Dolore cronico: quello che c’è da sapere e perché avviene, lo studio

Il dolore cronico è appunto costante e deriva dalla patologia pregressa che si ha. Uno studio sta studiando come poter combattere questo tipo di sofferenza.

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Dolore cronico (Pexels)

Il dolore cronico si manifesta come un dolore costante che si protrae nel tempo dopo una lesione o una malattia, più del periodo necessario di guarigione. La continua sofferenza può portare ad una sensibilità particolare nel cervello, poiché stimola ripetutamente le cellule e le fibre nervose che individuano, trasmettono e ricevono i segnali di dolore. Questa stimolazione costante può modificare la struttura di fibre e cellule nervose e renderle più attive quindi. Di conseguenza il dolore può derivare da una stimolazione che in un altro momento non sarebbe stata percepita.

A provocare questo dolore costante, sono le patologie croniche come il tumore, l’artrite, il diabete e la fibromialgia. Inoltre, se le cellule e le fibre sono diventate sensibili, anche una semplice lesione può provocarne la causa. Una ricerca rilevante che riguarda il dolore cronico, l’ha fatta l’Istituto Neuromed di Pozzilli (Molise).

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Lo studio sul dolore cronico dell’Istituto Neuromed Pozzilli

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Risonanza al cervello (Pexels)

I ricercatori dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Pozzilli, stanno studiando nuovi metodi per combattere la tipologia di dolore cronico, attraverso i circuiti nervosi del cervello. Intorno a questi circuiti, gli studiosi, hanno trovato delle speciali rivestimenti intorno ai neuroni che vanno a stabilizzare le sinapsi. Sono proprio le sinapsi che fanno da “postino” e trasmettono il dolore attraverso i nervi in giro per il corpo. Queste poi si ripercuotono sulla memoria, sui riflessi e sulle percezioni sensoriali.

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Le reti perineuronali nel dolore costante sono più spesse in determinate aree specifiche cerebrali. In queste reti si vanno a formare le cosiddette memorie dolorose, ovvero la densità del dolore resta impressa in quella parte del cervello. Studiando il dolore cronico, quindi, i ricercatori hanno constatato che esso è associato a una sorte di stabilizzazione dei percorsi nervosi. In pratica, questi meccanismi continuano a produrre il dolore anche quando la causa di esso è scomparsa.

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