Crampi allo stomaco

I crampi allo stomaco rappresentano una motivazione di disturbo molto frequente negli uomini e nelle donne e, spesso, in grado di comparire all’improvviso, senza alcuna avvertenza. Di norma non si tratta di niente di grave e, così come sono comparsi, i sintomi dei crampi allo stomaco scompaiono rapidamente. Per quanto ovvio, se i crampi allo stomaco non sono rari, ma si manifestano in maniera continua o periodica, è bene consultare il proprio medico al fine di comprendere quali siano le cause scatenanti e, soprattutto, come porre rimedio a questa situazione.

Cause dei crampi allo stomaco

Prima di comprendere come curare – anche in maniera naturale – i crampi allo stomaco, cerchiamo di comprendere quali possano essere le principali cause di questo problema. Di norma i crampi allo stomaco sono figli di una congestione, o di una generale cattiva digestione, di un’intossicazione alimentare.

Tuttavia, anche se si tratta di cause che, come visto, non sono certamente di gravissima entità, a volte è possibile che il crampo allo stomaco sia la spia di qualche problema più complesso come un’appendicite. O ancora di qualche allergia o intolleranza della quale non si è ancora a conoscenza, e che sarebbe opportuno cercare di indagare in maniera tempestiva. Proprio per questo motivo se si soffre di crampi allo stomaco è una buona idea quella di tenere traccia di quel che si mangia in un vero e proprio diario alimentare che possa suggerire a noi e al nostro medico se sussiste qualche correlazione tra l’alimento assunto e la comparsa di problemi di natura intestinale.

Si tenga altresì conto che spesso i crampi allo stomaco possono verificarsi durante i giorni delle mestruazioni, o a causa di ulcere, calcoli renali, insufficienza renale o assunzione di farmaci che determinano tali sgraditi effetti collaterali.

Crampi allo stomaco e la cena

Per fare in modo che in seguito alla cena possano insorgere dei crampi allo stomaco, è importante che vengano seguiti alcuni consigli. Prima di tutto è meglio evitare di utilizzare dei cibi aggiungendo un quantitativo eccessivo di sale. Ebbene, questi ultimi possono portare ad un rallentamento dello svuotamento dello stomaco. Tutti quei cibi che si mangiano a cena dovrebbero essere rappresentati soprattutto da alimenti che sono notevolmente ricchi di liquidi. Si tratta, ad esempio, del minestrone, piuttosto che delle verdure, delle zuppe e dei brodi vegetali. Facendo riferimento alle verdure crude, invece, si dovrebbe optare per tagliarle in pezzettini molto piccoli. Grazie a questa soluzione riescono a rimanere molto meno a lungo all’interno dello stomaco. E, di conseguenza, non dovrebbero portare a dei particolari problemi. Di solito, infatti, i crampi rappresentano nient’altro che una reazione fisica alle contrazioni gastriche. Queste ultime hanno lo scopo di portare in avanti gli alimenti che sono stati consumati seguendo il tubo dell’intestino. È bene mettere in evidenza come ci sia la possibilità di impiegare l’aceto balsamico come condimento. Infatti, è particolarmente indicato per rendere più semplice il rilascio del cibo a partire dallo stomaco. Si consiglia, invece, di evitare la sera la verdura cotta o quantomeno non assumere porzioni eccessivamente abbondanti. È meglio evitare anche le bevande alcoliche, limitando notevolmente il pane. Un occhio attento e scrupoloso va anche dedicato alle associazioni di cibi che si mangiano a cena. Quindi, si suggerisce di evitare di associare uova e salumi, pesce e formaggi, ma anche salumi e formaggi. Queste particolari combinazioni di cibi, infatti, potrebbero facilmente portare ad un bruciore di stomaco.

Come rimediare ai crampi allo stomaco

Per rimediare ai crampi allo stomaco ci si può innanzitutto rivolgere alla serie di “soluzioni naturali”. Tra le principali non possiamo non ricordare la presenza della tisana alla camomilla, “storico” rimedio della nonna che serve a rilassare e calmare lo stomaco. Per una normale tazza di acqua bollente, utilizzare una bustina di infuso di camomilla o due cucchiaini di fiori di camomilla essiccati, da lasciare in infusione per 5 minuti. Quindi, filtrare e bere al momento del bisogno. Un’alternativa è rappresentata dalla tisana alla malva, dall’acqua di cottura del riso, dall’acqua e limone o dal decotto ai semi di finocchio. In tutte queste ipotesi si tratta, come potete vedere, di rimedi naturali che potete assumere senza particolari cautele e attenzioni.

