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Curva glicemica: valori, esame e collegamento con il diabete mellito

Revisione scientifica a cura della Carol Leonardi

Per capire se si hanno problemi a livello di glicemia, oppure per controllare l’avanzare del diabete qualora se ne sia già affetti, si può effettuare una curva glicemica, un esame semplice di cui discuteremo a breve, cercando di capirne gli scopi e le modalità di funzionamento.

Per curva glicemica si intende un test adoperato per diagnosticare un eventuale diabete mellito, vale a dire una malattia che consiste in un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, dovuta a sua volta dalla mancanza dell’insulina prodotta dal pancreas.

Tale curva serve inoltre alle donne in stato di gravidanza per la diagnosi del diabete gestazionale, un’alterazione dei livelli di glucosio che si verifica solo in quella particolare circostanza.

Parametri di glicemia considerati nella norma

Stando alle valutazione mediche, vengono considerati normali tutti i valori di glicemia che stanno al di sotto della soglia dei 140 milligrammi per decilitro di sangue.

Superata quest’ultima, si possono considerare indice di una manifestazione prediabetica intollerante tutti quei valori compresi tra i 140 e i 200 mg/dl.

Infine, superato il valore dei 200 mg/dl, si parla di diabete vero e proprio, e si necessiterà la somministrazione dell’ormone insulinico per via endovenosa o mediante compresse a dosaggio differente, che varia sulla base del tipo di diabete stesso.

Come funziona l’esame della curva glicemica?

Il test della curva glicemica solitamente è richiesto nel caso di tutti coloro che, a digiuno, presentano valori di glicemia superiori a 100 mg/dl, ma inferiori tuttavia a 126 mg/dl, in quanto, come detto prima, si può trattare di una semplice patologia intollerate prediabetica.

La curva glicemica si effettua mediante alcuni brevi prelievi di sangue a intervalli di tempo regolari e prefissati, il primo dei quali avviene a stomaco vuoto.

Successivamente, il paziente dovrà ingerire una soluzione glucosata composta da acqua e da 75 grammi di glucosio, ed essere dopo due ore sottoposto ad un nuovo prelievo ematico.

Come viene effettuato il test?

Il paziente deve presentarsi al mattino presto, a digiuno. E’ un esame non invasivo, il cui unico fastidio (se si può definire tale paragonato ad altri esami) è il fatto di assumere la soluzione glucosata che è molto dolce. Alcuni pazienti possono infatti avvertire un senso di nausea.

Il paziente dovrà subito dare un prelievo a digiuno così da valutare i valori della glicemia. Dopo dovrà bere la soluzione composta da acqua e 75 grammi di zucchero. Il prelievo viene effettuato di nuovo dopo due ore.

Quando viene richiesto l’esame della curva glicemica?

Le donne incinte devono effettuare il test quando il ginecologo sospetta qualche fattore di rischio. La curva glicemica altrimenti viene richiesta dal medico per quel paziente che presenta il valore di glicemia alterato a stomaco vuoto. I valori in questo caso devono essere superiori a 100 mg/dl e inferiori a 126 mg/dl. Se è superiore a quest’ultimo valore, permette già al medico di diagnosticare il diabete mellito. Lo stesso vale se, in qualsiasi momento della giornata è calcolato il parametro, questo supera i 200 mg/dl. Anche il valore di emoglobina glicata sopra il 6,5% porta già alla diagnosi.

La curva glicemica per la valutazione del diabete gestazionale

Nel caso del diabete gestazionale i prelievi salgono ad un numero complessivo di tre, ma la modalità rimane comunque la stessa.

Ciò che cambia è invece la soglia limite dei valori di glicemia a stomaco vuoto: infatti per il diabete gestazionale rientrano nella norma valori inferiori ai 92 mg/dl a digiuno, mentre devono essere inferiori a 180 mg/dl trascorsa un’ora dall’assunzione della soluzione glucosata.

Infine, il terzo prelievo valuterà che il valore di riferimento di glicemia, passate due ore dall’ingestione della glucosata, sia inferiore ai 153 mg/dl.

