Mola vescicolare: conoscere i sintomi per capirla meglio

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    Tuttavia, sarà sempre necessario eseguire dei controlli di routine perché esiste una piccola probabilità di sviluppare un determinato tipo di cancro.

    A volte può accadere che, durante il concepimento, uno spermatozoo fecondi un ovulo vuoto, ossia un ovulo che non porta con sé alcun cromosoma o materiale genetico. In circostanze normali, l’ovulo fecondato vuoto sarebbe morto e non si impianta nell’utero. Ma raramente questo non succede e l’impianto avviene. Le cellule del trofoblasto crescono come una massa disorganizzata di tessuto, ma l’embrione non si sviluppa. In questo caso si parla di mola vescicolare completa.

    La mola vescicolare parziale, invece, è possibile anche se il concepimento non avviene normalmente. Di solito, la causa sono due spermatozoi che fecondano un uovo normale. Ciò significa che c’è troppo materiale genetico presente e la crescita del tessuto trofoblastico supera quella di qualsiasi tessuto fetale, con il risultato che il feto non si sviluppa in modo normale.

    In entrambi i casi non verrà prodotto un bambino vivo. Si parla di gravidanze non vitali, non adatte alla creazione di una nuova vita.

    Come si manifesta?

    Le donne colpite da una mola vescicolare hanno, in genere, livelli più elevati dell’ormone della gravidanza rispetto a chi sviluppa una gravidanza normale. Questo ormone viene prodotto dal tessuto trofoblastico ed è quello che viene rilevato in un classico test di gravidanza. Tali livelli sono responsabili di alcuni sintomi, ecco quali.

    • sintomi della gravidanza

    è possibile manifestare i classici segnali di una tipica gravidanza: niente ciclo mestruale, nausea, vomito, tensione mammaria, ecc. si potrà anche osservare un aumento delle dimensioni dell’addome, perché una gravidanza molare cresce più rapidamente di una gravidanza normale, proprio a causa dello sviluppo anomalo del tessuto trofoblastico.

    • sanguinamento

    all’inizio della gravidanza si potrà osservare un sanguinamento vaginale. È il sintomo più comune della mola vescicolare e molte donne lo interpretano come un aborto spontaneo.

    Di rado è possibile avere problemi di pressione alta, di iperemesi gravidica e di tiroide.

    Ma non tutte sviluppano dei sintomi. In questo caso, la mola idatiforme viene diagnosticata durante un’ecografia.

    Mola vescicolare, come si manifesta?

    Sintomi della mola vescicolare

    Il primo segno di mola vescicolare è costituito dalle perdite di sangue che fuoriesce dai genitali esterni. Tali perdite hanno inizio solitamente intorno alla decima settimana della gestazione, potendo avere entità assai variabile e cadenze irregolari. Spesso si caratterizzano per aspetto diverso le une dalle altre, ad esempio talune volte presentano una colorazione rossa viva ed intensa, altre volte possono presentarsi di colore rosso scuro e contenenti coaguli di sangue.

    Anche se ciò accade molto raramente, non è impossibile notare raggruppamenti vescicolari nel sangue che costituisce queste perdite: è un segno così specifico che permette una diagnosi immediata e precisa di mola vescicolare.

    Queste perdite, solitamente, non sono associate a dolori di alcun tipo, sovente, però, la donna incinta accusa al basso ventre una sensazione di malessere. Se le emorragie che si verificano sono abbondanti e quindi di determinano rapide distensioni a carico della cavità dell’utero, i quel caso si possono avvertire dolori anche di discreta intensità.

    L’utero risulta sempre avere volumi maggiori di quelli che corrisponderebbero a quel determinato periodo della gravidanza e presenta una consistenza tendente al molliccio. Il medico non rileva ne parti del feto e neanche il suo battito cardiaco; le ovaie presentano un volume aumentato grazie al fatto che contengono le cisti luteiniche di cui abbiamo descritto la comparsa in precedenza. Sono assai importanti i dosaggi della gonadotropina corionica nell’urina: in caso di mola vescicolare questo dosaggio è sempre elevatissimo.

