importante è farlo asciugare completamente all’aria, in verticale. Se rimane umido, il rischio muffe è reale.
Il trattamento che pochi fanno ma fa la differenza
Ogni tanto il legno va nutrito. Un filo di olio di lino (o olio minerale per uso alimentare) massaggiato sulla superficie restituisce elasticità e protegge le fibre. Non serve farlo ogni volta. Una volta al mese è più che sufficiente, soprattutto se lo usi spesso. Quando il legno è idratato, resiste meglio all’umidità e si crepa meno.
Quando è il momento di cambiarlo
Se noti crepe profonde, solchi molto marcati o odori persistenti che non vanno via nemmeno dopo la pulizia, forse è arrivato il momento di sostituirlo.
Le fessure profonde diventano nascondigli perfetti per i batteri. E lì non ci arriva né il limone né l’acqua calda.
Anche deformazioni evidenti o rigonfiamenti sono segnali chiari: il legno ha assorbito troppa acqua e non è più integro.
Gli errori più comuni che rovinano il tagliere di legno
Metterlo in lavastoviglie, lasciarlo in ammollo, usare candeggina o prodotti aggressivi e sciugarlo sopra il termosifone o al sole diretto sono gli errori più comuni. Tutto questo indebolisce il tagliere di legno, lo secca o lo spacca.