I rischi connessi al diabete gestazionale

I rischi connessi al diabete gestazionale

Pur scomparendo alla conclusione della gravidanza, il diabete gestazionale resta una patologia da non sottovalutare affatto.

Qualora esso non venga diagnosticato in tempo infatti potrebbe essere diretta causa di altre patologie legate alla gravidanza e alle condizioni di salute del nascituro.

Tra queste annoveriamo:

  • una maggiore incidenza per quanto riguarda la gestosi, una patologia che colpisce le donne in stato di gravidanza, la quale presenta sintomi come edema e ipertensione, e che può aggravare la salute della mamma e del feto stesso;
  • un eventuale sovrappeso del neonato al momento della nascita, con tutte le conseguenze e i rischi che questa situazione comporta al momento del parto;
  • itterizia,
  • difficoltà nel respirare,
  • ipoglicemia;
  • il rischio da parte del nascituro di contrarre un diabete di tipo 2.

Per quanto concerne i sintomi principali del diabete gestazionale, essi sono:

  • la sete sovrabbondante;
  • il bisogno frequente di urinare;
  • la stanchezza cronica;
  • la presenza di glucosio nelle urine, la quale viene evidenziata in un normale esame di tale secrezione.

Se invece i valori sono normali?

I valori possono emergere da questo primo test, normali. Gli esperti raccomandano ugualmente di effettuare lo screening con curva glicemica. Il dottore può richiederlo con una tempistica diversa da una donna all’altra in base al fattore di rischio.

Come accennavo all’inizio di questo articolo, la curva glicemica è un test che deve essere eseguito la mattina a digiuno. La paziente deve bere 75 grammi di zucchero disciolti in acqua. Subito viene fatto il primo prelievo, dopo 1 ora deve fare il secondo e dopo 2 ore il terzo.

I valori limiti sono:

  • 1 test: 92 mg/dL
  • 2 test: 180 mg/dL
  • 3 test: 153 mg/dL

Sono considerati limite perché, se il valore risulta uguale o superiore, vi è la diagnosi di diabete gestazionale.

Quando e perché viene richiesta dal medico?

Quando e perché viene richiesta dal medico?

Lo specialista può richiedere lo screening ad un tempo variabile. Viene raccomandata tra la sedicesima e la diciottesima settimana quando vi sono fattori di rischio come ad esempio l’obesità oppure se in passato ha già avuto una gravidanza con diabete gestazionale.

Anche qualora la curva glicemica risulti normale, la donna a rischio deve ripetere nuovamente l’esame alla ventottesima settimana. Ci sono anche altri fattori di rischio meno determinanti, ma che portano il medico a consigliare uno screening tra la 24-28esima settimana. Quando:

  • La donna ha 35 o più anni
  • Quando c’è un leggero sovrappeso
  • Quando c’è stata una macrosomia fetale in una gravidanza precedente
  • Quando un parente stretto ha il diabete
  • Se proviene da una zona dove vi è una prevalenza di diabete maggiore, come il Medio Oriente e l’Asia Meridionale.

Solo chi è a rischio deve fare la curva glicemica?

In teoria potrebbe essere evitata, anche se c’è da dire che sono ben poche le donne non considerate a rischio oggi. Gli specialisti comunque la consigliano sempre per una questione di sicurezza. Ci sono infatti alcuni fattori di rischio che possono essere meno evidenti. Infine viene richiesta anche quando la donna ha, durante la gravidanza, un aumento di peso superiore ai 3 kg al mese. Oppure se vi è una crescita fetale superiore alla media oppure se c’è un aumento di liquido amniotico.

L’esame della glicemia deve poi essere ripetuto una seconda volta prima del parto, per valutare lo stato di salute. In particolar modo per avere una panoramica completa nell’eventualità di anestesia per cesareo.

Possibili effetti collaterali dovuti all’assunzione della soluzione glucosata

Pur restando un esame del tutto indolore, che non ha alcuna conseguenza per la salute, oltre che per nulla invasivo, soprattutto le donne in gravidanza possono manifestare sintomi come nausea e vomito a seguito dell’assunzione della soluzione zuccherata.

Tale reazione è possibile anche in soggetti particolarmente sensibili, ma viene considerata del tutto normale.