eteroplasia

L’eteroplasia si caratterizza per essere una vera e propria anomalia che va a colpire quel processo di diversificazione dei tessuti che si manifesta nel corso della crescita embrionale. Tale situazione porta, una volta completata la fase di sviluppo embrionale, alla presenza di una determinata tipologia di tessuto in una parte dell’organismo in cui normalmente non si trova. Ad esempio le isole di mucosa gastrica all’interno dell’intestino oppure all’interno dell’esofago vengono provocate proprio da un’anomalia nel processo di diversificazione dell’epitelio endodermico che va a ricoprire il tubo digerente primitivo.

Eteroplasia mammaria

L’eteroplasia mammaria, nella maggior parte dei casi, viene classificata dividendola in duttale infiltrante e lobulare infiltrante. La differenza sta nella zona in cui si sviluppa il tumore, quindi se dalle cellule presenti nell’epitelio oppure in quelle dei dotti. Nella prima categoria si trova anche il NAS (tumore duttale infiltrante non altrimenti specificato) che si caratterizza per avere natura maligna e per svilupparsi con una certa aggressività, rappresentando quasi la metà dei tumori mammari. Nel secondo gruppo troviamo ben cinque tipologie di tumori, tra cui solido, tubulo-alveolare e misto. Troviamo poi anche il tumore di Paget, che trae origine dalle cellule epiteliali che si trovano all’interno del capezzolo, che presenta un rossore diffuso e in alcuni casi può anche sanguinare. Il tumore infiammatorio, invece, presenta un addensamento che ha uno sviluppo particolarmente rapido, che tante volte comporta notevole dolore per il paziente che ne soffre. La pelle che si trova al di sopra dell’infiammazione spesso è molto calda, con un generale arrossamento ed è decisamente tumefatta. Le metastasi vengono a formarsi in maniera rapida e precoce, andando a colpire in modo specifico il sistema linfatico. Un altro tumore mammario, molto meno diffuso dei precedenti, è il carcinoma giovanile, che però ha una prognosi un po’ meno delicata rispetto a tutti gli altri.

Eteroplasia prostatica

L’esame PSA permette di conoscere i livelli di concentrazione nel sangue di questa proteina della cui produzione si occupano le cellule che si trovano all’interno della ghiandola prostatica. Al giorno d’oggi, questo esame non viene più ritenuto come un vero e proprio marker tumorale. Infatti, ci sono anche delle situazioni di natura benigna che sono in grado di comportare un incremento dei livelli di PSA, come ad esempio le prostatiti (ovvero uno stato di infiammazione che va a colpire la prostata), ma anche l’ipertrofia prostatica benigna (la prostata assume delle dimensioni superiori a quelle normali). Ecco spiegato il motivo per cui attualmente l’esame PSA viene usato per valutare più che altro lo stato di salute della prostata. L’interpretazione dei valori di PSA deve essere sempre lasciata ad un esperto del settore, visto che tanti studi recenti hanno dimostrato come dei pazienti con livelli di PSA al di sotto della soglia di 4,0 ng/ml hanno sofferto successivamente di tumore, così come tanti soggetti con concentrazioni superiori non hanno sviluppato alcun tumore. In ogni caso, più è alto il livello di PSA rilevato e più sono alte le probabilità di poter fare i conti con un cancro alla prostata. Allo stesso modo, anche il progressivo incremento di tali valori nel corso del tempo è un indice di rischio da non sottovalutare.

Eteroplasia polmonare

Il tumore al polmone si caratterizza per poter nascere dalle cellule che si trovano all’interno dei bronchi, degli alveoli e dei bronchioli. In questo modo, può andare a bloccare il passaggio normale dell’aria, causando emorragie polmonari e bronchiali. Clinicamente, la distinzione tra i vari tumori polmonari è quella tra tumore polmonare a piccole cellule, che insorge nel 10-15% dei casi e tumore polmonare non a piccole cellule, che si verifica nell’85% dei casi. Il primo gruppo si caratterizza per svilupparsi a partire dai bronchi che hanno un diametro più elevato e va a colpire con maggiore frequenza chi fuma. Si caratterizza per avere una prognosi decisamente meno favorevole in confronto all’altra categoria di tumori polmonari, visto che la diffusione della malattia avviene con estrema velocità. Il tumore non a piccole cellule, invece, si può suddividere a sua volta in adenocarcinoma, carcinoma spinocellulare e carcinoma a grandi cellule. Nel primo caso, il tumore si sviluppa colpendo i bronchi che hanno un calibro inferiore ed è la tipologia di eteroplasia polmonare maggiormente diffusa tra coloro che non hanno mai fumato. Inoltre, spesso è correlato con la presenza di cicatrici polmonari, dovute ad esempio a pleuriti o a precedenti infezioni che hanno colpito i polmoni.

Nel secondo caso il tumore va a colpire i bronchi di medio-grosso calibro e viene provocato dal fumo di sigaretta. Infine, il carcinoma a grandi cellule si caratterizza per insorgere raramente e per andare a colpire differenti zone del polmone, con una diffusione molto rapida. Infine, ci sono dei casi in cui il tumore non si sviluppa a partire dall’epitelio, ma da dei tessuti differenti. Ad esempio, si possono formare dei tumori polmonari derivanti da tessuti nervosi o endocrini oppure dal sistema linfatico (linfoma polmonare).