Meno compiti e meno Internet per i bambini. Qual è il Paese interessato?

Meno compiti, ma anche meno ore su Internet per i bambini che si approcciano alla crescita. Ecco il Paese interessato a quella che potrà diventare una legge.

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Una bambina legge un libro accanto la maestra (Getty Images)

Molto spesso i bambini vengono “caricati” di troppe responsabilità. Attenzione, facciamo un passo indietro. Quando usiamo il termine responsabilità dobbiamo capire a cosa ci riferiamo. Perché insegnare loro a essere responsabili, nei confronti degli altri e di sé stessi, è un aspetto fondamentale. Dall’altra parte, però, il discorso può essere più sottile e a volte eccedere in altri aspetti.

Come quelli legati al tempo passato su Internet o a studiare dopo aver finito le ore a scuola. Il famoso doposcuola o, semplicemente, studio a casa. E quindi, cosa fare? C’è un Paese che ha deciso di mettere per iscritto, sotto forma di legge, una proposta che prevede la riduzione di ore davanti a un pc, tablet, telefonino e così via. Insomma, le ore passate su Internet.

Ma non solo il web. Anche il carico di compiti da fare dopo aver terminato le ore mattutine nei vari istituti scolastici. Il tutto per far sì che i bambini si rilassino, non mancando mai, però, l’appuntamento con le proprie responsabilità. E per evidenziare il Paese in questione dobbiamo uscire dal Vecchio continente, e cioè l’Europa.

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La Cina dice di no a Internet e ai troppi compiti per i bambini: riduzione in vista

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Un bambino davanti a uno schermo (Getty Images)

Una proposta di legge che potrebbe riguardare un vero e proprio cambiamento nella vita dei bambini. È quella avanzata dal Parlamento di Pechino. Ma in che cosa consiste questa ormai quasi applicata legge? Si richiede ai governi locali di applicare delle misure per far sì che il carico di compiti del doposcuola non sia eccessivo.

Non solo. Se è vero che i bambini non devono ricevere la scuola come uno stress, ma come un luogo dove poter crescere in maniera sana e disinvolta, per far sì che il proprio essere “venga a galla”, dall’altra parte non devono rimanere incollati ad alcuni schermi e passare intere giornate su Internet.

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Così anche il tempo da passare all’interno del web sarà ridotto. Per molti Paesi, anche al di fuori del continente asiatico, tutto ciò potrebbe equivalere a delle restrizioni di troppo. A un controllo maggiore. Dall’altra parte, invece, si punta a normalizzare il tempo libero dei bambini, dando loro il modo di applicare altre forme di creatività al tempo libero stesso.

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