Pianta mangiafumo

La pianta mangiafumo è una pianta che in Italia costituisce un classico da interno, è elegante, particolare e utile per chi è solito fumare in casa. Il fatto che non cresca molto la rende anche comoda da tenere in spazi ridotti.

Chi è la pianta mangiafumo?

Pianta mangiafumo è la denominazione volgare della Beaucarnea, una pianta sempreverde chiamata anche Nolina o Piede di elefante, data la grossezza del suo arbusto. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Ruscaceae (agavaceae) appartenente all’ordine delle asparagales. Essa è originaria dell’America centrale, in particolare delle aree calde e asciutte. Il genere della Beaucarnea non comprende molte specie, infatti 8 di queste sono endemiche del territorio del Messico.

Tra le principali tipologie-specie troviamo:

  • Beaucarnea recurvata: molto diffusa, prende il nome dalle sue foglie ricurve. Essa ha origine in Messico, dove è conosciuta come Ponytail Palm, perché assomiglia ad una palma. Nel paese originario questo arbusto costituisce un vero e proprio albero, infatti può anche raggiungere i 15 metri di altezza, con un diametro del fusto di 3 metri. Le sue foglie possono arrivare ad essere lunghe 150 cm, con una larghezza di 2 cm. In questo caso capita talvolta che la pianta mangiafumo fiorisca: i fiori sono giallo candido e molto grandi, fino a un metro.
  • Beaucarnea gracilis: le dimensioni sono un po’ più ridotte in questa tipologia, il fusto resta carnoso e con il rigonfiamento alla base (a forma di bottiglia). Al di sopra spunta una corona di foglie larghe 1,5 cm lunghe fino a 70 cm, con margini ruvidi e un colore che va dal verde al grigio (come le foglie d’ulivo). I fiori sono grappoli apicali di fiorellini rossi.
  • Beaucarnea longifolia e Beaucarnea stricta: La prima tipologia ha foglie sottili, che arrivano a oltre un metro di lunghezza, mentre la seconda ha le foglie particolarmente ruvide, rigide e aggettanti. La struttura della pianta è la medesima: fusto ampio in basso che si affusolisce risalendo.

Come è la pianta?

Chi è la pianta mangiafumo?

Fra le particolarità della piante vi è una crescita molto molto lenta. Il fusto si erge dalla terra con un rigonfiamento nella parte bassa, snellendo mano a mano che sale. Il rigonfiamento serve alla pianta come magazzino per l’acqua. Nella parte superiore vi è una chioma di foglie lunghe a ciuffo che negli esemplari grandi, che sono veri e propri alberi, possono anche raggiungere i due metri, con una larghezza di 2,5 cm, che scendono ricurvandosi verso il basso nel loro colore verde intenso. Solo in rari, rari casi compaiono fiori. La pianta mangiafumo è dioica, ovvero vi sono esemplari di pianta maschili ed esemplari femminili.

Come coltivare la Nolina

La pianta mangiafumo non è affatto difficile da coltivare e può essere coltivata tranquillamente anche in vaso, così da metterla come arredamento verde in appartamento. L’importante è sapere che se le temperature sono troppo rigide deve essere tenuta all’interno, perché non sopporta di andare al di sotto dei 10° C. In estate può anche andare sopra ai 30° C, la pianta starà benissimo. È bene fare attenzione ad un altro nemico di questo arbusto: le correnti di aria fredda.

Se ha comunque necessità di un ricambio di aria, dall’altro lato è bene fare attenzione che non prenda freddo. In inverno anzi, si potrebbe mettere la pianta mangiafumo in un luogo tiepido ma più fresco, in modo da dar luogo ad una fase vegetativa: la temperatura in questo caso è tra i 10° ed i 20° C. Potete tenere questa pianta all’esterno solo se le temperature non vanno al di sotto di queste temperature. Le foglie mano a mano che si seccano vanno rimosse.

Esposizione e acqua

Esposizione e acqua

L’esposizione è fondamentale per questa pianta, poiché, originaria di paesi caldi, necessita di luce abbondante sempre, durante tutto l’anno. Questa pianta non ha bisogno di cure particolari, l’unica accortezza da avere è propri il mantenerla a temperatura sopra i 10° C. In estate si può anche andare a temperature elevate, quello che conta è garantire alla pianta il giusto livello di umidità. La luce deve comunque abbondare sempre, anzi l’ideale è un’esposizione alla luce diretta del sole.

La pianta mangiafumo va annaffiata generosamente dalla primavera all’estate, ovvero per tutto il periodo di sviluppo e attività della pianta. Tra un’annaffiatura e un’altra è bene aspettare che la terra alla base si asciughi, poiché questa pianta teme il ristagno idrico. In questo senso è bene che il sottovaso non rimanga pieno di acqua. Se ne avete la possibilità al mattino presto nebulizzate la chioma di foglie con acqua per creare così un microclima umido perfetto intorno alla pianta.

Durante l’autunno e l’inverno potete anche sospendere gradualmente l’approvvigionamento d’acqua alla pianta, cosicché essa ne immagazzini mano a mano nel rigonfiamento del fusto, come un cammello. Se comunque la pianta si trova all’interno di un appartamento e la temperatura non scende mai sotto i 15° C, è meglio annaffiare con regolarità la pianta, anche se sicuramente è sufficiente un quantitativo minore rispetto all’annaffiatura dell’estate.

Terra e rinvaso

Se avete la necessità di rinvasare la pianta mangiafumo, magari perché è diventata troppo grande per il vaso nella quale si trova, fatelo in primavera e solo se è necessario. Quando effettuate questa operazione fate attenzione a usare del terriccio costituito da 2/5 di terreno fertile, 2/5 di sabbia grossolana (per favorire il drenaggio dell’acqua) e infine 1/5 di torba. Ricordate di non sotterrare mai la parte bassa del fusto, quella con il rigonfiamento. È sempre opportuno utilizzare preferibilmente vasi in terracotta perché fanno respirare meglio la pianta. La pianta non necessita particolare cura nella concimazione, al massimo è possibile dare concime nel periodo primaverile-estivo, una sola volta al mese, dimezzando le dosi indicate dalle confezioni.