Incontinenza urinaria: perdita involontaria di urina. Che fare?

Incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è un disturbo che può avere un impatto negativo sul soggetto, che risente dal punto di vista emotivo, psicologico e sociale della situazione. Di solito, in tutti i casi, ci sono cure che possono migliorare il problema e rendere possibile convivere con esso.

L’incapacità di controllo dello svuotamento della vescica è denominato enuresi. Questo termine si usa in molti casi in relazione all’incapacità di continenza dei bambini, che non riescono a controllare la minzione fino a qualche anno di età. Con i termini incontinenza urinaria invece si fa riferimento agli adulti che per qualche motivo, perdono la capacità di controllo della minzione. In molti casi questo problema costituisce un sintomo di altri problemi di salute.

La funzione urinaria viene controllata dalla sinergia tra le vie urinarie ed il cervello. Nello specifico, la continenza ed anche la minzione, sono il risultato dell’equilibrio fra le azioni volontarie dei muscoli (il sistema nervoso somatico) e fra quelle involontarie, che dipendono dal sistema nervoso autonomo e che vengono coordinate dai riflessi.

Quando la minzione è terminata, riprende la fase di riempimento. L’urina in questo caso si raccoglie nella vescica e vi resta fino alla sue eliminazione. Questa avviene attraverso l’uretra. La vescica è quindi un serbatoio di accumulo e anche una pompa per l’espulsione dell’urina. Lo stimolo a urinare insorge dal momento che la vescica è piena a 1/3 della sua massima capacità (circa 200 ml). In questo momento le sue pareti si distendono e questo determina l’invio di segnali nervosi al cervello e al midollo spinale.

Di conseguenza il sistema nervoso invia il segnale di svuotamento. I nervi del midollo stimolano il muscolo detrusore a contrarsi e inducono allo sfintere interno di rilassarsi. Lo sfintere è il muscolo che si trova sul collo della vescica. La persona avverte quindi la necessità di svuotare la vescica. Da quel momento contraendo in modo volontario lo sfintere, il soggetto trattiene l’urina. Lo stimolo allo svuotamento si rinnova ogniqualvolta si crea pressione sulla vescica. Si alterna lo stimolo di riflesso allo svuotamento e la volontaria inibizione, fino a quando la minzione non viene concessa.

In che cosa consiste

Da quanto detto, la continenza è regolata da due sfinteri, uno sul collo vescicale, involontario, e uno ubicato sull’uretra, controllato dal sistema nervoso volontario. Compartecipano alla continenza anche i muscoli pelvici, i legamenti di uretra e collo vescicale e le strutture nervose coinvolte.

Di contro è chiaro che l’incontinenza può essere data da:

  • da una insufficiente chiusura del collo della vescica, che ad ogni sforzo lascia passare urina (incontinenza da sforzo);
  • da una iperattività dei muscoli involontari che circondano la vescica (incontinenza da urgenza).

Cause

L’incontinenza è un disturbo che interessa perlopiù la popolazione femminile a causa degli ormoni e dell’anatomia dell’apparato urinario. La gravidanza e il parto (anche quello con taglio cesareo) sono elementi che fanno incrementare il rischio di incontinenza urinaria. Queste condizioni infatti determinano un indebolimento dei muscoli e della zona pelvica (dei legamenti). Tutto questo causa l’ipermobilità uretrale, ovvero una non perfetta chiusura dell’uretra. Dopo il parto le donne interessate al problema sono il 20-40%, ma nella maggior parte delle volte si tratta di una fase transitoria ed è incontinenza da sforzo.

Un’altra causa dell’ incontinenza urinaria è il prolasso dell’utero, che interessa il 50% delle donne che hanno partorito. Perdite di urina si possono inoltre verificare durante la menopausa, a causa del calo degli estrogeni. La terapia sostitutiva con estrogeni, stranamente, non risolve comunque il problema.

Negli uomini, il problema può essere dato da iperplasia prostatica benigna, ovvero dall’ingrossamento a livello della ghiandola prostatica. Questa la causa principale. In altri casi, si può avere un tumore alla prostata o l’ incontinenza urinaria può essere il risultato della sua cura. Interventi chirurgici in questa zona e radioterapia possono infatti indebolire la muscolatura che regola la minzione. Uomini e donne possono manifestare l’ incontinenza urinaria a causa dell’invecchiamento e del conseguente indebolimento dei muscoli suddetti, nonché a causa della diminuita capacità della vescica.

Altre cause del disturbo possono essere l’assunzione di determinate bevande, nello specifico quelle con caffeina, diuretici, farmaci e lassativi. Anche patologie come ipertensione, diabete, dolori alla schiena, morbo di Alzheimer, obesità, possono infierire negativamente sulla capacità di trattenere l’urina. Le infezioni del sistema urinario possono far crescere la necessità di urinare di continuo.

Approfondimenti e credit

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia