Fame chimica, cos’è e come si controlla

Che cos'è la fame chimica, come "funziona" nel nostro organismo, e in che modo è possibile controllare la sensazione di appetito.

Fame chimica
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Il controllo dell’appetito negli esseri umani è un processo molto complesso, che coinvolge principalmente il sistema nervoso, il quale trasmette messaggi sotto forma di segnali elettrici attraverso il cervello e i nervi, permettendoci di controllare la sensazione di fame.

Anche se questo sistema può apparire simile a un più tecnico approccio di cablaggio elettrico, le estremità nervose non sono collegate tra loro. Per trasmettere il messaggio da un nervo ad un altro, deve essere infatti rilasciato un neurotrasmettitore chimico.

Alcuni dei più noti neurotrasmettitori chimici sono la serotonina (5HT), la dopamina e la noradrenalina. I ricercatori hanno studiato questi neurotrasmettitori per anni per scoprire come la trasmissione dei messaggi possa essere cambiata selettivamente per produrre risultati specifici. E, tra i vari, proprio per poter controllare l’appetito.

Farmaci che sopprimono l’appetito

Alcuni farmaci sono stati sviluppati per influenzare i tre neurotrasmettitori di cui sopra, nel tentativo di controllare l’appetito e combattere l’eccesso di cibo che porta all’obesità:

  • un aumento selettivo del rilascio di serotonina o un’attività di 5HT, ad esempio, sono in grado di sopprimere l’appetito (la sibutramina, per citare uno dei casi più noti, è un inibitore selettivo della serotonina o della ricaptazione 5HT);
  • l’aumento selettivo del rilascio di dopamina sopprime l’appetito (si pensi all’anfetamina);
  • un aumento selettivo della noradrenalina sopprime l’appetito (come la fentermina).

Si tenga presente che i soppressori dell’appetito farmaceutici che includono queste 3 monoammine, possono avere tutti una grande varietà di effetti collaterali. Per essere sicuri di assumere l’elemento corretto, dunque, si dovrebbe prendere tali soppressori dell’appetito solo sotto controllo medico e fermarsi immediatamente se si sviluppano effetti collaterali negativi.

Monoammine per controllare l’appetito

La ricerca medica ha anche dimostrato che le cosiddette monoammine sono prodotte nel corpo umano a partire dagli aminoacidi: un fattore importante nella produzione di monoammine è la disponibilità di substrato o materiale di base, da cui queste sostanze chimiche sono prodotte nel nostro corpo.

È quindi teoricamente possibile aumentare le concentrazioni di queste monoammine che sopprimono l’appetito nel nostro corpo attraverso la manipolazione alimentare.

Fattori alimentari che stimolano la sintesi delle monoammine

Se abbiamo bisogno degli aminoacidi tirosina e triptofano per produrre dopamina, norepinefrina e serotonina o 5HT, allora è logico che aumentare la quantità di tirosina e triptofano nel corpo aumenterà la loro produzione e potrebbe causare la soppressione dell’appetito.

Per aumentare la disponibilità di questi 2 aminoacidi, è possibile procedere con due procedimenti.

Aumentare il triptofano

Contrariamente alle aspettative, i livelli dell’aminoacido triptofano non aumentano mangiando diete molto ricche di proteine. Per aumentare i livelli cerebrali di triptofano e quindi aumentare la produzione di serotonina o 5HT è invece necessario seguire una dieta ricca di carboidrati.

Poiché la serotonina è la sostanza chimica del cervello che ci fa sentire più positivi e felici, questo spiega anche perché la gente ha voglia di carboidrati. I lettori spesso chiedono cosa possono fare per controllare le loro irresistibili spinte a mangiare zucchero, dolci e amidi trasformati. E uno dei motivi per cui hanno questi impulsi è probabilmente il fatto che i livelli cerebrali di serotonina sono bassi. Mangiando zucchero, dolci e amidi aumentano i livelli di triptofano cerebrale che a sua volta aumenta la produzione di serotonina o 5HT e li fa sentire più positivi.

Lo stimolo a mangiare carboidrati è un segnale del proprio corpo che si ha un problema con la produzione di serotonina, o che l’assunzione di base di carboidrati è troppo bassa. Per rimediare a questa situazione è necessario assicurarsi di mangiare una quantità sufficiente di carboidrati non lavorati o minimamente lavorati. La dieta ad alto contenuto di carboidrati deve inoltre contenere moderate quantità di proteine a basso contenuto di grassi come la carne magra, il pesce, le uova, il latte magro e i prodotti caseari per fornire triptofano all’organismo.

Aumentare la dopamina e la noradrenalina

Per aumentare la produzione di queste 2 monoammine gli esseri umani hanno bisogno di una dieta ad alto contenuto proteico.

L’uso di diete ad alto contenuto proteico è associato a molti rischi e, tra i vari, tali includono un apporto troppo elevato di grassi saturi e colesterolo, che possono avere un effetto negativo sui livelli di grassi nel sangue, sviluppo di acidosi e chetosi con danni ai reni, coma e morte, costipazione e una varietà di altri effetti negativi.

Se si desidera aumentare l’assunzione di tirosina, dunque, può essere più sicuro utilizzare un integratore di aminoacidi a basso contenuto di grassi insieme ad una dieta normale, piuttosto che una dieta sovraccarica di proteine grasse. Ancora una volta, non è una buona idea esagerare con questa integrazione!

Approfondimenti e bibliografia

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia