L’Ectasia Duttale è un disturbo che generalmente colpisce le donne di età compresa compresa tra i 30 e gli 80 anni, ma si riscontra specialmente durante il periodo della premenopausa. Si tratta di una disfunzione dei dotti galattofori che si dilatano in modo anomalo, provocando spesso dolore e altre complicazioni. Le cause di tale patologia sono ancora oggi sconosciute, anche se si ipotizza che gli estrogeni possono provocare una riduzione del processo su base autoimmunitaria. Va comunque curata immediatamente per non attuare il progresso della malattia che potrebbe portare ad altre patologie più serie, soprattutto di tipo infettivo.

Indicazioni per l’Ectasia Duttale

Tramite la dilatazione dei dotti galattofori può comparire una massa dolorosa retro-areolare dalle dimensioni variabili, che generalmente rientrano tra i 2 o 3 centimetri di grandezza. I sintomi di tale patologia comprendono: eczema dell’areola, bruciore e prurito all’altezza del capezzolo. Tale affezione potrebbe essere accompagnata inoltre da secrezione cremosa, ematica e sierosa e la fibrosi con l’ispessimento della parete del dotto, possono generare la retrazione del capezzolo e della cute circostante. L’Ectasia Duttale a lungo andare, se non curata adeguatamente o se trascurata, può trasformarsi in mastite, che a sua volta può comportare mastalgia, ovvero la formazione di piccoli ascessi ricorrenti e fistole, oppure tumefazione fissa, aspetto a buccia di arancia, deformazione dell’aspetto mammario ed alcune volte l’aumento dei linfonodi ascellari.Per una diagnosi corretta di questa malattia, bisogna rivolgersi dal medico specialista, che attraverso esami specifici come quello citologico del secreto del capezzolo, oppure mammografia, o risonanza magnetica, deve valutare la presenza o meno di un carcinoma. Se necessario, il medico potrebbe richiedere alla paziente l’esame di biopsia, per osservare da vicino la tipologia di tale malattia. In gran parte dei casi l’Ectasia Duttale non prevede dei trattamenti specifici, in quanto la malattia è autolimitante, ma in cosi di complicanze come eczema, ascessi o mastalgia, il medico specialista potrebbe prescrivere alla paziente dei trattamenti mirati, come una terapia antibiotica, e molto raramente è necessario un intervento chirurgico.

Mastite

La mastite è una malattia infettiva che può derivare dall’Ectasia Duttale, scatenata principalmente da un batterio che si trova all’interno dei dotti galattofori, da cui defluisce il latte materno fino a raggiungere il capezzolo. I batteri che scatenano la mastite sono generalmente lo stafilococco aureus e gli stafilococchi in generale. L’invasione di tali patogeni può essere favorita da diversi fattori: lesioni cutanee al seno causate da uno scorretto posizionamento del neonato durante l’allattamento, ragadi al seno, ristagno di latte materno nella mammella o scarsa igiene mammaria.

Mastite

Tale patologia comporta un forte dolore al seno, molto inteso e bruciante, che si accompagna da fastidio alla palpazione, dolore nell’allattamento, febbre alta, gonfiore mammario, malessere generale diffuso, rossore e sintomi influenzali. I primissimi sintomi della mastite sono molto simili a quelli che si manifestano in presenza di cancro al seno, ed è per questo che le due condizioni molto spesso vengono confuse, ma tramite una biopsia, si può accertare o escludere l’una o l’altra patologia. Prima di assumere farmaci indicati per il trattamento della mastite, è necessario consultare il proprio medico di base, che dopo una prima analisi dei sintomi, vi prescriverà una ulteriore visita specialistica.

Farmaci

I farmaci che vengono utilizzati maggiormente per la cura dell’Ectasia Duttale e della Mastite, sono tendenzialmente gli antibiotici, che nel secondo caso servono a rimuovere il batterio che ha scatenato la patologia, ed anche gli antidolorifici, utili per alleviare il fastidio, l’infiammazione ed il gonfiore al seno. Una cura antibiotica serve per debellare il batterio che ha scatenato la formazione della mastite, ed in genere il trattamento farmacologico dura circa due settimane, ed anche se la paziente avverte miglioramenti sin dall’inizio della terapia, è necessario non interromperla salvo complicazioni o reazioni allergiche, per evitare in questa maniera le recidive.

Il farmaco antibiotico deve essere prescritto dal proprio medico ed inoltre si devono eliminare quei medicinali i cui principi attivi vengono secreti nel latte in caso di allattamento materno e sono il Tetracicline ed il Metronidazolo. I farmaci antibiotici più utilizzati nel trattamento della mastite sono:

● Cefasprina: tale farmaco appartiene alla classe delle Cefalosporine e viene utilizzato per la cura della mastite. Dosaggio e tempi di somministrazione devono essere stabiliti dal medico specialista.

Cloxacillina: si raccomanda di assumere 500 mg di tale farmaco ogni 6 ore per 7 giorni consecutivi e va assunto nei 3 giorni seguenti dopo la remissioni dei sintomi.