Ansia ad alto funzionamento: cos’è e come riconoscerla

L’ansia è una condizione molto diffusa e si manifesta in diverse forme, alcune più visibili e altre meno, come l’ansia ad alto funzionamento. Vediamo che cos’è e come individuarla.

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Rappresentazione dell’ansia (Pixabay)

L’ansia per alcuni di noi è una presenza costante. Può manifestarsi in diverse forme, arrivando a vere e proprie sintomatologie nei casi più gravi. Non sempre è facile gestire l’ansia, specialmente per i soggetti più fragili che molto spesso soccombono di fronte a questa presenza minacciosa dalla quale non riescono a fuggire e a liberarsi.

L’aiuto di uno psicologo può essere molto utile in alcune situazioni, specialmente in quelle più visibili. Cosa fare invece per reagire all’ansia che è presente ma non si vede? O meglio, noi la percepiamo ma chi si trova accano a noi no.

Sto parlando dell’ansia ad alto funzionamento, una condizione che non è presente nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) o nella classificazione internazionale delle malattie (ICD-10). Per questo motivo non è classificata come disturbo di salute mentale ma può comunque influenzare la qualità della vita di chi ne è soggetto.

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Ansia ad alto funzionamento: definizione e diagnosi

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Persona sopraffatta dall’ansia (Pixabay)

L’ansia non si manifesta sempre allo stesso modo. Numerosi studi hanno indagato il fenomeno e solo di recente è stata individuata una forma d’ansia non ufficialmente codificata. Si tratta dell’ansia ad alto funzionamento che interessa quelle persone in grado di condurre una vita normale e soddisfacente in più aspetti della vita, ma che tuttavia vivono costantemente con l’ansia, che in questo caso rimane nascosta.

Una definizione potrebbe essere quella data dalla psicoterapeuta Jane Daisley-Snow e direttrice accademica presso l’Australian College of Applied Psychology: “Ansia ad alto funzionamento è un termine contemporaneo per descrivere l’ansia provata dalle persone la cui ansia non interferisce con il loro funzionamento quotidiano”. Tale condizione si discosta dunque dal comune disagio psichico che conosciamo. Ossia quello in grado di limitare in qualche modo la vita del paziente, ostacolandola e compromettendola in forma più o meno grave e sotto diversi punti di vista.

Di solito coloro che soffrono di ansia ad alto funzionamento sono impeccabili agli occhi di chi li giudica, calmi e ordinati. Sul lavoro hanno un ottimo rendimento, questo perché di solito le persone che ne sono affette sono dei veri e propri perfezionisti. Tutto ciò che fanno deve essere perfetto, altrimenti subentra un forte senso di apprensione che solo loro sanno di avere.  Essendo perfezionisti sono anche molto autocritici e si preoccupano troppo del giudizio degli altri, temendo sempre di deluderli. Per questo motivo non sono in grado di dire “no” e tendono a lavorare più dei loro colleghi. Tutto deve essere sotto il loro controllo. Non esistono imprevisti o cambi di programma. Questo li farebbe impazzire.

Il fatto di dare una buona impressione agli occhi degli altri provoca inevitabilmente una scarsa qualità della vita. Pensando più a ciò che gli altri si aspettano da loro, queste persone raramente pensano a se stesse. Tutto ciò le porta a pensare troppo, a volte rimuginando su scelte o azioni compiute, e ad affrontare semplici compiti (non solo lavorativi ma anche sociali) con un’alta dose di ansia. Tutto questo ricade anche sul corpo con problemi come l’insonnia e altre sintomatologie.

Per affrontare il problema si  può ricorrere ad alcuni interventi psicologici e terapeutici. Ad esempio, rivalutare modalità di pensiero dannose e poco efficaci. Oppure può essere utile riconsiderare il proprio stile di vita partendo dall’alimentazione e dal sonno. Può dunque essere utile dosare il consumo di alcol e cercare il più possibile occasioni di relax. Oltre ad annotare la tensione percepita durante il giorno.

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È dunque bene individuare i fattori scatenanti di ansia e stress. Questo può essere un buon punto di partenza per combattere l’ansia. Così come frequentare un corso di benessere e resilienza. Può essere utile per sviluppare e mettere in pratica esercizi e strategie per affrontare questo stato emotivo così negativo per la salute. Direi che ne vale senz’altro la pena.

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