Ossido di etilene, attenti se avete questi due prodotti a casa | FOTO

Sono tanti i provvedimenti di ritiro dal mercato attuati dal Ministero della Salute: tra questi figura quello di due prodotti a causa di ossido di etilene.

Richiami alimentari per ossido di etilene
Richiami alimentari per ossido di etilene Foto dal web

Ci sono altri richiami alimentari comunicati dal Ministero della Salute e presenti sul sito web ufficiale dell’Ente.

Le notifiche fanno riferimento, in questo caso, a due prodotti che riguardano il marchio Valdenza. Già ce n’erano altri sottoposti allo stesso modo a dei richiami alimentari.

Ed anche in queste altre due situazioni specifiche risultano esserci dei forti sospetti in merito alla potenziale presenza di ossido di etilene nei lotti interessati.

L’ossido di etilene è impiegato, nel novero di quelle che sono le dinamiche industriali, come pesticida. E viene applicato ad una moltitudine di articoli alimentari delle tipologie più disparate.

Ma la presenza di tale sostanza è considerata cancerogena e per la Commissione Europea anche un quantitativo irrisorio della stessa deve portare al ritiro, dal mercato, delle merci contaminate.

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Ossido di etilene, i dettagli sui prodotti sottoposti a richiamo alimentare

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Queste le informazioni sui prodotti che si ritiene abbiano al loro interno dell’ossido di etilene:

Bisfrolline con marmellata al limone. I lotti e le relative date di scadenza o termini minimi di conservazione di questo prodotto venduto in confezioni da 200 grammi di peso:

  • 1L113 (30/11/2021);
  • 1L127 (15/12/2021);
  • 1L155 (15/01/2022);
  • 1L183 (15/02/2022);

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Ci sono poi le Bisfrolline con confettura di mora rossa e mirtillo nero. I riferimenti relativi:

  • 1L064 (15/10/21);
  • 1L113 (30/11/21);
  • 1L127 (15/12/21);
  • 1L155 (15/01/22);
  • 1L183 (15/02/22);

Le indicazioni del Ministero della Salute invitano i consumatori che abbiano eventualmente questi due prodotti in casa a non consumarli. Entrambi vanno invece riconsegnati ai supermercati oppure nei negozi di alimentari dove sono stati acquistati precedentemente.

Con ciò, la clientela potrà ricevere il rimborso di quando speso in precedenza. Inoltre situazioni importanti come questa, che coinvolgono la salute dei consumatori, non richiedono il dovere esibire lo scontrino di riferimento.

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