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Crampi in gravidanza: cosa sono, perché si verificano e quale la migliore terapia da seguire

Revisione scientifica a cura della Carol Leonardi

I crampi in gravidanza si verificano durante tutti i 9 mesi di gestazione, tuttavia sembrano acuirsi negli ultimi tre mesi prima del parto. Per l’esattezza per crampi solitamente si intendono quegli spasmi non volontari che colpiscono in maniera improvvisa un muscolo o una fascia muscolare. Quando questo accade il soggetto sente un forte dolore localizzato tale da interrompere qualunque altra attività in corso.

Durante la gravidanza i crampi interessano soprattutto gli arti inferiori: i polpacci, le cosce e i piedi (le piante e le dita). Normalmente i crampi costituiscono fitte di solo pochi minuti, che, sebbene sgradevoli e dolorosi, non indicano solitamente patologie o disturbi di grave entità, né per la madre né per il feto. Spesso è molto più preoccupante lo stato psicologico che si viene a creare a seguito del loro susseguirsi nelle gestanti.

Quali sono le cause dei crampi in gravidanza?

La spiegazione scientifica da attribuire ai crampi in gravidanza è molto semplice: la ridotta circolazione venosa nelle donne in stato interessante e gli squilibri elettrolitici cui sono soggette fanno sì che i muscoli si contraggano involontariamente in dolorosi spasmi per qualche minuto. Spesso infatti le donne in gravidanza hanno una carenza di sali minerali quali il potassio ed il magnesio, il sodio, il calcio ed il fosforo necessari per il corretto equilibrio dell’organismo: la manifestazione del corpo di fronte a queste carenze sono i crampi.

Oltre a questa causa è provato che una donna in gravidanza abbia una circolazione sanguigna arteriosa, ma anche e soprattutto venosa, rallentata per gli alti livelli di progesterone che in quel momento sono presenti nel suo corpo e per il suo aumento di peso. L’utero aumentando infatti di dimensioni va a premere sulla vena cava andando a rallentare il transito di sangue fra il cuore e gli arti inferiori, cui quindi arriva meno ossigeno. Un altro elemento che tende a favorire i crampi in gravidanza è la nicotina: questa infatti provoca dei vasospasmi, cioè il restringimento momentaneo delle arterie che tende a ridurre la circolazione nelle aree periferiche del corpo.

Qual è la terapia per i campi in gravidanza

I crampi, come abbiamo già detto, non sono un disturbo grave perché tendono ad aumentare solo durante gli ultimi tre mesi della gestazione e hanno la brevissima durata di pochi minuti. In linea di massima quindi è bene semplicemente non preoccuparsi, perché non sono il campanello per nessun grave disturbo, e di tenere duro fino al parto. Se tuttavia il fastidio è troppo grande, guardatevi bene da prendere medicinali poiché durante la gravidanza, si sa, è opportuno cercare di evitare di assumerne il più possibile.

È però possibile intervenire distendendo immediatamente il muscolo colpito da crampo ed eventualmente effettuare un massaggio su quella zona per riattivare la circolazione sanguigna. Partite dalla pianta del piede e salite effettuando con le mani delle pressioni circolari sulla gamba magari con dell’acqua fredda. Se siete sedute da molto o se i campi si acuiscono durante la notte potete provare ad alzarvi e fare due passi per la stanza, magari poi tenendo le gambe leggermente sollevate con un cuscino.

Per migliorare la situazione potreste anche agire intervenendo sulla vostra dieta, forse non è adeguata. Un’alimentazione sana può invece favorire la riduzione della frequenza dei crampi in gravidanza e prevenirne la comparsa: consumate alimenti ricchi di sali minerali come i legumi, i cereali, la frutta secca, le banane, i latticini e i vegetali a foglia verde. Cercate inoltre di bere molto. Quando vi è possibile aiutate la vostra circolazione praticando un poco di attività fisica, proporzionale a quanto opportuno per una gestante: una nuotata, una passeggiata, dello yoga o dello stretching muscolare.

Se ancora non è sufficiente questo tipo di intervento, rivolgetevi ad un medico per eventualmente farvi prescrivere degli integratori di sali minerali perché potrebbe essere troppo basso il livello di questi. Se il problema invece è proprio a livello di circolazione sanguigna, senza assumere medicinali, potrebbe essere il caso di indossare per quei tre mesi delle calze elastiche a compressione graduata come quelle prescritte solitamente per patologie vascolari: la pressione della calza favorirà lo scorrimento del sangue nelle gambe attraverso le vene fino al cuore. I crampi in gravidanza, vista proprio la delicatezza del momento, non vanno curati in altro modo se non quelli elencati. In caso di dubbi o se tutti questi sistemi non fossero sufficienti rivolgetevi ad un medico per non mettere a rischio la salute del vostro piccolo e la vostra.