La splenectomia è l’asportazione della milza, che si esegue quando tale organo è danneggiato in maniera irreparabile, oppure quando non svolge più le sue normali funzioni. Questo organo svolge funzioni molto importanti per il nostro apparato, ma non è un organo vitale. Esso aiuta il corpo a combattere le infezioni da parte di agenti esterni, e favorisce la mutazione dei globuli rossi. Una volta rimossa la milza, le aspettative di vita del paziente non si riducono, e può riprendere il suo normale stile di vita.

Splenectomia: cos’è e rischi

Quando la milza ha subito danni irreparabili ed il suo normale funzionamento è stato compresso, si esegue nel paziente la splenectomia. La milza è un organo addominale, delle dimensioni di un pugno, ed è situato in basso nella parte sinistra, proprio sotto la cassa toracica. Questo organo svolge diverse funzioni, ora vedremo insieme quali:

1. Controlla la presenza nel nostro organo di agenti patogeni, ed in questa maniera combatte le infezioni, producendo gli anticorpi che servono all’apparato ed i globuli bianchi
2. Favorisce la mutazioni dei globuli rossi nel circolo sanguigno
3. Funge da riserva di ferro, piastrine e globuli bianchi

La splenectomia è un intervento chirurgico che, grazie ai progressi della medicina, col passare degli anni, non determina rischi al paziente. Tale pratica si esegue come gran parte degli interventi chirurgici, e presenta di rischi potenziali che non devono essere sottovalutati. Tra i rischi che potrebbero insorgere troviamo: emorragie, trombi, ovvero coaguli di sangue, infezioni della ferita, lesione degli organi che si trovano in prossimità come stomaco, pancreas e colon.

Splenectomia: vivere senza milza

Come abbiamo accennato precedentemente, questo organo è in grado di contrastare la formazione di infezioni dovute ad agenti esterni, grazie alla produzione di globuli bianchi e di anticorpi, per svolge svolge un ruolo all’interno del nostro sistema immunitario, ovvero di barriera difensiva. Vivere senza milza di per sé, non pregiudica le aspettative di vita di un soggetto, ma lo espone a maggiori rischi di infezioni, da quelle che si risolvono anche da sole, a quelle più serie.

Tale situazione clinica prende il nome di Immunodepressione post-splenectomia, ed alla base di questo, tutti i medici raccomandano a coloro che hanno subito l’intervento di asportazione, di effettuare ogni anno il vaccino antinfluenzale e quello contro il batterio pneumococco, che determina la polmonite. Un’altra misura preventiva molto importante, che viene messa in atto in condizioni patologiche serie, è l’assunzione di antibiotici, perché sono in grado di formare una barriera contro gli agenti patogeni batterici che si trovano nell’ambiente.

Splenectomia: preparazione all’intervento chirurgico

Quando tale intervento è stato programmato da tempo, e non è di emergenza, prevede alcune misure preparatorie:

1. Trasfusione di sangue: tale pratica, praticata prima dell’intervento, serve a ridurre l’impatto che si provoca sul paziente asportando un organo come la milza.
2. Vaccinazione anti-peneumococco: utile a prevenire la polmonite, che nelle persone prive di milza può insorgere con molta frequenza.
3. Il paziente deve essere a digiuno: late intervento chirurgico si effettua in anestesia generale, per questo viene richiesto al paziente di non consumare cibo e liquidi per diverse ore prima dell’intervento.
4. Interruzione di determinati farmaci: prima dell’intervento ci sono alcuni farmaci che non devono essere somministrati come ad esempio gli anticoagulanti. Per questa motivazione, è molto importante che il paziente informi il medico di tutti i medicinali che sta assumendo o che ha assunto in passato prima di sottoporsi all’asportazione della milza.

Una volta sedato il paziente con anestesia generale, l’intervento chirurgico si può effettuare con due pratiche: la prima è la laparoscopia, l’altra è la tecnica tradizionale a cielo aperto.