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Flutter atriale, un’anomalia nei battiti del cuore facilmente risolvibile

Il flutter atriale è un’alterazione del battito cardiaco in sede atriale, e per effetto di tale aritmia il battito subisce irregolarità con manifestazioni violente di tachicardia. A differenza della fibrillazione atriale, tali modificazioni del battito si manifestano in maniera più lieve ed hanno un impatto completamente differente a livello ventricolare. In base alle modalità con il quale insorge la patologia, possiamo distinguere due tipi di flutter: il primo è una forma parossistica che insorge bruscamente ed in maniera repentina e l’altra è una permanente che si manifesta in maniera graduale.

Flutter atriale: le cause

Per quanto riguarda le cause, i sintomi la diagnosi e la terapia del flutter atriale e della fibrillazione sono molto simili, perché come avviene per il secondo caso, l’insorgenza potrebbe essere dovuta ad altre patologie importanti, come una cardiopatia o ipertiroidismo, oppure dovute ad abuso di alcol e droghe o caffeina e sigarette. E’ possibile che il flutter atriale possa insorgere in maniera spontanea anche in persone sane che hanno uno stile di vita corretto ed equilibrato e non manifestano patologie.

I sintomi che si manifestano a causa di tale malattia sono: palpitazione, dispnea, sincope, dolore al torace e astenia, anche se il più delle volte tali sintomi si manifestano lievi o addirittura non insorgono. Per comprendere la vera entità del flutter atriale, il paziente deve sottoporsi ad una visita cardiologica, che prevede alcuni esami diagnostici di routine ovvero l’elettrocardiogramma, ecocardiogramma e radiografia al torace.

La terapia alla quale verrà sottoposto il paziente può variare in base alle origine del disturbo e se gli esami hanno riportato alla base una patologia scatenante. Il flutter e la fibrillazione atriale possono insorgere contemporaneamente nello stesso paziente ed in questo caso specifico, il medico dovrà valutare con estrema attenzione lo stato fisico del soggetto, perché tendenzialmente alla base di queste due patologie insorte su un paziente solo ci può essere la formazione di emboli o trombi.

Flutter atriale: cause

Le cause che scatenano il flutter atriale sono numerose, ma tendenzialmente alla base ci sono delle cardiopatie, per questo un soggetto affetto da insufficienza cardiaca dovuta ad una cardiopatia reumatica o valvolare, è potenzialmente più esposto a manifestare tale patologia. I disturbi del cuore più influenti sono:

Cardiopatia reumatica

– Cardiopatia valvolare

– Infarto del miocardio

– Coronopatia

Ipertensione arteriosa

– Pericardite

Soffrire di ipertensione arteriosa non significa essere cardiopatici, ma è una patologia che predispone chi ne è affetto ad un infarto del miocardio oppure a sviluppare una coronopatia per questo rientra a far parte dei fattori che determinano il flutter atriale. Alla base di questa patologia ci sono anche dei disturbi che non interessano il cuore che possono determinare il flutter atriale e sono:

Ipertiroidismo

– Obesità

– Esofagite da reflusso

– Malattie respiratorie

– Squilibri elettrolitici

Altri fattori che non si considerano patologici possono determinare la comparsa di un flutter atriale, che tende poi a scomparire spontaneamente, sono:

– Utilizzo di droghe

Abuso di alcol

– Tabagismo

– Farmaci

– Ansia

– Abuso di caffè

Correggere tali abitudini sostituendoli con uno stile di vita sano, aiuta alla risoluzione del problema e a prevenire l’insorgenza stabile di flutter atriale. Non va dimenticato che uno stile di vita non corretto è la strada che conduce all’insorgenza di patologie cardiache importanti.

Flutter atriale: sintomi

I sintomi di tale patologia sono strettamente connessi con la forma con il quale si manifesta in un individuo. Quando a colpire un soggetto è il flutter atriale di origine parossistica, i sintomi che si manifestano non molto evidenti, ma dobbiamo tenere presente che il pericolo si cela dietro alle forme permanenti, perché all’origine di queste c’è sempre una disturbo patologico importante. Uno delle conseguenze del flutter atriale, seppur in minore misura rispetto alla fibrillazione atriale, è la predisposizione del paziente a sviluppare ictus ischemico oppure cerebrale. Questo è dovuto alle numerose contrazioni irregolari che si manifestano prima nell’atrio e poi nel ventricolo, andando ad incidere in maniera negativa sulla gittata cardiaca e sul flusso sanguigno che si manifesta in maniera turbolenta.

Un flusso turbolento può creare lesioni all’interno dei vasi sanguigni e dare origine a dei trombi, ovvero masse molto solide di piastrine che si attivano per riparare la lesione. Una volta formato il trombo, questo ostacola in normale flusso sanguigno, andando anche ad occludere i vasi interessati. Con il continuo passaggio di sangue, questo può sfaldarsi dando vita agli emboli, ovvero particelle composte da cellule piastriniche libere. Un embolo attraverso il sistema vasale può raggiungere il cervello ed impedire l’irrorazione del sangue all’area cerebrale. Tale complicanza si verifica con maggiore probabilità nei soggetti colpiti da flutter atriale alternato a fibrillazione atriale, oppure se il paziente è affetto da patologie valvolari che determina la dilatazione atriale come ad esempio la stenosi mitralica.