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Sindrome metabolica, una patologia complessa con numerosi fattori

Tra quelle più frequenti ricordiamo il diabete, problemi cardiovascolari, e statosi epatica, ovvero ingrossamento del fegato.

Fattori a rischio e cause

Questa patologia, purtroppo, interessa un buon 50% delle persone adulte con età compresa tra i 50 ed i 60 anni. Questo dato sembra essere in forte aumento, infatti si dubita possa crescere nei prossimi anni, determinando l’obesità infantile.

Uno dei fattori a rischio più importante è appunto il sovrappeso. Tanto più è accentuato, maggiori sono le probabilità di essere colpiti dalla sindrome metabolica. L’eccesso di grasso corporeo, localizzato principalmente nella regione addominale, determina uno squilibrio del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, conducendo la persona affetta ad iperinsulinemia. Nei casi più gravi, con il passare del tempo, si arriverà al diabete.

Anche l’età è un altro fattore che a lungo andare potrebbe influire sullo stato di salute, tanto da determinare la comparsa di questa patologia complessa. Anche l’abuso di alcool e droghe, uno stile di vita sedentario ed una alimentazione scorretta, sono fattori determinanti. Attualmente è in crescita il numero di bambini e giovani ragazzi che fanno i conti con il peso corporeo, per questo l’incidenza è in forte aumento anche tra i più giovani e gli adolescenti. Tendenzialmente, i soggetti affetti da tale patologia, non lamentano alcun sintomo particolare.

Sintomatologia e complicanze

Le persone predisposte a tale malattia, corrono maggiori rischi di sviluppare patologie cardiovascolari, oppure renali, oculari ed epatiche. Questo rischio purtroppo, è superiore anche di volte rispetto alle persone sane. In presenza di una condizione di insulino-resistenza, le cellule dell’apparato richiedono un quantitativo di insulina maggiore rispetto alla normalità, per assorbire il glucosio ematico e di conseguenza mantenere i livelli glicemici nella norma.

In simili condizioni, le cellule Beta presenti nel pancreas, ovvero quelle deputate alla produzione di insulina, vanno pian piano incontro ad un processo degenerativo, determinato dal troppo lavoro. Queste sono le basi per lo sviluppo del diabete, con tutte le conseguenze negative di tale malattia.

Cure e prevenzione

Il miglior modo per curare la sindrome metabolica, è ridurre il peso corporeo, ed aumentare l’attività motoria. Quando questa malattia bussa alla nostra porta, alcuni semplici, ma importanti cambiamenti nello stile di vita sono fondamentali per migliorare lo stato di salute ed evitare complicazioni. L’attività fisica ad esempio, può essere aumentata facendo qualche gradino in più, oppure una passeggiata di qualche chilometro al mattino, o una pedalata in tarda sera.

L’importanza della regolarità dell’attività motoria è determinante, infatti consigliamo almeno 4 volte la settimana, per una durata di circa un’ora senza interruzione. Ecco alcuni benefici dell’esercizio fisico in presenza di tale patologia:

1. Aumento della sensibilità dell’insulina
2. Prevenzione delle patologie cardiovascolari
3. Profilo lipidico meno aterogeno
4. Riduzione dei livelli dei trigliceridi nel sangue
5. Aumento del colesterolo buono
6. Riduzione del colesterolo cattivo
7. Riduzione dei livelli della pressione arteriosa in maniera rilevante nei soggetti affetti da iperinsulinemia
8. Riduzione del peso corporeo
9. Prevenzione del diabete di tipo II grazie a:

  •  Aumento del flusso emetico verso i tessuti insulino sensibili
  •  Proporzione maggiore delle fibre muscolari di tipo II
  •  Riduzione del grasso in particolare quello localizzato nell’addome
  •  Aumento dell’azione postrecettoriale dell’insulina
  •  Aiuta a ritrovare il peso ideale e tiene alla larga la sindrome metabolica con tutte le sue conseguenze.

