Bonus Cashback 2022: si riparte ma con alcune modifiche

Forse dal 2022 si riparte con il Bonus Cashback ma il governo ha pensato di effettuare alcune modifiche. Ecco le prime indiscrezioni in merito.

Cashback
Cashback (GettyImages)

Dal gennaio 2021 il governo aveva introdotto il Bonus Cashback, iniziativa poi sospesa nel secondo semestre dell’anno. In cosa consisteva? Era previsto un rimborso per le spese effettuate in qualunque negozio fisico con carta di credito, prepagata o di debito. Il rimborso consisteva in un 10% per un massimale di 1.500 euro a semestre.

Potevano usufruirne tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia e l’adesione all’iniziativa era libera. Ovviamente si doveva sottostare ad alcune regole, come il numero minimo di transazioni tracciabili. Da gennaio a giugno 2021 il rimborso massimo consisteva in 150 euro su 1.500 euro di spesa.

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Tuttavia, questa operazione è stata sospesa nel secondo semestre dell’anno, cioè da luglio 2021. Il motivo? Palazzo Chigi ha spiegato che i primi dati raccolti vedevano come maggiori utilizzatori del Bonus Cashback gli abitanti del nord Italia con un reddito medio alto. Questo avrebbe finito per avvantaggiare ancora di più le famiglie ricche. Ma il governo sarebbe pronto a qualche modifica.

Bonus Cashback 2022: si riparte ma con qualche modifica

carte di credito
Carte di credito (GettyImages)

Secondo quanto riportato da Milano Finanza, sembra che il governo di Mario Draghi stia pensando a come attuare delle modifiche in modo da non creare i problemi che si sono creati nel primo semestre del 2021. Come fare, dunque, per non andare a favorire chi già sta bene ma permettere di ottenere il bonus a chi è in difficoltà?

Secondo alcune indiscrezioni, nulla di confermato, sembra che sia già pronto un nuovo piano per far ripartire l’iniziativa a gennaio del 2022. Si tratterebbe di stanziare 500 milioni di euro l’anno (cifra molto più bassa di quella stanziata dal governo di Giuseppe Conte). Inoltre, questa volta non sarà ad adesione libera.

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Infatti, potrebbe essere indirizzato, questa volta, soltanto ai cittadini maggiorenni residenti in Italia con reddito medio-basso. In questo modo verrebbero rimborsate le persone che non sono agiate e la misura acquisterebbe un senso diverso.

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