Gonadotropina Corionica, un ormone fondamentale per la gravidanza

162
Gonadotropina Corionica

La Gonadotropina Corionica è l’ormone della gravidanza, che rientra a far parte come ci suggerisce la parola stessa della famiglia delle Gonadotropine. Essa agisce sulle gonadi femminili, ovvero sulle ovaie.

Funzioni della Gonadotropina Corionica

Come abbiamo inoltrato, la Gonadotropina Corionica è un fondamentale ormone della gestazione, che svolge un ruolo importante specialmente nel primo periodo della gravidanza.

Esso è in grado di mantenere attivo il corpo luteo che si è formato attraverso l’ovulazione. Quest’ultimo deriva infatti dal follicolo che avrà liberato l’ovocita fecondato in un successivamente.

Mantenere il corpo luteo è fondamentale agli inizi della gestazione, perché è lui ha produrre il progesterone, altro ormone implicato nello sviluppo della decidua.

Con il passare delle settimane questa funzione tende ad esaurirsi, perché sarà la placenta stessa a garantire all’organismo la produzione della Gonadotropina.

Questo ormone è stato utilizzato per moltissimo tempo per svolgere gli stessi test di gravidanza. Inizialmente venivano svolti con metodi biologici, sperimentati su animali da laboratorio e successivamente tramite le diverse tecniche radio-immunologiche. Esse consentono di migliorare il dosaggio della HCG comprese le frazioni di alfa e beta.

Tale dosaggio è anche molto utile per monitorare alcune condizioni patologiche come ad esempio la minaccia di aborto oppure le gravidanze ectopiche.

Per comprendere il dosaggio della Gonadotropina Corionica basta semplicemente eseguire i test ematici oppure delle urine.

Sintesi della Gonadotropina Corionica

Sintesi della Gonadotropina Corionica

La Gonadotropina Corionica Umana è una glicoproteina liberata durante la gravidanza dalla placenta.

L’HCG inizia ad essere prodotta a partire dalla blastocisti, ancora prima che avvenga il vero e proprio impianto. La sua presenza nel circolo sanguigno della madre può essere visibile circa dopo 7 giorni dall’ovulazione che a sua volta avrà dato origine al concepimento.

A tal proposito è opportuno ricordare che sin dai primi giorni di gestazione l’uovo fecondato va incontro ad un processo molto veloce di moltiplicazione delle cellule. Esso infatti passa dallo stadio di morula a quello di blastocisti.

L’annidamento in utero avviene dunque circa dopo 8 giorni dal concepimento stesso.

Da questo momento in poi il quantitativo di Gonadotropina Corionica Umana presente nel circolo sanguigno materno tenderà ad aumentare in maniera consistente fino al terzo mese di gestazione. Successivamente diminuirà fino a quando non si stabilizzerà intorno al quarto mese di gravidanza.

Con l’aumento contemporaneo a livello placentare di progesterone avverrà un calo di HCG nel sangue materno.

Impiego nello sport

In ambito sportivo la Gonadotropina Corionica Umana viene utilizzata principalmente per stimolare la produzione di testosterone da parte delle cellule testicolari, minando così le normali funzionalità dell’ormone.

Utilizzare questo omone è considerato una pratica dopante e molto pericolosa per la vita. Si utilizza principalmente per riattivare la produzione endogena di testosterone dopo l’interruzione dell’abuso di steroidi anabolizzanti.

Bi test in gravidanza

Il Bi test detto anche test combinato è un esame non invasivo che si effettua tra l’undicesima e la quattordicesima settimana di gravidanza.

Questa indagine si può effettuare in due diverse tipologie:

  1. Tramite ecografia addominale materna per calcolare la grandezza della fessura traslucida, utile a comprendere in base al suo spessore se il bambino è affetto o meno dalla Sindrome di Down.
  2. Tramite semplicissimo prelievo del sangue della futura mamma per visualizzare i livelli di HCG e di PAPP-A

IL Bi trst è un esame molto imporrante perché consente di visualizzare il rischio che un feto possa essere portatore o meno di alcune alterazioni del cromosoma, come ad esempio la trisomia 21, che corrisponde alla Sindrome di Down, oppure alla trisomia 18 che corrisponde alla Sindrome di Edwards, già a partire dal primo trimestre di gravidanza.

Essendo un esame non invasivo non comporta alcun rischio per il bambino o il rischio di aborto, e può essere prescritto ed effettuato da tutte le mamme che stanno affrontando una gestazione.