Hamolind, rimedio efficace per la cura delle emorroidi

Hamolind è un prodotto consigliato per poter effettuare un trattamento nei casi di emorroidi interne ed esterne, infiammazioni e sensazione di ferita all’ano, disturbi emorroidali con prurito e bruciore, e leggere perdite di sangue delle emorroidi.

Hamolind
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Si tratta di un rimedio efficace, spesso consigliato quando non sono sufficienti o non sono sufficientemente risolutori altri trattamenti come creme e unguenti. Ma quali sono le sue principali caratteristiche?

Come abbiamo già avuto modo di anticipare, Hamolind è uno dei rimedi più efficaci per le emorroidi interne ed esterne.

Il merito del suo efficace funzionamento risiede nella disponibilità – tra gli ingredienti – di sostanze con effetti venotropi di idrolisato proteico (plesso venoso emorroidale), che vengono attivate e stabilizzate nel sito interessato con uno speciale e particolare meccanismo.

Il principio attivo di cui è dotato Hamolind agisce direttamente nel tessuto emorroidario, contribuendo a ripararlo e a rafforzarlo, e andando così a prevenire futuri episodi di questa natura, e contribuendo altresì a ridurre il dolore, il bruciore e il fastidio avvertiti, oltre che gli altri sintomi determinati dalla patologia dell’episodio emorroidario in atto.

Il medicinale in questione ha inoltre la natura di essere qualificabile come un prodotto simil-omeopatico. In altri termini, pur non trattandosi di un vero e proprio prodotto omeopatico, può comunque vantare la caratteristica di non aver alcun effetto collaterale di rilievo, e di essere a base di ingredienti perfettamente naturali.

Come funziona

A conferma di quanto abbiamo anticipato nel precedente paragrafo, Hamolind è consigliato anche alle donne che hanno appena partorito, con prescrizione in caso di trombosi emorroidaria, nelle ipotesi di sanguinamento per emorroidi interne e simili.

Il “segreto” di questo integratore alimentare risiede nel suo contenuto di idrolisato protenico che viene usato principalmente per le proprie proprietà venotropiche.

Come assumerlo

Hamolind può essere assunto per via orale sotto forma di compresse da sciogliersi sotto la lingua. Se assunto in tal modo, insieme ad un trattamento locale esterno, il prodotto può favorire il deciso e tempestivo rafforzamento del tessuto connettivo, la cui debolezza è proprio una delle determinanti maggiormente frequenti di emorroidi.

emorroidi interne ed esterne
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Ricordiamo anche che le compresse di Hamolind devono essere assunte lasciando sciogliere lentamente le compresse in bocca, da mezz’ora fino ad 1 prima dei pasti. È preferibile farle sciogliere, come già ribadito sotto la lingua o contro la parete interna della guancia. In questo modo il prodotto verrà assimilato più rapidamente. È invece opportuno evitare di masticare le compresse.

Per quanto concerne il dosaggio, è bene cercare di seguire le indicazioni elaborate dal proprio medico curante. Il foglietto informativo suggerisce comunque, durante i primi 5 giorni di cura, di prendere 2 compresse per 3 volte al giorno. Successivamente, il dosaggio potrà essere ridotto a 2 compresse al giorno per 3 – 4 settimane, o fino a quando il medico lo riterrà opportuno.

Effetti collaterali

Come abbiamo già avuto modo di accennare qualche riga fa, Hamolind è un prodotto quasi omeopatico e, dunque, nessun effetto collaterale è stato riscontrato fino ad ora nell’uso di tale medicinale, anche nell’ipotesi di trattamenti prolungati.

Naturalmente, trattandosi di un prodotto medicinale, è raccomandato alle persone che usano Hamolind la necessità di prestare particolare attenzione alla propria igiene quotidiana e di preferire una dieta ricca di fibre, favorendo così la guarigione da tutti i sintomi più pregiudizievoli.

Anticipato quanto precede, non possiamo che rammentarvi l’importanza di consultare il medico in caso di peggioramento dei sintomi, o di cambiamento degli stessi, così come nel caso in cui dopo l’assunzione del prodotto non vi siano dei miglioramenti evidenti.

Ogni cambiamento nell’assunzione di questo medicinale o di altre abitudini alimentari dovrà evidentemente essere condiviso con il proprio medico o con il farmacista.

Approfondimenti e bibliografia

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia