Granuloma anulare, infiammazione della pelle asintomatica

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granuloma anulare

granuloma anulare

Il granuloma anulare è una patologia di tipo infiammatorio che va a colpire la pelle e che causa l’insorgere di tutta una serie di lesioni sulla cute dalle dimensioni notevolmente ridotte, ma poste in rilievo. Una delle principali caratteristiche di tali lesioni è la disposizione a semicerchio piuttosto che ad anello. Il granuloma anulare si può considerare una malattia di natura benigna e che può insorgere con una notevole frequenza, anche se per il momento le cause sono del tutto sconosciute. Per via del fatto, però, che presenta numerose somiglianze con le patologie autoimmuni, si pensa che abbia una natura decisamente simile. In relazione alle modalità con cui insorge questo tipo di granuloma può essere classificato in diverse forme: si tratta di quello localizzato, quello generalizzato, quello subcutaneo, quello perforante, quello tipico delle infezioni da HIV, come ad esempio nel caso dell’AIDS, quello del tipo a macchie.

Quanto è diffuso il granuloma anulare

granuloma anulare

Questo tipo di granuloma è una condizione che può insorgere piuttosto di frequente. Sembra che i pazienti che subiscono maggiormente questa problematica abbiano circa 30 anni e di solito le donne sono più colpite rispetto agli uomini. Il granuloma anulare che capita più spesso si presenta in una forma localizzata. La seconda tipologia di questo granuloma che insorge più di frequente è la forma generalizzata (nel 10-15% dei casi). Infine, nei bambini insorge con la maggiore frequenza la forma subcutanea e va a colpire soprattutto bambini tra 2 e 5 anni. La forma di granuloma che insorge molto più di rado è quella perforante, che può insorgere sia nelle persone giovani che in quelle adulte.

Quali sono le possibili cause

granuloma anulare

Per il momento le cause che provocano l’insorgere di tale patologia non sono conosciute. Dal momento che tante persone che soffrono di granuloma anulare sono colpiti anche da diabete, ma anche tumori, iperlipidemia, disturbi della tiroide oppure da una patologia autoimmune, diversi gruppi di ricercatori hanno voluto mettere in evidenza come possa esistere un nesso tra le varie condizioni. Secondo altre teorie, che però rimangono sempre in secondo piano fino a questo momento, tale patologia deriverebbe da una reazione allergica al glutine, piuttosto che al rame oppure al vaccino antitetano. In alcuni casi, pare che questo tipo di granuloma possa essere una risposta del corpo umano ad una frattura ossea.

Quali sono i principali sintomi

granuloma anulare

A parte le protuberanze che si formano sulla pelle, questa patologia di solito non presenta particolari sintomi. In alcuni casi, piuttosto rari, questo disturbo va a causare delle sensazioni di prurito e di bruciore. Ogni tipologia di granuloma anulare, ad ogni modo, presenta delle peculiarità ben precise. Ad esempio, nel caso della forma localizzata, spesso i sintomi sono rappresentati dall’insorgere di papule che hanno un diametro pari a circa 1-2 millimetri e con una tipica colorazione tra il rosa e il rosso. Nella forma generalizzata, invece, le papule compaiono in un numero decisamente più elevato in confronto alla forma localizzata, con un diametro che può variare tra 3 e 6 millimetri e possono anche provocare prurito e bruciore. Le parti del corpo che vengono colpite più spesso sono il tronco e gli arti. Nella forma subcutanea, invece, insorgono delle lesioni in modo particolare nella parte più interna della pelle. Spesso tali aree hanno una colorazione simile rispetto alla cute e hanno una struttura piuttosto rigida. Nella forma perforante, invece, troviamo delle papule che hanno una colorazione tipicamente tra il rosso e il rosa, con un diametro che può variare tra 1 e 4 millimetri.

Come si arriva ad una diagnosi

Per la diagnosi di tale patologia è fondamentale che il medico esegua un esame obiettivo, che dovrà poi essere associato ad un’analisi di laboratorio eseguita su un campione di cellule della cute del paziente. Nel corso dell’esame obiettivo, il medico dovrà valutare con estrema attenzione le papule presenti sulla pelle del paziente, cercando di individuare la consistenza, per poi comprendere meglio quali siano i sintomi che vengono avvertiti dal paziente. Successivamente sarà la volta della biopsia cutanea, che prevede la raccolta e poi l’analisi di un campione di cellule della cute che vengono ottenute da una delle varie lesioni. Quando tale patologia è presente, le cellule in questione hanno una consistenza istologica che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni differenti. Ecco spiegato il motivo per cui la biopsia cutanea rappresenta il sistema migliore per avere la conferma o meno della patologia in corso.

Quale terapia bisogna adottare

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In tanti casi questa patologia guarisce in maniera del tutto spontanea, senza dover ricorrere a specifiche cure. Di solito i trattamenti hanno lo scopo di ridurre le tempistiche di guarigione. Diversi medicinali a base di corticosteroidi possono essere utili e di conseguenza rappresentano le cure più diffuse. In alternativa, si può puntare anche sull’ablazione laser, così come sulla crioterapia, ma anche su dei trattamenti a base di farmaci immunosoppressori. Molte volte, però, si interviene esclusivamente per una motivazione estetica, anche se spesso i risultati non sono proprio apprezzabili.