Camellia sinensis: tutti i benefici della pianta del tè

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La Camellia sinensis è la pianta del , le cui foglie e i cui germogli vengono utilizzati per produrre una delle bevande più amate del mondo. Ma da dove ha origine questa pianta? E quali sono le sue principali caratteristiche? Cerchiamo di svelare qualche curiosità che forse non sapete, relativa a un arbusto al quale dovremmo essere tutti molto, molto più grati di quanto possiate pensare!

Camellia sinensis: chi l’ha scoperta?

Il nome Camellia sinensis viene utilizzato per la prima volta da un reverendo, Georg Joseph Kamel, sul finire del ‘600. Tuttavia, come i più appassionati ben sapranno, non è a lui che va attribuito il merito di aver scoperto la pianta, né di averle attribuito tale nome: l’ideatore fu infatti Carlo Linneo, che indicò la pianta del tè verde come Camellia sinensis (dall’unione di Camellia, in onore del reverendo Kamel, e di sinesis, che in latino significa cinese).

Camellia sinensis: come appare

La Camellia sinensis appare essere un arbusto eretto, con le foglie acuminate con margine dentato, con colore tendenzialmente verde / giallo. I fiori sono di piccole dimensioni e di colore bianco. Allo stato naturale la sua altezza può raggiungere e superare i due metri, ma per poterne favorire la coltazione si punta a mantenere una dimensione più contenuta, tipica di un cespuglio. Le foglie, dalle quali si ottiene il tè, sono lunghe dai 4 ai 15 cm, con larghezza tra i 2 e i 5 cm.

Camellia sinensis: utilizzi

Tra i diversi elementi della Camellia sinensis, quello più utilizzato è sicuramente rappresentato dalla foglia. In particolar modo, le foglie più giovani sono destinate alla raccolta per la produzione del tè: a seconda dell’età della foglia si potranno avere diverse qualità del tè, considerato che con la maturazione la composizione chimica potrebbe subire dei cambiamenti. Un’altra determinante che può influenzare i risultati è poi rappresentata dal tipo di trattamento a cui le foglie della Camellia sinensis sono sottoposte, e mediante i quali è possibile ottenere prodotti differenti per forma, per colore, per aroma e per sapore. Per esempio, non tutti sanno che il tè verde è ottenuto trattando le foglie con il calore subito dopo la raccolta, mentre il tè bianco è ottenuto essiccando all’aria le stesse foglie. Ancora, il tè nero si ottiene lasciando ossidare le foglie, mentre il tè oolong è frutto di una parziale essiccatura e successivo trattamento con il calore.

Della Camellia sinensis si usano altresì anche i semi, che possono essere spremuti per poter ottenere un olio dolciastro, da utilizzarsi in cucina (e che niente ha a che vedere con l’olio essenziale, chiamato anche olio dell’albero del te, che in realtà si ottiene dalla melaleuca alternifolia). La spremitura dell’olio di semi di tè avviene a freddo, e assomiglia all’olio di oliva per le sue proprietà di conservazione e per il ridotto contenuto di grassi saturi. L’olio di semi di tè, oltre che per scopi alimentari, può essere usato anche per poter produrre cosmetici.

Camellia sinensis: coltivazione

Chiudiamo infine questo nostro approfondimento sulla Camellia sinensis con un piccolo cenno alla coltivazione, oggi principalmente legata alle zone tropicali e subtropicali, su terreno acido e permeabile, privo di ristagni di acqua. È comunque possibile trovare coltivazioni di tale pianta in tutti i Continenti, e anche in regioni molto più a settentrione delle aree che sopra abbiamo ricercato (e anche in Italia). Per varietà di prodotti derivanti dal suo sfruttamento, e per le proprietà che può garantire, la Camellia sinensis è certamente uno degli arbusti più importanti della Terra.

E voi che ne pensate? Vi piace il tè? Quale tipologia preferite tra quelli comunemente a disposizione sul mercato?