Esercizi di respirazione per combattere l’insonnia: i migliori tre

Esercizi di respirazione per combattere l’insonnia non patologica: oggi vi vengono proposti alcuni tra i più efficaci basati sul controllo del respiro

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donna al tramonto (pixabay)

L’insonnia può essere provocata da una molteplicità di fattori. Fatto salvo che non si parla qui di insonnia patologica, i fattori che in maniera episodica possono portarci a non dormire sono svariati. Ci influenza lo stress della vita quotidiana, magari qualche pensiero di cui non riusciamo a liberarci.

Non di meno i responsabili potrebbero essere i famigerati device elettronici da cui ormai dipendiamo o il consumo di sostanze eccitanti come caffeina e teina ad orari poco consoni. Qualunque sia la ragione, un aiuto più che valido può venirci dal controllo della respirazione: questo infatti potrebbe indurci ad auto-calmarci, favorendo il rilassamento e quindi il sonno.

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Esercizi di respirazione contro l’insonnia, i migliori tre

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donna che dorme (pixabay)

A sottolineare l’importanza del respiro è Umberto Pelizzari, primatista di apnea. Questo sottolinea di come, spesse volte, siamo portati a respirare in maniera meccanica, senza badare a ciò che facciamo. In particolare, è importante la fase dell’espirazione che ci consente il controllo e il rilassamento. Questa stimola infatti il nostro sistema nervoso parasimpatico.

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E’ importante svolgere questi esercizi per circa 10 volte. Non facciamoli soltanto quando siamo ormai a letto ma iniziamo da almeno un’oretta prima. L’effetto sarà evidente nel giro di due o tre settimane.

Sempre l’esperto continua:” Molto importante sarà anche la posizione della lingua. Immaginiamo di fare lo schiocco del cavallo: quando la lingua si trova verso l’alto, creando quasi un sottovuoto, quella è la posizione corretta. Per prepararci agli esercizi, ci sdraiamo, chiudiamo gli occhi, inspiriamo ed espiriamo dal naso. ” poi conclude “La bocca sarà chiusa e vi renderete conto che la lingua automaticamente occuperà quella posizione”

Respiro con il cuore

Nonostante il titolo molto metaforico, l’esercizio non ha a che vedere con l’emotività. Non si tratta di metafore: si tratta proprio di respirare al ritmo cardiaco: Tum, respiro, tum, inspiro. Ovviamente possiamo anche decidere di tirare il respiro ogni due battiti, o ogni tre. Dipende da quanto siamo allenati: tutto sta nel sentire il cuore, anche senza tenere il dito sul polso o sulla gola.

4-7-8

No, non sono i numeri da giocarsi all’otto. Sono 4 i secondi in cui si respira, sette i secondi in cui il respiro si trattiene, 8 lunghi secondi il tempo in cui finalmente si lascia andare. Fu una tecnica, per fare un po’ di storia, messa a punto per far fronte all’esigenza che i marines avevano di recuperare molto in fretta.

Espirazione e apnea

Forse il più complesso dei tre è quest’ultimo. Si tratta di far seguire, al rilascio del respiro, una fase di apnea. Poi si respira di nuovo, senza riempire tutti i polmoni. Il consiglio è effettuare questo esercizio con un cuscino sotto le gambe, per un risultato ideale.

Serena Garofalo

 

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