Sucralosio: pregi e difetti del dolcificante artificiale

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Sucralosio

Il sucralosio è uno dei tanti dolcificanti in commercio. In Italia questo dolcificante è conosciuto con il codice E955, mentre negli Stati Uniti, una volta in commercio, prende il nome di Splenda.

Questo dolcificante ipocalorico si ricava dallo zucchero attraverso una lunga lavorazione chimica che comprende la sostituzione di ben 3 gruppi di idrossili dello zucchero con 3 atomi di cloro.

Il sucralosio venne scoperto nella metà degli anni ’70 in una scuola inglese, e la commercializzazione ebbe inizio nel 1999 in America, con il nome di Splenda, da parte della fabbrica Tate & Lyle ed anche Johnson & Johnson. Oggi in questo paese è il prodotto più in uso per dolcificare gli alimenti.

Tale prodotto viene impiegato in sostituzione del comune zucchero bianco, sia nelle bevande, sia per le preparazioni dolciarie e nei prodotti da forno, perché sembrerebbe reagire bene alle alte temperature, a differenza di altri dolcificanti che con il calore si degradano, come ad esempio l’aspartame.

Il sucralosio è considerato da sempre un prodotto privo di calorie, ma lo Splenda, ad esempio, al suo interno contiene sia le maltodestrine che il destrosio, ovvero carboidrati che a sua volta sono ricchi di calorie, e proprio per questo, un grammo di sucralosio contiene 3,36 calorie.
Questi carboidrati servono al prodotto per acquisire volume, in maniera tale da poter facilitare le dosi, ma possiamo affermare che il valore calorico compreso di carboidrati è relativo, se pensiamo che non vengono assimilati dal corpo perché nascono dal processo di idrolisi che si forma nella lavorazione da parte degli amidi.

Il sucralosio è molto più dolce del comune saccarosio, e di conseguenza se ne assume una quantità inferiore e a differenza di altri dolcificanti artificiali, non lascia in bocca quel cattivo retrogusto amarognolo.

Impieghi del sucralosio

Impieghi del sucralosio

Il sucralosio è particolarmente adatto a coloro che soffrono di diabete e molto spesso i medici consigliano di farne uso nelle diete ipoglicemiche, perché non comporta variazioni sui livelli sia dell’insulina che del glucosio nel sangue.

Bisogna comunque fare sempre attenzione, perché non tutti i fisici reagiscono nella stessa maniera, e per questo interrompere l’utilizzo se si riscontrano delle anomalie nelle analisi.

Attraverso un recente studio condotto su 17 persone affette da obesità molto grave, che non utilizzavano dolcificanti di natura artificiale, si è riscontrato un picco di glucosio nel sangue pari al 14%, e di insulina pari al 20%, mentre altri studi simili su persone dal peso corporeo nella norma, hanno dimostrato che l’impiego di sucralosio non ha alcun effetto rilevante né sull’insulina, né sul glucosio nel sangue.

Tutto questo ci dimostra che un impiego regolare di sucralosio non influisce sulla glicemia, mentre il consumo abituale di zucchero bianco potrebbe dare origine a scompensi sui valori dell’insulina nel sangue.

I prodotti che si trovano in commercio con calorie pari a zero spesso vengono pubblicizzati per il dimagrimento, ma in realtà è solo campagna pubblicitaria, perché non svolgono nessun effetto importante sulla massa corporea.

Attraverso studi approfonditi, si è constatato che l’impiego abituale di sucralosio non ha nessun legame con il peso corporeo e la massa grassa, anche se la sostituzione del comune zucchero con dolcificante artificiale potrebbe far diminuire la massa grassa in una percentuale pari al 1,10 Kg ed il peso corporeo dello 0,8%.

Sucralosio e salute

Sucralosio e salute

Anche il sucralosio, proprio come diversi alimenti in generale, è soggetto a critiche che da una parte lo descrivono come un prodotto innocuo, mentre dall’altra come un alimento che a lungo andare nel tempo potrebbe causare problematiche legate al funzionamento metabolico.

Come abbiamo già visto, in alcuni soggetti potrebbe causare picchi di insulina nel sangue ed inoltre potrebbe causare danni alla flora batterica dell’intestino.

Recentemente è stata condotta una ricerca eseguita su 800 ratti, che ha messo in evidenza l’elevato rischio di leucemia dopo un consumo abituale di dolcificanti artificiali.

Il CSPI ovvero il “Center for Science in the Public Interest” alla luce di quanto scoperto, ha deciso di considerare il sucralosio non più un prodotto alimentare “safe” ma “caution”, ovvero da utilizzare con cautela ed in dose moderate.

Certamente, il sucralosio andrà a far parte di quella galassia di prodotti sotto osservazione da parte dei salutisti, sempre molto attenti ai cibi artificiali. Il tempo dirà, come in moltissimi casi, da che parte è la ragione.