Se tuttavia il problema si manifesta in maniera più dolorosa, i rimedi di cui sopra non apportano beneficio, e i pregiudizi vengono sofferti in modo molto ricorrente, il nostro consiglio non può che essere quello di ricorrere alle pronte consulenze da parte del proprio medico di fiducia, che vi aiuterà a trovare le cause di questo malessere e, di conseguenza, le modalità per poter ritrovare la giusta serenità.

Crampi allo stomaco in gravidanza

Tra i disturbi maggiormente diffusi nel corso dei primi mesi della gravidanza troviamo certamente i crampi allo stomaco. Oltre, ovviamente, a tutta una serie di dolori e spasmi che si verificano esattamente nei punti che si trovano proprio al di sotto dello sterno. Questi disturbi possono insorgere sia a stomaco vuoto che dopo aver mangiato. Le cause che comportano tali problematiche possono essere davvero numerose. Per questa ragione va cercato il rimedio che si dimostra maggiormente efficace, considerando anche che in caso di persistenza del disturbo, sarà meglio rivolgersi al medico curante o al ginecologo di fiducia.
I sintomi dei crampi allo stomaco in gravidanza
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di fitte che si manifestano all’improvviso insieme ad un dolore retro-sternale. In alcuni casi la sensazione di bruciore e fastidio può riflettersi anche sul petto. Non bisogna fare confusione con i dolori che fanno riferimento solo alla zona addominale e che possono derivare dalla zona intestinale o uterina. Come ad esempio le contrazioni di Braxton-Hicks, che sono particolarmente frequenti durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. Nel corso dei nove mesi di gravidanza c’è sicuramente un incremento delle possibilità di poter soffrire di reflusso acido. Nello specifico in relazione allo sviluppo del feto e all’aumento di dimensioni dell’utero. In questo modo, si ha una sorta di pressione sullo stomaco. In queste situazioni, i crampi possono senz’altro riflettersi sulla schiena e poi insorgere in associazione con acidità e digestione piuttosto rallentata. Pure il progesterone ha un ruolo fondamentale, dato che il suo incremento fisiologico durante la gestazione può andare a incidere sulla gestione, così come sulla motilità gastrica, provocandone un rallentamento.

Che alimentazione seguire in gravidanza

Ci sono diversi cibi che possono essere inseriti nella dieta di tutti i giorni della gestante e che possano aiutare nel prevenire i crampi allo stomaco. In modo particolare si consiglia di ridurre l’apporto di grassi, così come di alimenti fritti, bevande alcoliche e acide, caffè e cioccolato. Si consiglia anche di evitare di sdraiarsi subito dopo aver finito i pasti oppure di indossare degli abiti particolarmente attillati che vanno a provocare una compressione dell’addome. È meglio puntare che siano piuttosto ricchi di vitamina B1 e B2, in modo tale da limitare l’acidità gastrica.

Quando bisogna preoccuparsi?

Nel caso in cui il dolore allo stomaco assume dei contorni insopportabili e non insorge solamente ogni tanto, è necessario fare riferimento ad un professionista. Ci sono alcuni segnali che possono mettere in allarme la donna in gravidanza. Si tratta del sanguinamento, oppure un dolore che va a irradiarsi soprattutto sulla zona inferiore dell’addome. In altre occasioni, dei possibili campanelli d’allarme sono rappresentati dall’insorgere di uno stato febbrile oppure di vomito.

Crampi allo stomaco e diarrea

Può capitare di avvertire improvvisamente degli intensi crampi addominali insieme a delle scariche di diarrea. In queste occasioni capitano che ci siano anche altri sintomi, come vomito e nausea. Nella maggior parte dei casi questa situazione è correlata ad un’influenza intestinale. Si tratta dei sintomi tipici di un’intossicazione alimentare, piuttosto che di una gastroenterite virale. Il batterio che può aver scatenato il tutto può derivare da qualche alimento non esattamente fresco, che è stato precedentemente infettato e che ha causato una reazione di rigetto dell’organismo. Nel caso della gastroenterite virale, tutto deriva da un virus, di solito appartenente al gruppo degli enterovirus, che va a colpire esattamente la zona intestinale.