Echinococco, quando le larve della tenia formano delle cisti nel corpo

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Echinococco

L’echinococco è la tenia di echinococco che si trova negli animali, ma che può facilmente raggiungere l’uomo, e la sua forma più comune è l’Echinococcus Granulosus. Tale patologia era molto conosciuta sin dai tempi antichi, infatti il termine deriva dalla lingua greca e significa Bacca di Riccio, oppure Vescica d’Acqua. L’echinococco che si manifesta nell’uomo, tende a colpire il fegato, ma può raggiungere anche i polmoni, la milza, il peritoneo ed altri parti del corpo umano. Questa malattia è molto presente nelle zone dove vi è un’ampia diffusione delle pecore, che fungono da ospite intermedio, ma essa si può trovare in tutto il mondo, perché l’ospite definitivo è il cane.

Echinococco: modalità di contagio

L’echinococco colpisce l’uomo attraverso l’ingestione di cibo dove sono presenti le uova, come ad esempio la frutta e la verdura non pulita accuratamente. Attraverso la digestione, i succhi gastrici rompono le uova, facendo uscire in questa maniera l’embrione, che una volta libero, penetra dentro le pareti intestinali. L’embrione raggiunge il fegato mediante il circolo sanguino, oppure i vasi linfatici, ed è possibile visualizzare le cisti già dopo tre settimane dalle sua permanenza. La parte della ciste, prende il nome di pericistio, è non è originata dall’echinococco, ma bensì una reazione da parte del fegato, che cerca in tutti i modi di delimitare la grandezza delle cisti mediante la produzione di una capsula dalla consistenza fibrosa che la riveste. L’echinococco tendenzialmente cresce con una forma sferica, ma i vasi interni all’organo, possono modificare la sua forma, ed internamente, è presente un liquido iaditeo con il potere di stimolare al paziente delle forme allergiche importanti.

Possiamo descrivere l’echinococco dall’interno verso l’esterno costituito da:

1. Pericistio: è la parete della ciste che viene prodotta dal fegato come forma di difesa nei confronti della ciste stessa.
2. Parete della ciste: essa è costituita da due membrane: la prima prende il nome di Chitinosa, ed è situata nella parte esterna, la seconda invece si chiama Proligera, ovvero che serve alla cisti per riprodursi.
3. Liquido Idatideo: esso è il contenuto di ogni ciste, che si presenta con un colore limpido in grado di provocare nel malato gravi forme allergiche

Sintomi

In base ala sede della ciste da echinococco ed alla sua dimensione, varia la sintomatologia del paziente. Anche lo stadio di sviluppo delle sue manifestazioni, ed alla sua vitalità, è possibile che il soggetto colpito posa sviluppare altre infezioni. Uno dei sintomi più comuni è il forte dolore, che si manifesta in oltre l’80% dei malati di echinococco. Meno comuni ma con possibilità di manifestazione, sono i disturbi digestivi, la febbre, e l’ittero, ovvero una colorazione giallastra della pelle e disturbi dovuti a reazione allergiche come l’orticaria ad esempio.

Anche i problemi alle vie, potrebbero rientrare a far parte della sintomatologia che si manifesta nei pazienti affetti da echinococco. Con lo sviluppo delle cisti all’interno del fegato, queste possono esercitare una pressione sulle vie biliari, in grado anche di modificare la loro naturale posizione. Nei punti dove vengono a contatto le cisti con le vie biliari, queste si possono indebolire, considerando anche la pressione che c’è all’interno della ciste, che è sempre maggiore rispetto a quella presente nelle vie biliari. Tutto questo a una incidenza di circa il 10% sui malati di echinococco. Una volta che le cisti all’interno delle vie biliari si rompono, queste possono dare origine alle fistole, ed al passaggio delle cisti stesse nelle vie biliari, che possono comportarsi come fossero dei veri e propri calcoli, determinando infezione alle cisti stesse. In questo caso, la sintomatologia che può manifestare il paziente affetto da echinococco è simile a quella che si presenta per le coliche biliari, con la comparsa di ittero e reazioni allergiche molto simili all’orticaria. Una complicanza da considerare, è la rottura delle cisti, che si manifesta tendenzialmente in circa il 95% dei casi. Tale rottura può manifestarsi sia all’interno della cavità addominale, ovvero nel peritoneo nel 12% dei casi, oppure nel torace con il 10% delle probabilità, e nelle vie biliari come abbiamo citato sopra.

Diagnosi

Attualmente non vi sono esami del sangue diagnostici che permettono di visualizzare la presenza di cisti da echinococco nel fegato. Anche gli esami per le reazioni allergiche da echinococco, non sono sempre attendibili, per questo, la diagnosi corretta viene fatta in base ai risultati delle indagini radiologiche. Una volta effettuati, si presentano delle caratteristiche inconfondibili, ovvero lesioni ben demarcate, aspetto non filtrante, circoscritte che possono essere sia solitarie che multiple, oppure uniloculari o muliloculari. Con l’ecografia è possibile inoltre visualizzare l’aspetto reale delle cisti da echinococco, ed inoltre è possibile evidenziare la presenza di cisti figlie all’interno della ciste stessa, e riuscire a distinguere la causa principale dell’ostruzione delle vie biliari che hanno assunto una colorazione gialla.

L’esame più importante è la TAC, esso fornisce tutte le informazioni sulla vitalità delle cisti, mostrando anche la densità del liquido presente al loro interno ed inoltre, l’eventuale presenza di cisti figlie al di fuori del fegato. Uno dei segnali tipici in presenza di cisti da echinococco, sono le calcificazioni che vengono evidenziate nel 30% dei casi. Tale esame è molto importante per il chirurgo, per comprendere come sono posizionate le cisti e di conseguenza decidere o meno l’intervento. Un altro esame valido, è la Risonanza Magnetica, che può fornire al medico, molte informazioni per quanto riguarda il pericistio.