    Sovente alla mola vescicolare si associa l’iperemesi e, nel caso essa sia ritenuta all’interno dell’utero anche oltrepassato il quinti mese di gravidanza, si può rilevare anche una precoce eclampsia.

    Terapia

    Quando sia ormai certa la presenza di una mola vescicolare, è necessario procedere con la massima urgenza allo svuotamento della cavità uterina. Questo risultato lo si può ottenere con l’applicazione di cilindri di laminaria che vengono inseriti nel canale della cervice uterina con la contemporanea somministrazione dell’ormone ipofisario che è in grado di operare la stimolazione delle contrazioni dell’utero, l’ormone ossitocina. Nel caso non abbia comunque inizio il travaglio da parto di tipo abortivo, allora sarà indispensabile ricorrere al tipo di svuotamento denominato strumentale, il quale occorre eseguirlo con estrema attenzione, poiché la parete dell’utero è estremamente soffice.

    Terapia per la mola vescicolare

    Occorre seguire attentamente il puerperio poiché, essendo molto elevato il potere infiltrativo che la mola vescicolare possiede, può accadere che alcuni frammenti della stessa restino annidati nella parete dell’utero proseguendo nella riproduzione e nella produzione della gonadotropina corionica. Se la mola è stata, invece, espulsa totalmente, nella sua interezza, le perdite ematiche scompaiono nel giro di alcuni giorni, l’utero inizia un processo di involuzione normale e le cisti presenti nelle ovaie scompaiono nel giro di alcune settimane.

    Si osserverà anche prima la diminuzione, seguita poi dalla scomparsa della gonadotropina corionica dal circolo sanguigno ed anche dall’urina: la ricerca di questo ormone occorre poi ripeterla anche a distanza di un anno dall’espulsione della mola vescicolare. Se si avrà in modo costante un esito negativo, allora si avrà la certezza più totale della guarigione.

    Nel cinque percento dei casi la mola vescicolare, o qualche sua complicazione, può portare la morte della puerpera. Tra le complicanze possibili in caso di mola vescicolare, quella più temuta è costituita dal corion – epitelioma, un tumore particolarmente maligno che prende origine, come dice il nome stesso, dal corion: esso può comparire con una incidenza che parte dall’un percento fino ad arrivare anche al dieci percento dei casi di mola vescicolare.

    La mola vescicolare

    Oltretutto occorre ricordare che questo carcinoma è in grado di grandi produzioni di gonadotropina corionica, motivo per il quale è di enorme importanza il periodico dosaggio di tale ormone nell’urina, dopo che si sia stati affetti da mola vescicolare. Ed è chiaro che se questo ormone rimane presente nelle urine anche dopo che la mola vescicolare è stata asportata, è necessario ricoverarsi immediatamente in ospedale per l’eventualità che tale tumore sia presente.

    E dopo?

    Come accennato nella parte iniziale di questo articolo, esiste una piccola probabilità di sviluppare una forma cancerosa che può diffondersi verso altre parti del corpo come il fegato, il polmone e il cervello. In tal caso, i livelli dell’ormone della gravidanza rimangono elevati o continuano a crescere ulteriormente anche dopo la rimozione della mola. Per questo motivo è fondamentale fare molta prevenzione e prevedere check up costanti per monitorare la condizione generale di salute. Nei casi normali, invece, tutto procede bene e i livelli ormonali tornano nella norma.

    E se vi state chiedendo se potete riprovare ad avere un bambino, la risposta è senza dubbio affermativa. Il consiglio, però, è di non riprovarci subito dopo aver vissuto una mola vescicolare ma di attendere che il corpo si stabilizzi e, soprattutto, che voi siate pronte ad affrontare al meglio una gravidanza. Ma non abbiate paura che non possiate dare alla luce il frutto del vostro amore, molte donne sono ora felici e con uno o più bambini che scorrazzano per casa.

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