Aumenti del Gas in bolletta, la situazione è davvero critica

Aumenti del gas, in bolletta pessime sorprese per gli italiani: il costo schizza alle stelle. La situazione è davvero critica.

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Fiammella gas (da pixabay)

Di rincari e aumenti si è più o meno sempre parlato ma la situazione, questa volta, sembra essere quasi senza precedenti: e, se i precedenti ci sono, rischiano di non essere piacevoli. Il gas infatti salirà vertiginosamente nei prossimi mesi e addirittura c’è chi pensa si potrebbe ripetere la situazione del 1973, quando mancò il petrolio.

Molti nomi illustri si esprimono in maniera negativa sulla situazione che si è creata: da Edoardo Beltrami, che sembra alludere alla possibilità di un lockdown energetico vista quanta energia richiede un paese come il nostro, fino a Roberto Cingolani, ministro della transizione ecologica, che fa notare come una stangata del genere peserà senza rimedio sulle bollette di tutti.

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Aumenti del gas: quali sono le previsioni per il futuro

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Raffineria (pixabay)

Erano stati stanziati milioni per calmierare i prezzi dell’energia ma, nessuna sorpresa, probabilmente non basteranno. Si stima un aumento vertiginoso, del novecento percento. Mettiamo per assurdo che tutti non pagassero, per non disponibilità di risorse economiche: si avrebbe un danno a circa ottocento fornitori di energia elettrica che probabilmente così si avvicinerebbero al fallimento, anticipando questi solitamente il costo ai trader.

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Un trader che lavora per un’importante utility spiega che ovviamente l’italia dipende dall’Europa e dal resto del mondo per quanto riguarda il gas. Ora, vista una crescita del Pil superiore al previsto del sei percento  e un rigidissimo inverno del nord Europa, mancano all’appello sei miliardi di metri cubi di giacenza rispetto al 2020. Questo potrebbe metterci a rischio e potremmo non reggere al fabbisogno richiesto, soprattutto perché  procediamo a grandi passi verso il periodo più freddo dell’anno.

Ora, nonostante comunque lo stoccaggio in italia appare rassicurante, perché fissato al novantotto percento tassativamente, è anche vero che alla questione del rifornimento energetico è legato a doppio nodo il gioco politico sovranazionale, e che quindi è difficile trovare un equilibrio. In più, non viene scongiurato il rischio del lockdown energetico.

Con prezzi così alto, potrebbe essere necessario riaccendere le vecchie centrali a olio combustibile, mentre quelle a carbone non si sono mai fermate. Nel mentre la ricerca del

, per terra e mare, è stata ripresa.

Serena Garofalo

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