Dieta

Dieta per combattere la sindrome metabolica

Dopo aver approfondito i benefici dell’attività fisica, ci concentriamo sull’alimentazione che, sì, deve essere modificata. Gli esperti in nutrizione consigliano di integrare circa 25 grammi di fibre ogni giorno mangiando grani interi (cereali), frutti di bosco, noci, legumi, frutta, verdure crude, ecc. evitate la frittura e i cibi trasformati e preferite alimenti interi, proteine magre e molta frutta e verdura.

Tutto questo è importante non solo per tenere a bada la sindrome metabolica ma anche per ridurre il rischio di malattie in futuro. La dieta da sola aiuta a ridurre il grasso sottocutaneo (il grasso che si trova tra la pelle e la parete addominale), ma è un tipo di grasso meno danno di quello viscerale che circonda gli organi interni; quello viene ridotto con un’attività fisica ad alta intensità.

Una programma dietetico deve fornirvelo il vostro nutrizionista e dietologo perché il tutto, come abbiamo visto, dipende da diversi fattori e ciò che può andare bene per qualcun altro può non andare bene per voi. Possiamo però consigliarvi di integrare nella vostra alimentazione quotidiana tre ingredienti che possono essere di supporto nella prevenzione di malattie cardiache e diabete. Stiamo parlando di uva, cannella e peperoncino di Cayenna. Li approfondiamo uno per uno.

Uva

Non è soltanto un modo sfizioso per eliminare i chili di troppo, ma sembra essere una potenziale alleata contro il diabete. Mangiando uva si noterà una sostanziale riduzione dei livelli di glucosio nel sangue e dell’insulina. Quindi, se la sindrome metabolica comincia a bussare alla vostra porta, mangiate più uva.

Cannella

Studi scientifici hanno dimostrato che la cannella può aumentare in modo sicuro ed efficace la sensibilità all’insulina. La cannella contiene un gruppo di flavonoidi di tipo A che imitano gli effetti dell’insulina. Questi aiutano a trasportare il glucosio nelle cellule e promuovono la sintesi del glicogeno.

La ricerca ha mostrato che uno/tre grammi di cannella in polvere può ridurre i livelli di glucosio a digiuno dal 18 al 30 per cento nei diabetici di tipo 2. Ed è interessante notare come la cannella mantenga i suoi effetti positivi sullo zucchero nel sangue per almeno 12 ore. Infatti, in uno studio specifico è stata somministrata ai partecipanti all’esperimento 12 ore prima di un test di tolleranza al glucosio. I livelli erano circa 10-13 per cento inferiori rispetto ai soggetti a cui è stato somministrato un placebo.

La cannella in polvere si può acquistare presso ogni supermercato locale ed è uno dei mezzi più semplici e più economici per controllare la sindrome metabolica.

Peperoncino di Cayenna

Esattamente come la cannella, è un ingrediente economico ma che porta un sacco di benefici.

Uno studio australiano ha rivelato che anche una sola portata arricchita da pepe di Cayenna ha dato un effetto immediato, ma questo è durato solo per poco. L’esperimento ha incrociato diversi scenari e il programma più efficace dice che il dosaggio corretto per ottenere i giusti vantaggi è di circa 4 grammi per ogni pasto. I partecipanti che hanno ottenuto i maggiori benefici da questo programma sono stati in chi si trovava in stato di obesità.

Sappiamo che non è pratico assumere 4 grammi di peperoncino di Cayenna a ogni pasto, è del tutto naturale. Infatti, la maggior parte delle persone preferisce assumerlo in capsule anche se noi vi consigliamo di aggiungere il pepe in abbondanza su un piatto di gamberetti bolliti. Una vera leccornia per il palato.

Con questo non vogliamo dirvi di mangiare solo questi tre ingredienti, ma di integrarli a pieno nella vostra dieta quotidiana. Assumendo uva, pepe di Cayenna e cannella (a proposito, è ottima nelle tisane!) occasionalmente, si possono superare i futuri problemi di salute associati alla sindrome metabolica.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia